Il diario di Carrie

Un po’ di tempo fa vi parlai della serie televisiva di The Carrie Diaries che stavo seguendo su LA5, una sorta di prequel del famoso Sex & the city, il telefilm che negli anni 90 cambiò le prospettive femminili sulle relazioni affettive e sulla sessualità. Come ben sapete sia la serie madre sia il prequel sono tratti dai romanzi di Candace Bushnell, scrittrice americana focalizzata sulla letteratura rosa e young adult, e ho recuperato il primo volume della serie di Miss Carrie Bradshaw cominciando proprio con Il diario di Carrie, pubblicato in Italia da Edizioni Piemme.

Prima di tutto dimenticate la serie televisiva perché, anche se presenta elementi simili, il romanzIl diario di Carrie Candace Bushnell Edizioni Piemmeo segue un percorso diverso, presentando altri personaggi e un’eroina totalmente imperfetta e lontana dal glamour di Manhattan.

La giovane Carrie vive a Castlebury, una piccola cittadina di provincia, insieme al padre scienziato e alle due sorelle Missy e Dorrit, e vuole crearsi un futuro lontano da casa puntando subito alla Grande Mela per realizzare il suo sogno: diventare una scrittrice famosa. Se il padre vorrebbe che sua figlia seguisse le sue orme frequentando la Brown University, Carrie invece ha ereditato il carattere combattivo della madre, morta prematuramente per una brutta malattia, ma soprattutto la sua passione per la letteratura e per il femminismo, che la portano a essere “diversa” dalle sue coetane.  Siamo negli anni ottanta e Carrie non è la fashionista che incontreremo una quindicina di anni dopo ma è semplicemente una liceale che si divide fra scuola, famiglia e amici. L’obiettivo principale della giovane Bradshaw per adesso è riuscire a frequentare il corso estivo di scrittura della New School ma prima di tutto dovrà sopravvivere all’ultimo anno di liceo.

Nel liceo di Castlebury, la protagonista passa le sue giornate fra lezioni, pettegolezzi, allenamenti di nuoto e soprattutto tanti amici come l’amica d’infanzia Lali, l’insicura Maggie, la cervellona di origini latine Roberta ma conosciuta come il “Topo”, Walt, Donna Ladonna, Peter e Sebastian Kydd… ed è proprio il ritorno di quest’ultimo che ribalterà le relazioni nel gruppo di amici.

“…il mondo è pieno di persone che desiderano le stesse cose e serve qualche sforzo in più per garantirsi un minimo di visibilità.”

Ce la farà Carrie ad andare al corso estivo della New School? Gli amici di cui non ha mai dubitato si riveleranno tutte delle persone leali o c’è sempre qualcuno che trama nell’ombra perché è geloso della felicità altrui?

Il diario di Carrie è un libro molto scorrevole, che si presta al periodo estivo per la leggerezza tipica della narrativa young adult e che si può portare sotto l’ombrellone per trascorrere momenti di spensieratezza. L’autrice ha uno stile semplice che denota la sua capacità d’intrattenimento, quasi come vedere una puntata del telefilm però su carta. Non sarà Virginia Woolf o una delle sorelle Brönte, ma proprio nel suo essere “simpatico”, ho trovato quest’opera molto piacevole – e devo ammettere che libri appartenenti al genere della letteratura rosa come Sophie Kinsella & Co. non avevo mai letto nulla.

Lontana dallo sfavillante mondo di Manhattan, Carrie è un’adolescente fragile ma determinata, che sogna come tutte le teenager, che aspetta l’amore e che conoscerà anche l’amaro della vita dovendo ammettere le proprie sconfitte. È imperfetta, fuma troppo, beve alle feste e più che una fashion victim, sembra una bad girl – L’autrice l’ha appositamente descritta così per rivelarci che è stata giovane anche lei! XD Quindi, per il momento, le Manolo Blahnik e le sfilate di alta moda sono rimandate! 😉

Vi svelo già che sto leggendo il sequel Summer and the city, il libro che chiude le avventure della giovane Carrie, in cui vi anticipo che incontreremo due amiche famose di Carrie… curiosi? 😛

LINO

The Carrie Diaries

“Prima del sesso, prima di New York, prima di Sex & The City, c’ero solo io…

Carrie Bradshaw”

Si aprono così le puntate di The Carrie Diaries, serie televisiva di The CW, che narra le avventure di una giovane Carrie Bradshaw, prima di diventare l’icona femminile mondiale che tutti conosciamo. In questo periodo LA5, canale 30 del digitale terrestre, sta mandando in chiaro tutti i ventisei episodi che compongono questo prequel interrotto alla seconda stagione, basato sui romanzi Il diario di Carrie e Summer and the City (Edizioni Piemme) di Candace Bushnell.

Bisogna premettere subito due cose: la prima è che sarebbe corretto parlare più di uno spin-off di Sex & the City che di un prequel, perché anche se è ambientato cronologicamente prima della serie originale, ci sono tanti elementi che non combaciano con essa (per esempio la presenza della sorella di Carrie); la seconda, e la più importante, è di dimenticarsi delle quattro amiche di New York e di godersi TCD come una serie televisiva a parte, indipendente, appartenente al genere del teen drama – uno dei produttori è Josh Schwartz che si occupò di The O.C. e Gossip Girl.The Carrie Diaries prequel di Sex and the City  (1)

1984, Connecticut, Carrie (AnnaSophia Robb) è una ragazza che vive a Castlebury, una cittadina di provincia, molto intelligente e che aspira a diventare una famosa scrittrice. Purtroppo la madre muore a causa di un tumore e si ritrova sola con il padre (Matt Letscher) e la sorella punk Dorrit (Stefania Owen). È proprio Tom Bradshaw a proporre alla figlia uno stage presso uno studio legale di Manhattan, essendo a conoscenza del sogno della figlia di vivere un giorno nella Grande Mela, ma le cose si complicano quando Carrie conosce la magnifica Larissa (Freema Agyeman), editrice di Interview Magazine. Questa donna diventa il modello da seguire della ragazza, l’aspirazione a cui arrivare, la donna moderna che lavora ed è single, con un look all’ultima moda e che non ha paura del giudizio della gente. Nel frattempo Carrie frequenta il penultimo anno delle superiori insieme alle sue amiche Mouse (Ellen Wong), l’asiatica intelligentona competitiva, e Maggie (Katie Findlay), e comincia una storia con Sebastian (Austin Butler), il Mister Big che la perseguiterà durante questi ultimi due anni del liceo. Se inizialmente il padre si oppone allo stage proposta da Larissa presso la sua rivista di moda, successivamente permetterà a Carrie di coronare il suo sogno di lavorare a Manhattan e farsi le ossa per il futuro.

Il resto è tutto da vedere e vi anticipo solo che nei ventisei episodi vengono affrontati temi classici del teen drama come il primo grande amore, l’amicizia sincera e quella che tradisce, la voglia di crescere troppo velocemente, situazioni familiari particolari, le prime esperienze sessuali e altre situazioni viste con gli occhi degli adolescenti di trent’anni fa!

Bello, giovane e fresco! Io amo gli anni ottanta e questo telefilm è una gioia per gli occhi per i colori, gli outfit e tutto il glam che si respira! Ancor prima di Carrie Bradshaw, la vera protagonista è New York City, baby! La New York eighties, la città dei sogni, la meta del peccato, la grande mela dove tutto è possibile. Anni di grande fervore artistico, in cui nascevano le nuove tendenze in campo artistico come la moda, il cinema e la musica. Carrie vuole far parte di questo mondo e lasciare la sua impronta, a qualunque costo, andando anche contro suo padre o rinunciando l’amore.

I vestiti sono meravigliosi e non si può rimanere indifferenti al tocco di Eric Daman, costumista ufficiale di Gossip Girl, che non fallisce mai e crea uno stile eighties ma moderno con colori forti – spesso mescolati fra loro, stampe optical e tanto sbrilluccichio che inonda i nostri occhi *_*

Da sinistra: Katie Findlay, Brendan Dooling, Ellen Wong, AnnaSophia Robb, Austin Butler e Freema Agyeman.

Da sinistra: Katie Findlay, Brendan Dooling, Ellen Wong, AnnaSophia Robb, Austin Butler e Freema Agyeman.

Purtroppo non è stata una serie fortunata: rimandata per anni, si è conclusa già alla seconda stagione, nonostante fosse stata annunciata una terza serie. Inizialmente si voleva fare un film per il cinema (con una probabile Miley Cyrus come protagonista) ma si è preferito una serie televisiva che si credeva che potesse essere trainata dal successo della sua “sorella maggiore”. Il cast è stato volutamente scelto con volti poco noti, molto bravi e ben caratterizzati, ma nella guerra dello share televisivo The Carrie diaries è stato un vero e proprio flop.

Un grande peccato perché nella seconda serie viene introdotto il personaggio di Samantha Jones (Lindsey Gort), cugina dell’ape regina della scuola Donna (Chloe Bridges), e Walt (Brendan Dooling), che finalmente aveva capito la sua omosessualità, aveva iniziato una relazione con Bennet (Jake Robinson), collega di Larissa. Una terza seria ci voleva proprio perché, se non ricordo male, al college Carrie conosceva Miranda e diventavano amiche, quindi poteva aggiungersi anche lei come personaggio fisso della serie.

The Carrie Diaries forse è stata vittima dell’enorme successo di Sex & The City ma io vi consiglio di “gustarvi” questa serie lo stesso! 🙂

LINO

La famiglia tradizionale veste Dolce e Gabbana

Dopo una mattinata passata a rincorrere Chicco al parco perché insegue l’odore delle cagnette in calore, ritorno alla mia virtual social life e davanti agli occhi mi ritrovo la copertina di Panorama di questa settimana che ha fatto infuriare la comunità LGBT italiana.

Viva la famiglia tradizionale, perché essa non può essere considerata come una moda passeggera ma pilastro della società.

I protagonisti di questa frase non sono Mario Adinolfi, Matteo Salvini, Daniela Santanché o qualsiasi altro difensore dei valori della società italiana, ma il famosissimo duo di stilisti Dolce e Gabbana.

Da icone dello stile amate dalla comunità gaya a difensori della famiglia.Dolce e Gabbana Viva la famiglia tradizionale Panorama

Nella lunga intervista che trovate sul settimanale, gli stilisti parlano di temi attuali come il riconoscimento delle coppie di fatto, il matrimonio omosessuale, le famiglie arcobaleno, i figli nati da coppie omogenitoriali, l’utero in affitto e di altre questioni legate alla famiglia e alla situazione omosessuale italiana.

Domenico Dolce afferma:

“[…]tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d’amore […]”

Non contento di aver espresso la sua idea con “definizioni tristi” come figli della chimica, aggiunge:

“Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia.”

Insomma, il nostro trend setter ci insegna che se sei omosessuale devi privarti di qualcosa come il desiderio di creare una famiglia, magari salvando da orfanotrofi (o da vite di abusi e violenze) bambini che hanno bisogno solamente di amore e calore umano.

Ovviamente l’amico del cuore, ed ex compagno, Stefano Gabbana è già ricorso al tweet paraculo in cui incolpa i giornalisti di non scrivere cose vere… Che cattivoni questi signori che intervistano e sbagliano sempre a trascrivere le dichiarazioni, dovrebbero tutti comprarsi un bell’apparecchio Amplifon per le orecchie.

L’unica cosa che mi fa ridere, e che vi mostro qui sotto, è la copertina di un numero di Vanity Fair del 2005 in cui loro dichiaravano tutta la loro voglia di paternità: INCOERENZA IS THE NEW BLACK.Dolce e Gabbana Vanity Fair Italia

Con queste dichiarazioni su Panorama, Dolce e Gabbana si sono tirati la zappa sui piedi e non è stata una mossa astuta dal punto di vista del marketing: sono i gay e i fashion victims il loro principale target di riferimento, non la famiglia, e se perdi l’affetto della comunità LGBT, rischi di perdere una buona fetta di mercato. Io non recrimino nessuno per le proprie idee e non emetterò nessuna sentenza negativa come hanno fatto tanti miei colleghi perché si son sentiti traditi da ‘sti due… posso dire machissenefrega? Sopravvivremo anche se loro disegneranno la nuova linea di camice verdi per la Lega Nord.

Non saranno le loro idee a farmi cambiare l’opinione su certi temi, soprattutto perché per me non sono altro che due professionisti del mondo della moda, di cui non mi occupo e non ho una buona opinione. Chi esalta un mondo così vano e attaccato alle apparenze, alla ricerca dell’ultima tendenza da mostrare e che come fulcro della sua filosofia di vita ha “il bello a tutti i costi”, non merita la mia ammirazione. Inoltre ritengo che si possa essere anche Top con un look Cheap&Chic, senza spendere cifre assurde per delle cose prodotte a venti euro e rivendute a un prezzo vergognoso (senza tralasciare che la qualità rimane abbastanza low profile anche se spacciata per high).

Come successe per le dichiarazioni della Barilla e sulla sua ostinazione nel proporre solo la famiglia tradizionale nelle sue pubblicità, adesso i pecoroni son tutti contro i loro (ex)miti del fashion. Quanto siete noiosi.

LINO

Ever After High: dove le principesse sono coraggiose

La mia nuova ossessione sono le protagoniste di Ever After High! Sono troppo kawaii… voi le conoscete?

Le ragazze di EAH sono fashion dolls della Mattel (la collezione però comprende anche personaggi maschili) che nascono come spin off delle Monster High – le figlie dei mostri famosi come Dracula, Frankenstein, Medusa e altri – e che con la serie hanno solo in comune il personaggio di C.A. Cupid che si trasferisce alla EAH per volere del padre.

La serie animata è stata trasmessa in Italia da Super! ma gli episodi ufficiali si trovano anche sul sito ufficiale, su youtube e netflix, così vale anche per i vari film d’animazione e una serie di romanzi divise in due serie principali:

  1. Ever After High di Shannon Hale composta da Il libro dei destini (The storybook of legends), La più malvagia del reame (“The unfairest of them all”), Un mondo meraviglioso (“A wonderlandiful world”) e C’era una volta (“Once upon a time: a story collection”).
  2. A school story di Suzanne Selfors formata da La più malvagia dei malvagi (“Next top villain“), Incantesimi e Baci (“Kiss and spell“), A semi-charming kind of life e Fairy’s got talent.

Nel regno di Ever After c’è una scuola frequentata dai figli dei personaggi delle fiabe più famose, che studiano per diventare i futuri protagonisti delle storie che erediteranno dai loro genitori. Apple White e Raven Queen sono compagne di stanza nel campus della EAH ma le loro vite sono legate da un destino crudele: Raven Queen, figlia della Strega Cattiva, sarà colei che consegnerà la mela avvelenata ad Apple White affinché quest’ultima possa avere il suo lieto fine, salvata dal Principe Azzurro (Daring Charming). Nel Giorno della Promessa tutti gli studenti dovranno firmare il Libro dei Destini ma se uno di loro si rifiuta, sarà condannato a scomparire insieme alla sua favola. Se Apple White non vede l’ora di presentarsi alla cerimonia per firmare il suo destino, Raven Queen non è convinta della sua natura cattiva perché ha un animo dolce per cui viene sempre rimproverata, perché la gentilezza non si addice a una futura regina cattiva. Alcuni studenti si ribellano al loro destino, capitanati da Raven Queen che sfida le alte cerchie della EAH, e pure il futuro di alcune fiabe è in pericolo…

Da sinistra: Ashlynn Ella, Briar Beauty, Apple White, Raven Queen, Madeline Hatter e Hunter Huntsman.

Da sinistra: Ashlynn Ella, Briar Beauty, Apple White, Raven Queen, Madeline Hatter e Hunter Huntsman.

Mi fermo qui con la trama perché sto leggendo Il libro dei destini, dove viene spiegato tutto nei minimi dettagli, e non voglio rovinarvi la sorpresa perché ne parlerò in un post a parte!

Il gruppo di Ever After High si divide principalmente in due gruppi: i Reali, coloro che non si oppongono al proprio destino, e i Ribelli, che vogliono provare a riscrivere il loro futuro. Conosciamo meglio questi studenti.

  • Apple White, figlia di Biancaneve
  • Raven Queen, figlia della Regina Cattiva (Grimilde di Biancaneve e i sette nani)
  • Briar Beauty, figlia di Aurora (La Bella addormentata nel bosco)
  • Madeline Hatter, figlia del Cappellaio Matto
  • Blondie Lockes, figlia di Riccioli d’oro
  • Ashlynn Ella, figlia di Cenerentola
  • Cerise Wolf, figlia di Cappuccetto Rosso
  • Cedar Wood, figlia di Pinocchio
  • Hunter Huntsman, figlio del cacciatore (Biancaneve e Cappuccetto Rosso)
  • C.A. Cupid, figlia adottata da Eros
  • Holly e Poppy O’Hair, figlie gemelle di Raperonzolo
  • Duchess Swan, figlia della Regina Cigno (Il lago dei cigni)
  • Daring e Dexter Charming, figli del Re Charming (famiglia dei Principi Azzurri)
  • Darling Charming, sorella dei Principi azzurri
  • Ginger Breadhouse, figlia della Strega Mangia Bambini (Hansel e Gretel)
  • Kitty Cheshire, figlia dello Stregatto (Alice nel paese delle meraviglie)
  • Lizzie Hearts, figlia della Regina di cuori (Alice)
  • Melody Piper, figlia del Pifferaio magico
  • Rosabella Beauty, figlia di Belle (La Bella e la Bestia)
  • Faybelle Thorne, figlia della Fata Malvagia (La bella addormentata nel bosco)
  • Alistar Wonderland, figlio di Alice nel paese delle meraviglie
  • Bunny Blanc, figlia del Bianconiglio (Alice)
  • Farrah Goodfairy, figlia della Fata Madrina (Cenerentola)
  • Justine Dancer, figlia della dodicesima Principessa Danzante
  • Nina Thumbelina, figlia di Pollicina
  • Amber Midas, figlia del Re Mida
  • Courtley Jester, figlia della Carta del Jolly
  • Helga e Gus Crumb, Cugini e figli rispettivamente di Gretel e Hansel
  • Sparrow Hood, figlio di Robin Hood
  • Chase Redford, figlio della Regina Rossa (Alice)
  • Hopper Croakington II, figlio del Principe Ranocchio
  • Humphrey Dumpty, figlio di Humpty Dumpty (filastrocca di Mamma Oca e Alice, attraverso lo specchio)

Aiuto… mi sono perso con tutti questi “figli di” che mi è venuto un gran mal di testa! XD

Briar Beauty, Raven Queen e Apple White ne

Briar Beauty, Raven Queen e Apple White ne “Il Giorno della Promessa” (Legacy Day)

Il merchandising è vastissimo, ma passiamo allo specifico delle collezioni disponibili (non tutte sono presenti in Italia):

  • Basic
  • Il Giorno della Promessa (“Legacy Day”)
  • Festa del Trono (“Legacy Day”)
  • Vera Primavera (“Spring Unsprung”)
  • Foresta incantata (“Trough the woods”)
  • Guardaroba da favola (“Getting fairest”)
  • Verso il Paese delle Meraviglie (“Way too Wonderland”)
  • Mirror Beach
  • School Spirit
  • Pic-nic incantato (“Enchanted pic-nic”)
  • Party delle meraviglie (“Hat-tastic party”)
  • Date night
  • Book Party
  • Fairest on ice
  • Dragon games
  • Sugar coated

Se siete riusciti a seguirmi fino alla fine, vi aspetto con un nuovo appuntamento con le principesse di Ever After High dedicato al Libro dei destini di Shannon Hale, dove approfondirò la storia.

LINO

Mean Girls Reunion

Ho sempre sognato di poter dire “mi dispiace se le persone sono gelose di me, non ci posso fare niente se sono popolare” come Gretchen. Purtroppo ero brutto e grasso e non potevo entrare nelle Barbie con Regina George e le sue amiche, al massimo potevo fare lo sfigato con Rachel Berry nel Glee Club.

Proprio qualche giorno fa, parlando di Halloween, vi avevo deliziato con una citazione di uno dei miei film preferiti e oggi ho rivisto il cast completo di Mean Girls dieci anni dopo! Sì, le Barbie, Cady e Miss Norbury si sono riunite per un servizio fotografico per uno speciale del settimanale americano Entertainment Weekly dedicato alle reunion di otto cast famosi (fra cui Ghostbusters e La casa nella prateria).

Conoscerete già la trama del film di Mark Waters, tratta dal libro Queen bees & wannabees di Rosalind Wiseman, e se non l’avete mai visto… male, molto male!

Mean Girls reunion cast

Da sinistra: Lacey Chabert (Gretchen), Lindsay Lohan (Cady), Tina Fey (Miss Norbury), Rachel McAdams (Regina) – sdraiata: Amanda Seyfried (Karen)

Quando ho visto la foto ho pensato:

FANTASTICHE

FAVOLOSE

In verità ce ne sarebbe un’altra con Tina Fey e Lindsay Lohan che si abbracciano ma Lilo è uscita così male che preferisco non inserirla. Insomma, ennesimo delirio da fan, dopo quello di ieri su Hunger Games. Perdonatemi nerdini, lo so che dovrei incrementare la mia vita sociale. XD

Vi lascio e ricordatevi poche e semplici regole: Il mercoledì ci vestiamo di rosa, non possiamo portare la canottiera per due giorni di seguito e i jeans o la tuta solo il venerdì. 😉

LINO

Demi Lovato – Stay Strong

Domenica scorsa ho acceso per caso la televisione e mi sono trovato davanti a Demi Lovato: Stay Strong, un documentario Demi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (1)trasmesso da MTV, sui problemi che ha attraversato la piccola star di casa Disney.

Non voglio parlare di Demi Lovato da Lovatics o da giornalista musicale (per questo esistono siti specializzati, fan page e community varie) ma voglio concentrarmi sull’’imposizione di determinati canoni di bellezza da avere a tutti i costi. Purtroppo Demi non è stata la prima popstar a essere vittima di questo sistema, in precedenza Britney Spears, Lindsay Lohan, Christina Aguilera e tante altre protagoniste dello star system internazionale, avevano dato (o danno tuttora) il meglio di sé ai patiti di gossip.

Per chi non la conoscesse, Demetria Devonne Lovato è un’attrice e cantante americana, classe 1992, che,  insieme a Miley Cyrus e Selena Gomez, fa parte del trio d’oro  delle teen-popstar della Disney. Si è fatta notare al grande pubblico per la parte di Mitch Torres nel Disney Channel Original Movie Camp Rock insieme ai Jonas Brothers, e da quel momento è stato un percorso tutto in salita: pubblica il suo primo album Don’t forget, da cui vengono estratti tre singoli – Get back, La la land e Don’t forgetche ottiene un ottimo successo; le viene dato un telefilm tutto suo, come Miley-Hannah Montana e Selena-Maga di Waverly, chiamato Sonny tra le stelleSonny with a chance;  recita accanto alla migliore amica di sempre, Selena Gomez, in programma protezione principessePrincess protection programm in cui interpreta la Principessa Rosalinda;  incide un secondo album, Here we go again, che debutta direttamente al numero uno della Billboard200 e, infine, recita in Camp Rock 2: The Final Jam, il finale della serie.

Dopo essere andata in tour con i fratelli Jonas, interrompendo la sua partecipazione alla loro tournée, nell’ottobre 2010 la stellina della Disney, quella che sembrava la più pulita, quella che dava meno problemi (al contrario della ribelle Miley), la ragazzina semplice con il sorrisone a 360 gradi, dichiara di entrare in Rehab.Demi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (2)

Lo speciale di MTV segue on the road la cantante, in alcuni momenti tipici della sua vita, come quando festeggia il Giorno del Ringraziamento o fa visita al Timberline Knolls, l’istituto di riabilitazione, nell’Illinois, in cui ha trascorso tre mesi per curare i suoi disordini alimentari (bulimia e anoressia), l’autolesionismo e i disturbi della personalità. La cosa che mi ha colpito di più è la sincerità con cui parla di tutto quello che ha passato, ma soprattutto ammette che tuttora non li ha superati e che combatte tutti i giorni contro sé stessa. Questa sincerità quasi disarmante, tipica della sua giovane età, insieme a questa voglia di raccontarsi a cuore aperto, anche come segno di correttezza verso i suoi fan e le ragazze che la vedono come un modello da seguire, le ho trovate molto significative, e non una mossa commerciale, come dicono i maligni per denigrarla. Infatti, l’opinione pubblica ha accolto queste confessioni positivamente, perché la ragazza può essere fonte d’ispirazione per le persone che devono affrontare problemi simili ai suoi.

Ritengo Demi un esempio positivo giacché ha ammesso di avere sbagliato e di non nascondersi, come hanno fatto molte sue colleghe, attraverso i loro manager – Non so quante di quelle galline di Hollywood riuscirebbero ad ammettere a tutti gli americanDemi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (4)i di essere riuscita a vomitare per ben cinque volte al giorno..

Parlando sempre dei disordini alimentari, sembrerebbe troppo facile incolpare i mass media, dichiarando che molto di quello che ha subito, è stato causato dall’essere stata costantemente sotto l’occhio di tutti in un’età così problematica,  in cui già a tredici anni ti mettono in testa lo stress di “essere morbida”.

Il 2011 è stato l’anno del suo ritorno sulle scene con la bellissima Skyscraper , contenuta nel nuovo album Unbroken, e speriamo che la ragazza non si perda di nuovo per strada, perché il talento, quello vero, a lei non manca per nulla!

LINO