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La Bella e la Bestia di Bill Condon

“È una storia sai, vera più che mai, solo amici e poi uno dice un noi, tutto cambia già.
È una realtà, che spaventa un po’, una poesia piena di perché e di verità.
Ti sorprenderà, come il sole ad est, quando sale su e spalanca il blu dell’immensità.
Stessa melodia, nuova armonia, semplice magia che ti cambierà, ti riscalderà.
Quando sembra che, non succeda più, ti riporta via come la marea, la felicità.
Ti riporta via, come la marea, la felicità…”

Basta soltanto una sera per ritornare bambini e rivivere la magia provata più di vent’anni fa… se penso che uno dei miei cartoni animati Disney preferiti sia uscito nel lontano 1991, vado all’ultimo piano, apro la finestra e mi butto giù dal balcone perché il tempo passa velocemente e sto diventando vecchio! 😥

Potrei definire quest’adattamento live di Beauty and the Beast con un semplice “meraviglioso” ma non avrebbe senso aver iniziato a scrivere sul blog. Conoscete tutti la storia? In Francia, un giovane principe (Dan Stevens) vive fra il lusso e la vanità più sfrenata, circondato solo da donne bellissime e feste sfarzose. Una sera una vecchia signora dall’aspetto trascurato bussa alla sua porta e gli offre in dono una rosa in cambio di ospitalità ma che il ragazzo respinge. L’anziana donna (Hattie Morahan) capisce che l’animo del principe è incapace di provare sentimenti per gli altri e gli lancia un incantesimo trasformandolo in una bestia e lasciandogli una rosa incantata che verrà custodita sotto una campana di vetro: se il principe riuscirà a trovare il vero amore, una donna che riesca ad amarlo al di là dell’aspetto esteriore, il sortilegio sarà spezzato ma a una condizione che non cada l’ultimo petalo della rosa.

Intanto a Villeneuve, vicino Parigi, c’è una ragazza un po’ diversa dalle sue coetanee e vista sempre con sospetto dagli abitanti del villaggio. Belle (Emma Watson) vive da sola con il padre (Kevin Kline), è una donna istruita amante dei libri, sognatrice e capace di provare sentimenti puri. Conoscerà la Bestia a causa di un malinteso provocato dal padre, che viene rinchiuso nella torre del castello, dove si sacrifica al suo posto e inizierà questa strana convivenza in luogo abitato da oggetti animati come il candelabro Lumière (Ewan McGregor), l’orologio Tockins (Ian McKellen), la teiera Mrs. Brics (Emma Thompson) e la tazzina Chicco. RiusciLa Bella e la Bestia Beauty and the Beast Emma Watson Disneyrà Belle a spezzare l’incantesimo?

Non ho apprezzato abbastanza i passati live action della Disney come Maleficent o Alice in wonderland, ma questo l’ho amato alla follia! Partiamo dal fatto che Belle è forse la prima eroina Disney indipendente della storia (Elsa Who??) perché è una donna forte, senza paura e che va contro tutte le convenzioni sociali che la vorrebbero come dedita alla famiglia e ai figli. Vive in un piccolo villaggio del 1700 ma è già una donna moderna e capisce che la cultura è la prima arma nelle mani di un essere umano libero: a questo proposito è molto significativa la scena in cui insegna a leggere a una bambina mentre lava il suo bucato alla fontana e viene ripresa poiché si tratta di un gesto riprovevole. L’happy ending con matrimonio non vuol dire che Belle è come tutte le principesse che aspettano di essere salvate dal principe azzurro, come Biancaneve Aurora, ma fin da subito fa capire che non ha bisogno di un uomo per sentirsi una donna realizzata.

Altro aspetto che ho apprezzato è il messaggio finale, quello che si potrebbe definire la morale della favola: il vero amore va oltre le apparenze. Sembra un concetto banale che in molti hanno già proposto ma se da una parte c’è una bestia che sta scontando una pena per la sua dissolutezza passata, dall’altra c’è una giovane donna che rifiuta le avances del figo di turno, Gaston (Luke Evans), e sceglie l’amore difficile, quello meno scontato, non conforme agli occhi della società ma che solo una persona veramente matura sentimentalmente è capace di vivere.

Cosa si può desiderare di più da un film femminista e contro le discriminazioni? Forse una svolta epocale per quanto riguarda la presenza di un personaggio dichiaratamente omosessuale in un film per tutti. LeTont (Josh Gad) è l’aiutante di Gaston (e palesemente innamorato di quest’ultimo) che, oltre a regalarci siparietti comici, al gran ballo finale danzerà con un altro uomo… Per questa scena, innocente sotto ogni punto di vista, alcuni cinema americani hanno boicottato la programmazione del film, in Malesia è stato vietato e nei cinema russi verrà proiettato con il divieto ai minori di sedici anni (in seguito alla legge contro la propaganda gay).

Fortunatamente viviamo in Italia e correte nei cinema a vederlo! Regia, Sceneggiatura, Scenografie, Effetti speciali, Animazioni varie e Musiche di grande qualità, senza scordarci un cast pieno di stelle del cinema. Passerete due ore a cantare, ricordando le vecchie canzoni del primo film Disney! Ovviamente non potevo dimenticarmi della meravigliosa cover del brano Beauty and the Beast, originariamente cantata da Celine Dion e Peabo Bryson, eseguita magnificamente da Ariana Grande e John Legend!

LINO

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Big Hero 6

Domenica scorsa mi sono dedicato alla visione del cinquantaquattresimo Classico Disney che snobbai l’anno scorso e che invece si è rivelata una piacevole sorpresa. È interessante perché cerca un compromesso fra il mondo dei comics americani e gli anime giapponesi con diversi elementi come l’ambientazione nella città futuristica di San Fransokyo (un mix fra San Francisco e Tokyo) e la presenza di un team di supereroi.

Big Hero 6 è il primo film nato dalla collaborazione fra Walt Disney Pictures e i Marvel Studios perché la storia si basa proprio su un fumetto di quest’ultima. Affidato alla regia di Don Hall (Winnie the Pooh Nuove avventure nel bosco dei 100 acri) e Chris Williams (BoltUn eroe a quattro zampe), agli Oscars 2015 ha vinto il premio come Miglior film d’animazione dell’anno.Big Hero 6 Baymax Disney Marvel

Hiro Hamada è un ragazzino di quattordici anni che vive a San Fransokyo, dotato di un’intelligenza diversa dalla media (si è già diplomato) ma che spreca il suo tempo nei bot duelli – incontri clandestini in cui si fanno combattere i propri robot. Tadashi, il fratello maggiore, gli fa capire che sta sprecando il suo tempo e lo porta al San Fransokyo Istitute of Technology dove gli fa vedere come molti giovani talentuosi come lui, usano il loro tempo dedicandosi alla scoperta di nuove tecnologie, e gli presente alcuni suoi amici: Wasabi si occupa di laser utilizzandoli per tagliare ogni cosa in modo più preciso, Gogo Tomago vuole inventare un veicolo su due ruote velocissimo, Honey Lemon è una chimica che studia le reazioni fra i diversi componenti e infine c’è il nerd Fred amante dei supereroi che fa da mascotte alla scuola. Tadashi mostra al fratello il progetto a cui sta lavorando da tanto tempo chiamato Baymax, un robot dall’aspetto morbido e rassicurante, che ha lo scopo principale di guarire le persone come se fosse un infermiere universale. Hiro decide di voler entrare in questa scuola ma per essere ammessi bisogna deve presentare un progetto scientifico-tecnologico interessante: usando i microbot (dei piccoli pezzi di robot che funzionano attraverso un trasmettitore neurale) mostra come si può dare vita a tutto quello che vuole e/o pensa.

Dopo aver saputo dell’ammissione, scoppia un incendio nell’istituto che distrugge il progetto del ragazzino. Tadashi rientra nell’edificio per salvare il Professor Callaghan ma perde la vita. Hiro, rimasto solo al mondo con la zia Cass, rinuncia a frequentare la scuola e s’isola nella camera che condivideva con il fratello. Un giorno attiva Baymax attraverso una sua espressione di dolore e inizia così la loro collaborazione per far luce sulla reale morte di Tadashi, sul perché l’unico microbot rimasto continua a essere attivo e soprattutto cercheranno di scoprire chi si nasconde dietro la maschera Kabuki.

In una scala da uno a dieci, come valuti il tuo dolore?
“In una scala da uno a dieci, come valuti il tuo dolore?” – cit. Baymax

Walt Disney ama sempre il melodramma facendo morire sempre qualcuno di caro al/alla protagonista, iniziò da piccolo traumatizzandomi con Bambi (in cui la madre viene uccisa dai cacciatori) e non rinuncia tuttora a spargere tristezza! XD *°*°*°*°*°SPOILER*°*°*°*°*° La morte di Baymax, come quella di Bing Bong in Inside Out, è un sacrificio fatto per aiutare l’amico ma soprattutto rappresenta il passaggio dall’età infantile all’adolescenza, in cui il protagonista matura anche emotivamente. *°*°*°*°*°FINE SPOILER*°*°*°*°*°

Big Hero 6 è un racconto moderno di amicizia, in cui l’argomento principale è destinato alla tecnologia offrendo uno spunto di riflessione: Fino a dove l’uomo può spingersi in nome della scienza? Se gli amici di Hiro creano nuovi strumenti per migliorare la vita degli altri, c’è anche chi vuole usarla a proprio piacimento per far del male o per guadagnare il più possibile. A questo proposito è molto bello il progetto di Tadashi, che vuole usare la scienza in modo utile, lontano dalle logiche di mercato, in modo che aiuti tutti.

Consigliato? Assolutamente sì, un piccolo gioiellino moderno con un buffissimo Baymax che ti addolcisce il cuore!

LINO

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Into the woods

Walt Disney prova a lanciare un musical per adulti e con un cast stellare ma la maggior parte dei critici e del pubblico lo boccia… ingiustamente, secondo il mio modesto parere. Nonostante la curiosità iniziale di tutti i disneyani del mondo, soprattutto nel vedere nel cast un’attrice come Meryl Streep, i risultati al botteghino americano, che cercò di sfruttare il periodo natalizio (il film uscì il 25 dicembre scorso), sono stati abbastanza deludenti e anche in Italia non sta ottenendo il successo di film come Cinderella di Kenneth Branagh o Alice in wonderland di Tim Burton.

Into the woods è un musical nel senso classico del termine – in cui la recitazione è affiancata dal canto e dal ballo – e il Film Disney non è altro che un adattamento cinematografico di una famosa opera teatrale, come successe nel 2012 per Les Misérables di Tom Hooper, diretto da Rob Marshall, regista famoso per aver portato al cinema altri musical come Chicago e Nine (oltre ad aver girato il meraviglioso Memorie di una geisha).

Questa tragicommedia musicale nasce dall’idea di Stephen Sondheim e James Lapine di adattare il libro Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe (The uses of enchantment: The meaning and importance of fairy tales) di Bruno Bettelheim, psicoanalista austriaco di origini ebree. Nel libro vengono esaminate alcune delle fiabe più famose e del loro effetto sulla psiche infantile, mettendo in risalto come loro abbiano lo stesso linguaggio favolistico dei bambini e su come trasmettano messaggi e significati profondi, insegnando ad affrontare la vita. Into the woods Disney Meryl Streep

In mondo alternativo popolato da personaggi fiabeschi, figli dei fratelli Grimm, vive un giovane fornaio (James Corden) con la sua bella moglie (Emily Blunt) che sogna di poter avere un figlio e formare una famiglia. I coniugi sono ignari della maledizione che la Strega (Meryl Streep) lanciò tanti anni fa contro il padre del fornaio: l’uomo aveva sottratto i suoi fagioli magici che la madre della strega le aveva raccomandato di conservare con cura se no ci sarebbe stata una terribile punizione. La strega viene condannata alla bruttezza e alla vecchiaia eterna e, come vendetta, si prende la secondogenita della coppia, isolandola in una torre e dandole il nome di Rapunzel (MacKenzie Mauzy), e condannando le loro future generazioni alla sterilità. C’è un modo per rompere l’incantesimo ovvero trovare i quattro ingredienti principali – la mucca bianca come il latte, il mantello rosso come il sangue, i capelli biondi come il grano e la scarpetta pura come l’oro – e portarli nel bosco alla Strega per un incantesimo, senza andare oltre alla terza mezzanotte quando in cielo splenderà la luna blu (un evento così raro che avviene una volta ogni cento anni).

Nel loro viaggio alla ricerca dei quattro elementi, il fornaio e la moglie incontreranno Cappuccetto Rosso (Lilla Crawford), Jack (Daniel Huttlestone), Cenerentola (Anna Kendrick) fino ad arrivare all’happy ending in cui la Strega ritorna bella e giovane e la moglie del fornaio rimane incinta. Sembrerebbe tutto bene quel che finisce bene ma un nuovo problema minaccia questo strampalato mondo fiabesco: Jack, dopo aver accettato la sfida di Cappuccetto Rosso di rubare dell’oro al Gigante che vive sopra la pianta di fagioli, decide di abbatterla, uccidendo l’Orco. La moglie del Gigante adesso è alla ricerca del ragazzo per ucciderlo e vendicare il marito…

Come nel musical di Sondheim, il regista Marshall costruisce il film in due atti differenti, rimanendo quasi fedele alla sceneggiatura originale. Forse è proprio questo il difetto del film… troppo lungo! Si ha l’impressione che la favola sia finita dopo il primo blocco poiché hai passato una bella oretta rispolverando le fiabe dell’infanzia e hai gustato canzoni e scenografie bellissime, ma subito dopo inizia un altro film, un po’ più cupo ma soprattutto noioso.

Io non mi sento di bocciare Into the woods perché personalmente mi è piaciuto. Forse sarà eccessivamente lungo, però le performance di artisti come Meryl Streep, Johnny Depp e il resto del cast, non sono recitazioni da filmetto di serie B ma grandi prove da professionisti. Facendo un po’ lo spocchiosetto, se siete abituati alla solita solfa che Tim Burton propone in quasi tutti i suoi film o ai comics movies della Marvel, questo film potrebbe essere un po’ troppo per voi 😛

LINO

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Mulan

Prima delle sopravvalutate sorelle di Frozen, c’erano già altre principesse Disney indipendenti e coraggiose, capaci di prendere in mano la propria vita senza essere salvate dal Principe Azzurro di turno. Mulan è senz’ombra di dubbio una di queste.

Questo Classico Disney uscì nel 1998 ma l’ho recuperato solo “da grande” perché a quei tempi persi un po’ l’interesse per i cartoni animati e altre cose simili, a causa della classica frase “ma non sei troppo grande per queste cose?” ripetuta da genitori e parenti vari.

La storia di Mulan si basa sul personaggio di Hua Mulan, protagonista del poema La ballata di Mulan, una leggendaria eroina cinese che si arruolò nell’esercito usando il nome del fratello minore e rimase sul campo di battaglia per più di dodici anni. I registi Tony Bancroft e Barry Cook reinterpretano quest’antica fiaba cinese nel trentaseiesimo Disney classic che presenta per la prima volta una principessa di origine asiatica.Mulan e la nonna

Fa Mulan è una ragazza allegra e maldestra (che non brilla per grazia e femminilità) e che non riesce a essere la “donna di buone maniere” che renderebbe tanto orgogliosi i suoi genitori in vista di un futuro matrimonio. Purtroppo il Regno della Dinastia Sui, di cui fa parte il suo villaggio, è minacciato dal violento Shan Yu, il capo spietato degli Unni, che mira ad arrivare alla Grande Muraglia per sconfiggere l’esercito cinese e impadronirsi di tutto. Ogni famiglia del regno deve fornire un maschio da mandare in guerra ma la famiglia Fa non ha nessun uomo in famiglia a parte Zhou, il padre di famiglia, troppo debole per riuscire a sopravvivere a un’altra guerra. All’insaputa dei suoi genitori, Mulan decide di onorare la sua famiglia partendo per la guerra contro Shan Yu, fingendosi uomo: taglia i capelli, ruba l’armatura del padre e scappa da casa durante la notte. Da questo momento Mulan si chiamerà Ping e sarà accompagnata in quest’avventura da Mushu, un simpatico draghetto rosso, e CriKee, un grillo portafortuna.

L’addestramento al campo militare è faticoso, sia dal punto di vista fisico sia per i compagni rozzi che si ritrova, con cui non riesce a legare, diventando bersaglio di piccole vendette. Ping viene sottovalutato anche dal Capitano Shang, figlio dell’Imperatore Li, che dopo la morte del padre guiderà la missione contro Shan Yu. Ping/Mulan non è forte fisicamente ma ha grandi doti intellettive che le permettono di attuare delle strategie che salveranno lei e i compagni, fra cui la valanga che sconfiggerà (momentaneamente) l’esercito di Shan Yu. Ping è ferito e necessita subito di cure e Shang fa la terribile scoperta: il ragazzo della famiglia Fa è in realtà una donna e questa è una cosa disonorevole per l’esercito cinese, da punire con la morte. Il comandante risparmia la vita a Mulan ma la ragazza viene abbandonata fra le montagne innevate… riuscirà la tornare a casa, nonostante sia sola con un cavallo e una ferita sanguinante? E l’esercito di Shan Yu è stato completamente sconfitto? L’imperatore e il regno sono al sicuro?

“Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e più bello di tutti”

Mulan è un film da vedere perché è uno di quei capolavori d’animazione che non fanno più con una protagonista che è un inno al femminismo: sceglie il suo destino e non ha bisogno di un uomo al suo fianco per raggiungere il suo obiettivo perché vuole dimostrare a tutti che può farcela da sola. Non perde tempo a struggersi d’amore per qualcuno o a pensare ad abiti principeschi e sinceramente ho trovato più indipendente lei di una che canta dentro a un castello di ghiaccio con un abito scintillante! XDMushu draghetto rosso di Mulan

Consigliato a pieni voti e vi ricordo che la canzone Reflection, l’unica che Mulan canta nel film, non è altro che il primissimo singolo di Christina Aguilera, che esplose dopo con la hit Genie in a bottle! Ovviamente esiste anche una versione italiana della canzone intitolata Riflesso e cantata da Syria.

LINO

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Frozen – Il Regno di Ghiaccio

Il vostro blogger è sempre così veloce e aggiornato che è riuscito a vedere Frozen solo quattordici mesi dopo la sua uscita! Non male per uno che ha aspettato sedici anni per recuperare Mulan. XD

Il film d’animazione Disney, diventato un fenomeno mondiale, mi ha lasciato un po’ con la bocca asciutta e ammetto che avevo troppe aspettative, ma cercate di capirmi, ho avuto la home di Facebook invasa da ogni tipo di cosa dedicata ad Anna ed Elsa e ormai DOVEVO vederlo a tutti i costi. Tutte le appassionate di cosplay lo scorso hanno si vestivano come le sorelle di Arendelle e se non trovavano l’amica con cui fare la coppia cosplay, la maggior parte di esse sceglieva Elsa versione figa dei ghiacci. I collezionisti di figures e dolls pubblicavano le foto di tutti i loro acquisti relativi a Frozen dalle bambole di tutte le dimensioni al merchandising più vario che ha reso felice casa Disney.Frozen Disney Elsa

Spinto dalla curiosità e dai due Premi Oscar vinti nel marzo del 2014 (Miglior film d’animazione e Miglior canzone), domenica scorsa ho visto il 53° Classico Disney, diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, che s’ispira a La regina delle nevi di Andersen (il papà de La Sirenetta).

*°*°*°*°*°Attenzione, il testo è pieno di spoiler*°*°*°*°*°

Elsa e Anna sono le figlie dei Reali di Arendelle, un regno che si trova nella lontana Scandinavia, e sono inseparabili ma la primogenita ha un dono che mette in pericolo la vita dell’altra sorella: crea e manipola il ghiaccio. Mentre giocano, Elsa colpisce involontariamente Anna, lasciandola priva di sensi, e i genitori, impauriti da questo potere, chiedono consiglio ai troll su come continuare a crescere la figlia. Ad Anna vengono cancellati i ricordi inerenti ai poteri della sorella e quest’ultima viene isolata nella sua stanza, fin quando non sarà capace di controllarsi. Dopo la perdita dei due genitori in un naufragio, gli anni passano ed Elsa arriva alla maggiore età, pronta per diventare la nuova regina. Viene data una grande festa in suo onore dove vengono aperte le porte del palazzo, Anna incontra il principe Hans, se ne innamora e lo presenta alla sorella, nella speranza che le dia la benedizione per il matrimonio. Elsa si rifiuta e dà sfogo ai suoi poteri davanti a tutti, perdendo il controllo, e scappa dalla residenza reale.

Arendelle viene ricoperta da neve e ghiaccio, e Anna parte alla ricerca della sorella, lasciando tutto nelle mani di Hans che in realtà ha altri obiettivi: disfarsi delle principesse e impadronirsi del Regno. Nel frattempo, Elsa ha trovato rifugio nella Montagna del nord in cui ha costruito il suo palazzo di ghiaccio e dove si sente libera di essere se stessa, senza avere paura di far del male agli altri a causa del suo potere. Durante il viaggio Anna conosce Kristoff con la sua renna Sven, che si uniscono nella ricerca e trovano Elsa: purtroppo l’incontro va male, le due sorelle finiscono per litigare e la principessa erede al trono colpisce la sorella con del ghiaccio. Anna comincia a sentirsi debole e i suoi capelli diventano bianchi. Solo un atto di vero amore potrà salvarla dal diventare ghiaccio, essendo stata colpita al cuore. La salverà Kristoff o Anna si pentirà del gesto e la aiuterà?Frozen Disney Anna Olaf

La fine di questo Disney Classic, mi ha fatto inorridire come fece il risveglio di Aurora in Maleficent – ma non voglio svelarvi nulla – per non dire che la filosofia che in molti mi proponevano, quella delle principesse indipendenti, non regge perché se Anna decide di regnare da sola, seguendo l’esempio di Elizabeth la regina vergine sposata con la patria, la sorella trova l’amichetto con cui passare il resto della sua vita. Inoltre, se verrà prodotto un secondo capitolo della storia (cosa molto probabile), di sicuro infileranno un principe anche per la regina di ghiaccio. Intanto accontentiamoci del cortometraggio Frozen Fever che uscirà nei cinema il 12 marzo, anticipando il film Cinderella di Kenneth Branagh.

La colonna sonora merita una menzione a parte perché ha riscosso un grandissimo successo, risultando il disco più venduto nel 2014, secondo solo a 1989 di Taylor Swift. Il brano Let it go, vincitore del Premio Oscar, rappresenta la rinascita artistica di Idina Menzel, famosa attrice di Broadway che ha tentato varie volte la carriera discografica con scarso successo, che molti di voi conosceranno per il suo ruolo in Glee come coach dei Vocal Adrenaline ma soprattutto come madre biologica di Rachel Berry (Lea Michele), figlia adottiva di una coppia gay. La Menzel, doppiatrice originale di Elsa, in Italia è sostituita da Serena Autieri che canta la versione italiana di Let it go intitolata All’alba sorgerò, invece Anna, che in America viene doppiata da Kristen Bell (…qualcuno ha detto Veronica Mars?), nel nostro paese è sostituita da Serena Rossi. Esistono anche le pop version di Let it go: Demi Lovato per gli USA e Martina Stoessel, conosciuta meglio come Violetta, per l’Italia.

In definitiva non posso dire che Frozen non mi sia piaciuto, però non è nemmeno il capolavoro che in tanti vanno a sbandierare: classica storia Disney cantata con l’inconfondibile happy ending. Fra le due sorelle io preferisco Anna perché Elsa è così… antipatica. Molto divertente il personaggio di Olaf, il pupazzo di neve creato da Elsa, con i suoi siparietti comici che rallegrano la storia.Frozen Disney Olaf

Sarò all’antica, ma queste grafiche troppo computerizzate non mi piacciono per nulla, e non reggono il confronto allo stile meraviglioso di grandi classici come La Bella e la Bestia o La Sirenetta.

LINO

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The nightmare before Christmas

In un tempo molto lontano, il sottoscritto, autore di questo blog, attraversò una fase da finto emodark tutta ciuffi-matita-borchie-teschietti. Lasciamo stare che andavo in giro con gli occhi da panda per tutta la matita nera che mettevo intorno agli occhi e la frangia incollata perfettamente dopo averla piastrata e laccata, ma in quel periodo Jack Skeletron era un’icona (e lo amo tuttora): il faccione creato da Tim Burton era un must sulle magliette e sulle felpe ma soprattutto i suoi accessori erano i più ricercati, come borse a tracolla, berrette, bracciali e tutto ciò che aveva a che fare con l’eroe disneyano.

Come avevo accennato nel post dedicato a Lilli e il vagabondo, in questo periodo mi sto riguardando tanti Film Disney e non poteva mancare The nightmare before christmas nato dalla collaborazione di Walt Disney con Tim Burton, e la regia di Henry Selick.

Jack Skeletron, conosciuto anche come il re delle zucche, vive nel paese di Halloween, una città abitata da  strani esseri mostruosi dall’aspetto spaventoso che richiamano i tipici personaggi dell’horror come i vampiri, il lupo mannaro e le streghe. Tutti gli abitanti di Halloween hanno solo l’aspetto mostruoso ma in realtà non sono cattivi e insieme lavorano tutto l’anno alla preparazione della festa del 31 ottobre. Annoiato dal ripetersi di questa festa, Jack durante una passeggiata solitaria nel bosco con Zero, scopre un nuovo posto in cui ci sono vari alberi che hanno delle porte particoTim Burton's The nightmare before Christmaslari che identificano una precisa festività,  rimanendo affascinato da quella con l’albero di Natale. Jack avrà modo di vedere cosa significa il Natale e decide di portare questa festa anche nella città di Halloween, con risultati abbastanza disastrosi. Sally, l’assistente di pezza creata dal Dottor Finklestein, ha delle visioni negative sui progetti dell’amato Jack e cerca di avvertirlo, ma non viene creduta. Jack dovrà salvare il vero Babbo Natale (rapito dal trio Vado, Vedo e Prendo) e  Sally dal cattivo Mister Bau Bau.

Adoro questo film perché rappresenta una variante gothic ai classici film d’animazione di Natale, con personaggi che visivamente sono più brutti di una principessa bionda come Aurora che viene salvata dal proprio principe azzurro, ma che entrano nel cuore proprio per il loro essere fuori dagli schemi.

Oggi non è più visto come qualcosa di alternativo ma quando uscì nel 1993 (sono passati vent’anni? Mi sento vecchio…) fu un cartone animato innovativo che poteva essere frainteso o non apprezzato da tutti. Io ammetto di essermelo goduto in anni lontani dall’infanzia perché da bambino ero terrorizzato da Jack nei trailer in cui appariva nelle cassette Disney  – lo so, ero un bambino facilmente impressionabile, prima le gatte siamesi di Lady and the Trump, adesso Skeletron e vi svelo che pure i Muppets m’impressionavano! XD

The nightmare before Christmas è ricordato anche per la tecnica particolare dello stopmotion con cui è stato creato il film cioè usando dei pupazzi mossi a mano dagli animatori nei vari fotogrammi, tecnica amata da Tim Burton e riproposta in altri suoi film come La sposa cadavere (Corpse Bride).

Piccola curiosità per tutti i sorcini che leggono il blog: la colonna sonora italiana di TNBC è curata da Renato Zero che è anche il doppiatore italiano presta la sua voce a Jack Skeletron.

LINO

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Lilli e il vagabondo

Una delle cose che amo maggiormente del periodo natalizio è quando in televisione trasmettono i classici di Walt Disney. Fin da piccolo non me ne perdevo uno e mia nonna paterna mi regalava sempre la videocassetta del film d’animazione dell’anno – avevo una collezione fantastica che adesso ho messo in cantina (e non riesco a buttarla).

I Disney classics sono dei film senza tempo, che presentano storie adatte ai bambini ma che piacciono anche ai più grandi per la versatilità dei contenuti e per i valori che insegnano come l’amicizia, l’aiutare il prossimo, l’amore che trionfa sul male… insomma, ci fanno vivere momenti di vera utopia! XD

Oggi voglio parlarvi in particolare di Lady and the Tramp, uno dei miei preferiti, che per anni ho cercato di recuperare nella mia collezione Disney, finché non l’hanno rieditato qualche anno fa.

Chi non ricorda la tenerissima scena in cui Lilli e Biagio mangiano gli spaghetti con le polpette e finiscono per darsi un bacio?! *_*Lilli e il vagabondo Lady and the Trump  (2)

Lilli e il vagabondo è il quindicesimo Classico Disney, uscito nelle sale cinematografiche nel 1955, diretto da Hamilton Luske, Clyde Geronimi e Wilfred Jackson. Lilli (Lady) è una femmina di cocker americano che la notte di Natale entra a far parte della vita di coppia di Gianni Caro (Jim Dear) e Tesoro (Darling), una coppia benestante senza figli che la cresce come se fosse la loro bambina. La cagnolina appartiene ai quartieri alti e divide il suo tempo con Whisky (Jock) e il vecchio saggio Fido (Trusty). Finalmente Tesoro riesce a rimanere incinta e nasce il bambino: Lilli è triste perché viene messa da parte e trattata freddamente dai suoi genitori umani. Biagio (The Tramp), un cane meticcio randagio (probabile incrocio con uno schnauzer), passa per caso davanti alla casa della cagnolina e le spiega che quando arriva un bambino, nella maggior parte dei casi i padroni si scordano del cane. Gianni e Tesoro decidono di partire per una vacanza e lasciano Lilli alla cattiva zia Sara, donna che odia i cani e possiede Si e Am, due gatti siamesi che trattano male la cockerina. Lilli scappa da casa e Biagio le fa vedere come si vive senza padroni… il resto guardatevelo! XD

Tratto da un racconto di Ward Green intitolato Happy Dan, The Whistling Dog, la pellicola è tenera e romantica con una bella storia d’amore fra classi sociali diverse, in cui la ricca e il povero combattono per i loro sentimenti – un soggetto caro a tanti film con attori in carne e ossa.

Mi ricordo che da bambino ero terrorizzato due cose in particolare: la prima sono i perfidi gatti siamesi nella scena dove cantano The Siamese Cat Song con i loro musi cattivi (tuttora la guardo con diffidenza!) e gli accalappiacani e il loro canile degli orrori. Al contrario, oltre a tifare per la coppia Lilli-Biagio, ho sempre adorato Gilda (Peg), la maltese dall’aria vissuta, che canta come una di quelle donne che hanno avuto una vita difficile.

Molto bella, come in tanti loro film, l’umanizzazione degli animali che diventano lo specchio delle persone con i loro vizi e difetti (come i pregiudizi dell’aristocratico Fido o la voglia di libertà degli amici randagi di Biagio) e la colonna sonora, elemento importante in tutti i classici Disney.Lilli e il vagabondo Lady and the Trump  (1)

Quando penso a tutti i bellissimi cartoni animati che ho potuto godermi da piccolo, penso alla tristezza delle produzioni moderne con disegni stilizzati, tutti fatti a computer, con trame abbastanza ridicole. La mia generazione ha goduto di veri capolavori in versione animata!

Se non l’avete visto Lilli e il vagabondo, recuperatelo! Ovviamente parliamo di un film Disney dove l’happy ending è assicurato! Se siete interessati esiste anche un sequel intitolato Lilli e il vagabondo II: Il cucciolo ribelle (Lady and the Tramp II: Scamp’s adventure).

LINO

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Maleficent

Lo scorso 28 maggio, è uscito nelle sale italiane l’atteso Film Disney con protagonista la bella Angelina Jolie nei panni della cattiva de La bella addormentata nel bosco. Maleficent di Robert Stromberg, è un fantasy che presenta gli elementi tipici del genere come paesaggi immaginari, personaggi magici, castelli, principi e principesse e l’eterna lotta del Bene contro il Male. Forse è proprio per questo che non mi è piaciuto molto… ma andiamo con calma.

Maleficent può essere considerato un prequel (almeno per la prima parte di film) del Classico Disney, che racconta la vita di Malefica prima di diventare la strega che lancerà la maledizione sulla piccola Aurora. Malefica era una creatura fatata con delle grandi ali che proteggeva un luogo magico (la brughiera) confinante con il regno degli umani, protetto da un bosco e abitato da tante creature fantMaleficent Disney Angelina Jolie The sleeping beautyastiche. La quiete è interrotta quando un essere umano irrompe nella Brughiera rubando una piccola pietra ed è proprio in quest’occasione che Malefica incontra colui che sarà l’amore della sua vita, il futuro Re Stefano. Tra i due ragazzi nasce una tenera amicizia che sarà interrotta dall’egoismo dell’umano – vuole fare carriera e abbandonare la sua condizione di orfano senza risorse. Arriva il momento per il vecchio Re Enrico di lasciare il trono e dare in sposa la Principessa Leila, affidando il titolo di sovrano del regno a chi riuscirà a uccidere Malefica. Stefano può riuscirci perché conosce i sentimenti che la fata prova nei suoi confronti e, assetato di potere, ritorna nella Brughiera. Sono passati tanti anni ma l’amore che Malefica prova per quest’uomo inutile è così grande che si abbandona fra le braccia dell’amato, ma il traditore ha pensato a tutto: mette del sonnifero nell’acqua, le taglia le ali e le porta al Re come prova di fedeltà. Sconvolta per il tradimento dell’amato, Malefica passa al lato oscuro della magia, diventando una strega ed erigendo una barriera di rovi per proteggere la Brughiera da qualsiasi contatto umano.

Questa è la storia inedita e dopo viene narrata la classica fiaba di The Sleeping Beauty con la nascita di Aurora, la festa per il battesimo con i doni delle fate e la maledizione di Malefica, la distruzione di tutti gli arcolai del regno, la fuga delle fatine con la neonata in una casa nel bosco e altri elementi che però vengono reinterpretati.

Il personaggio di Malefica è affascinante: una donna che diventa cattiva perché crede di trovare il vero amore, ma viene tradita nel suo intimo e nei sentimenti. Diventa fragile perché è colpita nella sua vulnerabilità, in quel sentimento così naturale che diventa odio. Fin qui la strega rispecchia il ruolo della fiaba classica ma nel film qualcosa cambia: la donna diventa una specie di baby sitter della principessa, assiste ai suoi primi sedici anni di vita, aiuta le tre fatine (che sono delle tate incapaci) e inizia a provare un affetto simile a quello di una madre. Aurora la vede e la riconosce come la sua “fata madrina” ed esprime la volontà di voler lasciare le zie (le fate) per andare a vivere nella Brughiera insieme alla strega..

No, non ci siamo. La strega che diventa la BFF della principessa? Malefica che fa la tata di Aurora meglio di Francesca Cacace? Ma dov’è la Malefica cattiva del classico Disney, che viene sconfitta dal principe a dimostrazione che il bene vince sempre sul male? Aurora non viene risvegliata dal bacio del principe (perché non era vero amore) ma dal bacio sulla fronte di Malefica perché questo gesto di affetto è stato dato da qualcuno che teneva veramente alla principessa. No, ancora no! È il principe che bacia Aurora, non colei che la dovrebbe uccidere!! Ci mancava solo il bacio lesbo di Angelina Jolie per la gioia dei fan dell’attrice ed eravamo apposto. Secondo voi poi finalmente la principessa si sposa con il principe? Eh no, Aurora va a vivere con Malefica nella Brughiera e diventa la sovrana sia del regno degli umani ereditato dal padre (ucciso nello scontro con la fata) sia del regno magico, così la pace regnerà per sempre. Non ho parole, pure la regina single…

Le fiabe sono belle perché ti fanno sognare e sai già che non sono vere. A me della polemica delle solite femministe integraliste sulle Principesse Disney (che sarebbero un cattivo esempio per le bambine) non me ne frega nulla, perché non penso che siano dannose per la crescita psicologica delle ragazze ma sono semplicemente delle storie. Ci sono donne che sono cresciute con ogni tipo di principessa e non sono mica diventate le schiave dei propri principi azzurri.

Dove sono le mie meravigliose fatine che amavo tanto nel cartone animato? Erano divertentissime e mi ricordavano le zie che abbiamo in casa quando discutono fra loro – in questo film le ho trovate stupide e odiose.

Un film trainato da due elementi principali: il primo è la bellezza di Angelina Jolie che viene esaltata dai primi piani e dalle inquadrature piene di effetti speciali, il secondo è la colonna sonora che comprende una delle cantanti più interessanti degli ultimi anni come Lana Del Rey e la sua reinterpretazione di Once upon a dream.

LINO

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Demi Lovato – Stay Strong

Domenica scorsa ho acceso per caso la televisione e mi sono trovato davanti a Demi Lovato: Stay Strong, un documentario Demi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (1)trasmesso da MTV, sui problemi che ha attraversato la piccola star di casa Disney.

Non voglio parlare di Demi Lovato da Lovatics o da giornalista musicale (per questo esistono siti specializzati, fan page e community varie) ma voglio concentrarmi sull’’imposizione di determinati canoni di bellezza da avere a tutti i costi. Purtroppo Demi non è stata la prima popstar a essere vittima di questo sistema, in precedenza Britney Spears, Lindsay Lohan, Christina Aguilera e tante altre protagoniste dello star system internazionale, avevano dato (o danno tuttora) il meglio di sé ai patiti di gossip.

Per chi non la conoscesse, Demetria Devonne Lovato è un’attrice e cantante americana, classe 1992, che,  insieme a Miley Cyrus e Selena Gomez, fa parte del trio d’oro  delle teen-popstar della Disney. Si è fatta notare al grande pubblico per la parte di Mitch Torres nel Disney Channel Original Movie Camp Rock insieme ai Jonas Brothers, e da quel momento è stato un percorso tutto in salita: pubblica il suo primo album Don’t forget, da cui vengono estratti tre singoli – Get back, La la land e Don’t forgetche ottiene un ottimo successo; le viene dato un telefilm tutto suo, come Miley-Hannah Montana e Selena-Maga di Waverly, chiamato Sonny tra le stelleSonny with a chance;  recita accanto alla migliore amica di sempre, Selena Gomez, in programma protezione principessePrincess protection programm in cui interpreta la Principessa Rosalinda;  incide un secondo album, Here we go again, che debutta direttamente al numero uno della Billboard200 e, infine, recita in Camp Rock 2: The Final Jam, il finale della serie.

Dopo essere andata in tour con i fratelli Jonas, interrompendo la sua partecipazione alla loro tournée, nell’ottobre 2010 la stellina della Disney, quella che sembrava la più pulita, quella che dava meno problemi (al contrario della ribelle Miley), la ragazzina semplice con il sorrisone a 360 gradi, dichiara di entrare in Rehab.Demi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (2)

Lo speciale di MTV segue on the road la cantante, in alcuni momenti tipici della sua vita, come quando festeggia il Giorno del Ringraziamento o fa visita al Timberline Knolls, l’istituto di riabilitazione, nell’Illinois, in cui ha trascorso tre mesi per curare i suoi disordini alimentari (bulimia e anoressia), l’autolesionismo e i disturbi della personalità. La cosa che mi ha colpito di più è la sincerità con cui parla di tutto quello che ha passato, ma soprattutto ammette che tuttora non li ha superati e che combatte tutti i giorni contro sé stessa. Questa sincerità quasi disarmante, tipica della sua giovane età, insieme a questa voglia di raccontarsi a cuore aperto, anche come segno di correttezza verso i suoi fan e le ragazze che la vedono come un modello da seguire, le ho trovate molto significative, e non una mossa commerciale, come dicono i maligni per denigrarla. Infatti, l’opinione pubblica ha accolto queste confessioni positivamente, perché la ragazza può essere fonte d’ispirazione per le persone che devono affrontare problemi simili ai suoi.

Ritengo Demi un esempio positivo giacché ha ammesso di avere sbagliato e di non nascondersi, come hanno fatto molte sue colleghe, attraverso i loro manager – Non so quante di quelle galline di Hollywood riuscirebbero ad ammettere a tutti gli americanDemi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (4)i di essere riuscita a vomitare per ben cinque volte al giorno..

Parlando sempre dei disordini alimentari, sembrerebbe troppo facile incolpare i mass media, dichiarando che molto di quello che ha subito, è stato causato dall’essere stata costantemente sotto l’occhio di tutti in un’età così problematica,  in cui già a tredici anni ti mettono in testa lo stress di “essere morbida”.

Il 2011 è stato l’anno del suo ritorno sulle scene con la bellissima Skyscraper , contenuta nel nuovo album Unbroken, e speriamo che la ragazza non si perda di nuovo per strada, perché il talento, quello vero, a lei non manca per nulla!

LINO