Pubblicato in: Le Journal

Liebster Award 2016 Edition

È bello sapere che qualcuno ancora si ricorda di te e del tuo blog nonostante non lo aggiorni più come una volta… effettivamente passo troppo tempo alla cassa di un noto fast food, torno a casa stanco e mi rimane ben poco per coltivare le mie passioni (che ultimamente sono l’oziare sul divano e dormire). Nonostante il periodo poco attivo da blogger, ho ricevuto ben tre nomination al Liebster Award 2016 da tre miei colleghi, che mi hanno posto varie domande che soddisfino le loro curiosità… iniziamo? XD LiebsterAward_logo

Ringraziare il blogger che ti ha nominato.
Non una, non due ma ben tre nomination! Quindi ringrazio:
Le manga-pagelle di Caroline
Say Adieu to Yue
Io non sono quella ragazza

Scrivere qualche riga per promuovere un blog che seguite.
Non promuoverò nessun blog ma nominerò semplicemente quelli che seguo di più, oltre ai tre precedentemente ringraziati, vi consiglio di seguire:

  • My Millennium Puzzle
  • Love or Dead
  • Hana blog journal
  • Ore-Sama

Rispondere alle undici domande dei blogger che ti hanno nominato:

*°*°*°*°*° CAROLINE di Le manga-pagelle di Caroline *°*°*°*°*°

Dolce o Salato? Dolce e salato. Salato e dolce. Dolce. Ancora dolce e poi salato. Insomma, entrambi! Quando se tratta de magnà… se magna! XD

Una delle vostre serie tv preferite degli ultimi cinque anni (non quella in assoluto, ma quella appunto che vi è piaciuta di più negli ultimi cinque anni): Non saprei, perché ultimamente non ho seguito molte serie televisive, perdendo interesse poiché trovavo delle storie a cui non mi appassionavo quasi a nulla. Mi mancano il coinvolgimento che provavo per Dawson’s creek, Gilmore Girls (Una mamma per amica) e Sex & the city. Ne nomino alcune ovvero The Carrie diaries, per l’ambientazione anni ottanta e tutto il glam che ci sta dietro, e Glee, che inizialmente non amavo ma ho apprezzato andando avanti nella visione sia per tematiche sia per la mia anima da musical.

Il titolo di uno dei libri più brutti che avete letto (o dovuto leggere per forza, tipo perché assegnato a scuola ecc): I cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P. Non posso dimenticare lo stupore nel leggerlo poiché lo trovai per caso spulciando fra gli scaffali della libreria, credendo di leggere una storia d’amore adolescenziale… ero così giovane e ingenuo che me lo feci regalare per Natale.

Pensate che prima o poi le coppie gay potranno sposarsi in Italia o è astrofantascienza? Ricordiamoci sempre che in Italia deve sempre metterci becco la CEI – Vaticano. Però la speranza è l’ultima a morire, no? Che ne pensate…fatemi sapere: Io sono pessimista. È già tanto se nel 2016 ci sia stato un riconoscimento legale delle coppie di fatto, figuriamoci altre cose. Forse in un futuro molto lontano, ma io sarò già morto. Potrei definirla fantascienza utopica.

Preferite i cani o i gatti? Ammetto di essere del TEAM DOG! Nessuno mi toglierà dalla testa che il rapporto che s’instaura fra un essere umano e un cane sia paragonabile a quello con un gatto. Dotato di una sensibilità simile a quella umana, esso è l’animale da compagnia per eccellenza con occhi che sanno comunicano tutto quello che non riescono a dire con le parole.

Estate (ovvero vacanze, caldo, mare, tempo libero) o Inverno (festività natalizie, freddo, vestirsi tipo omino Michelin)? Tutte e due perché rispecchiano il mio essere borderline: in inverno vado in letargo, mi piace il divano, le copertine in pile disperse per casa, la cioccolata calda, le tisane e il rotolarmi nel piumone come un involtino; in estate mi piace il mare (a modo mio cioè nelle ore meno calde e all’ombra), il sole che rimane alto fino a tarda ora, l’aria che si respira, il gelato, il rilassarsi nei parchi all’aria aperta, i locali con le proprie terrazze e/o dehor. Però se devo per forza scegliere uno dei due scelgo l’inverno – sì, lo so, sono una persona triste u.u

Avete visto L’Eurovision Song Contest 2016? Qual era il vostro pezzo preferito? Tifavo per Sound of silence di Dami Im dell’Australia ma ammetto che 1944 di Jamala era l’altra canzone che mi piaceva! Amo Francesca Michielin ma riconosco che sia poco internazionale per manifestazioni del genere e noi italiani mandiamo sempre artisti che possono essere maldigeriti da europei truzzi che ascoltano ancora la dance anni novanta.

Una delle vostre attrici di cinema preferite. In verità sono tre, non posso trascurarne una:
Keira Knightley. La amo soprattutto quando è protagonista di film in costume ed è perfetta nei panni di Elizabeth Bennett in Orgoglio e pregiudizio (Pride and prejudice). Altri film in cui l’ho amata sono Espiazione (Atonement) e Non lasciarmi (Never let me go).
Anne Hathaway. Esplosa in tutto il mondo con Il diavolo veste Prada (The devil wears Prada), è entrata nel mio cuore con il tristissimo One Day e la meravigliosa performance ne Les Misérables nei panni di Fantine, madre di Cosette.
Kirsten Dunst. Perfezione raggiunta in Marie Antoinette di Sofia Coppola ma meravigliosa anche ne Il giardino delle vergini suicide (The virgin suicides) sempre della stessa regista. Mi è piaciuta molto anche in Melancholia di Lars Von Trier e anche in film più leggeri come Mona Lisa Smile.
Dovrei nominarne altre ma mi fermo qui… no, anzi, solo qualche nome: Julia Roberts, Meryl Streep, Michelle Williams, Jennifer Lawrence e Carey Mulligan.

Qual è il vostro colore preferito? Rosso, Nero e Rosa.

Se doveste trasferirvi per lungo tempo in Europa, quale stato/paese scegliereste?Ho un amore sfrenato per tutto quello che riguarda la Francia e vorrei ritornare a Parigi. Ho vissuto per un mese a Lione, ho visitato il nord ma Paris… est Paris!

Il vostro ultimissimo acquisto… cosa avete comprato?^^ Street, l’ultimo album delle EXID!

 

*°*°*°*°*° YUE LUNG di Say adieu to Yue *°*°*°*°*°

L’albergo più squallido dove avete dormito: dove, quando e perché. Non ho avuto questa sfortuna… per un pelo!

Cinema: Siete mai usciti prima della fine di un film? Mi è successo con La vita di Adele (La vie d’Adèle). Ingiustamente valutato come un capolavoro dei film di formazione, io l’ho trovato molto volgare.

Il regalo più orrendo che avete ricevuto. Tanti XD per questo negli ultimi anni faccio delle meravigliose wishlist!

Qual è l’ultima piccola bugia che avete detto? Io non dico mai le bugie! Ooops! Ne ho appena detta una! XD

Qual è la suoneria del vostro cellulare? Una di quelle tristi già presenti sullo smartphone. Quando ero ragazzino invece ero fissato nell’avere l’ultima suoneria del momento, addirittura con i primissimi Nokia le componevi e le scambiavi con gli infrarossi! Che ricordi! Sono vecchio u.u

Immaginatevi registi/e con un budget illimitato: Quale libro (o fumetto) porteresti sullo schermo? La trilogia dei Rainbow Boys di Alex Sanchez.

Un capo di abbigliamento che un tempo amavate ma che adesso trovate imbarazzante: Jeans sbiaditi e candeggiati, piumini super gonfi e i colori troppo accesi come il giallo o il rosa.

Frequentate una biblioteca? Prendete libri in prestito? La frequentavo più in periodo universitario per necessità ma non mi è mai piaciuta. Non mi piacciono i libri toccacciati da tutti e sono geloso delle mie cose.

Qual è il film più brutto del vostro regista preferito? Non ho un regista preferito ma una lunga lista di film orrendi!

Qual è il libro più brutto del vostro scrittore preferito? Brutto no, però Pasolini, Un uomo scomodo di Oriana Fallaci è stata una lettura inutile.

Siamo a Giugno ma… Voi l’avete tolto il piumone? Madre casalinga regina della casa l’ha tolto ma io lo tiro fuori e divento l’involtino umano XD

 

*°*°*°*°*° MARIA STEFANIA di Io non sono quella ragazza *°*°*°*°*°

Se poteste cambiare il finale di una storia che vi ha appassionato fino a poche pagine dalla fine per poi deludervi, quale sarebbe? Come la cambiereste? Con i libri non mi è mai capitato ma con i film sì, soprattutto con due che sono Dancer in the dark di Lars Von Trier e Suffragette di Sarah Gavron.

 

Scrivere a piacere undici cose di me:

  1. Leggo quasi di tutto ma ci sono dei generi letterari che non riesco proprio a digerire: Gialli, Thriller e testi in versione teatrale.
  2. Mi piacerebbe arrivare ad avere un alimentazione vegetariana (il vegan lo trovo eccessivo) ma non riesco proprio a rinunciare al prosciutto crudo… poveri maialini, perdonatemi!
  3. Ho una passione per tutti quei programmi televisivi che raccontano di malattie e schifezzine varie. Il top è Malattie imbarazzanti (Embarassing bodies) quando tratta di malattie cutanee e piedi rovinati.
  4. Odio le persone che non si espongono mai, che sembrano non avere un’idea, che usano la scusa della diplomazia per essere amati da tutti.
  5. Ho sempre amato i manga ma con gli anime non ho un bel rapporto. Conservo un bel ricordo dei cartoni animati della mia infanzia ma le nuove trasposizioni animate non mi piacciono.
  6. Sogno un amore romantico, di quelli da mozzare il fiato e sentire i violini alle orecchie ma allo stesso tempo penso che l’uomo non sia un essere monogamo e che l’amore non esista veramente ma è soltanto un sentimento spinto da vari interessi.
  7. Vorrei essere alto almeno dieci centimetri in più e mangiare di tutto senza ingrassare come alcuni ragazzi che conosco.
  8. Ci sono dei viaggi che vorrei fare prima di lasciare questa vita terrena: Giappone, Corea del sud, Islanda, New York e Disneyland Paris XD
  9. Odio lo sport in televisione come il calcio, la formula uno, il motociclismo, il nuoto, il tennis e il ciclismo. Fra pochi giorni inizieranno gli Europei di calcio e non sopporterò nessuno.
  10. Mi piacciono le lingue straniere e mi sarebbe piaciuto imparare il tedesco, lo spagnolo, il giapponese e il coreano, ma a malapena mi ricordo l’inglese e il francese studiato all’università!
  11. Il mio sogno più segreto sarebbe quello di scrivere di musica, cinema, libri e altri aspetti di lifestyle (anche di gossip… perché no?!) per qualche giornale o rivista. Se ce l’ha fatta Selvaggia Lucarelli, perché io no? Intanto continuo a servire panini e gelati alla cassa… *scappa via piangendo*

 

Premiare dei blog che segui:

Li trovate proprio all’inizio di questo post, sia nei ringraziamenti delle nomination sia nei blog che vi consiglio di seguire ^^

Per finire, le undici domande a cui sono invitati a rispondere i succitati blogger se decideranno di partecipare a loro volta al Liebster Award. Se avete già pubblicato il vostro Liebster Post, non scoraggiatevi, aggiornarlo con una nuova lista di domande e risposte non vi costa niente.

  1. Chi sono le tue Principesse Disney preferite?
  2. I bisessuali esistono o è semplice paura di non ammettere a se stessi di pendere più per una parte?
  3. Top 5 dei tuoi cantanti preferiti (sia solisti sia gruppi).
  4. Il viaggio dei tuoi sogni.
  5. Cosa ne pensi delle coppie aperte? Si può definire amore?
  6. Guerriera Sailor?
  7. Genere letterario preferito?
  8. La famiglia è solo quella “uomo e donna” o esistono altri tipi di famiglia?
  9. Il/la tuo/a sex symbol (max 3).
  10. Cosa c’è dopo questa vita?
  11. Carta o ebook?

Questo meme è stato lunghissimo… adesso aspetto le vostre risposte! Sono curiosissimo! *_*

LINO

Annunci
Pubblicato in: Le Journal, Politica, Senza categoria, Società

Il DDL Cirinnà spiegato a tutti (capre comprese)

In questi giorni ho letto tante cavolate sul DDL CIRINNÀ inventate da alcuni personaggetti famosi come Mario Adinolfi, Alessandra Mussolini, Roberto Formigoni, Matteo Salvini e amichetti vari, che cercano di fare una propaganda sbagliata utilizzando argomenti che non rientrano nel disegno di legge.

Ho deciso di fare un post molto semplice, comprensibile a TUTTI, per spiegare questo contestatissimo DDL anche alle capre che fanno finta di non capire. Il Decreto Legislativo della Senatrice Monica Cirinnà si basa due concetti principali:

  1. Unione Civile
  2. Stepchild Adoption

Due persone maggiorenni (per lo Stato Italiano devono aver compiuto il diciottesimo anno di età) consenzienti possono costituire un’unione civile, ovvero un rapporto di convivenza legato da vincoli affettivi ed economici, indipendentemente dal sesso biologico dei membri della coppia. Non ha la stessa valenza di un matrimonio ma la coppia acquisisce dei diritti e dei doveri nei confronti del proprio partner, come la mutua assistenza o diritti naturali di eredità in quanto coniuge, costruendo una famiglia a tutti gli effetti. È giusto parlare di unione perché è un legame di affetto reciproco fra due persone, ma il termine matrimonio non c’entra nulla con questo tipo di rapporto perché è una parola specifica che indica l’istituto giuridico (o il sacramento) con cui si legalizza l’unione fra un uomo e una donna che diventano rispettivamente marito e moglie. Basta conoscere la lingua italiana per capire che nel Testo Cirinnà si parla SOLO di unioni civili e NON di matrimonio gay. Semplice, no?

Il secondo punto è quello che fa incavolare tutti quegli ipocriti sostenitori della famiglia tradizionale e di eventi stupidi come il Family Day, ovvero la stepchild adoption che, tradotto letteralmente dall’inglese, significa “adozione del figliastro”. È semplicemente la possibilità per la persona convivente di poter adottare il figlio biologico del proprio partner. Non si parla di adozioni in orfanotrofio da parte di coppie omosessuali o di pratiche che sono vietate dal nostro ordinamento, ma è un’ulteriore tutela per il cittadino minorenne: qualora il genitore biologico venisse a mancare improvvisamente, il/la compagno/a diventa il suo tutore legale. NON vengono menzionati l’utero in affitto, i donatori di sperma anonimi, la procreazione assistita, la maternità surrogata o altro. Che piaccia o no è già famiglia

Perché essere contrari a un disegno di legge semplice, innocuo e quasi ovvio per una società civile e moderna come la nostra? Non c’è nessun pericolo: i rapporti eterosessuali continueranno a esistere, così come le famiglie tradizionali – quei bei nuclei in cui regna l’amore e tutti i suoi componenti si mettono a far colazione cantando a tavola, magari dentro a un mulino con le galline che girano per la cucina. Nessuno ha il diritto di creare famiglie di serie A e famiglie di serie B perché una famiglia è semplicemente un gruppo di persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela e di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, definizione in cui non è specificato nessun sesso in particolare.

Se Lilo spiega all’extraterrestre Stich cosa vuol famiglia – “Ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato” – concludo prendendo spunto da questa citazione esprimendo il mio totale sostegno al DDL CIRINNÀ perché la famiglia è prima di tutto il luogo dell’amore, il posto in cui ti senti al sicuro, il legame che ti fa sentire parte di qualcosa più grande di te.
LINO

Pubblicato in: Music

My KPOP Top 5: Girls’ Generation, Wonder Girls, HyunA, 2NE1 e After School

In un precedente post non-sense vi avevo anticipato la mia ossessione per il Kpop e di quanto io abbia trascorso l’estate rinchiuso nella mia casetta nel paesello sperduto a “studiare” tutto quello che mi sono perso fino a oggi. Per chi non lo sapesse il Kpop è l’abbreviazione di korean pop (bisogna precisare che quando parlo di Corea in generale, mi riferisco alla Corea del Sud), un genere musicale che strizza l’occhio all’occidente, in particolar modo allo stile delle grandi star americane, con influenze hiphop, dance e techno.

La popolarità di questo pop esce dai confini coreani, invadendo oltre all’Asia Orientale (Giappone, Cina e Taiwan), anche l’Europa e l’America, creando dei grandi fanbase di appassionati di musica e cultura asiatica. In Italia ho scoperto che è un genere molto amato grazie a gruppi e pagine dedicate al genere – Io ho una predilezione per le girlband e qualche solo artist femminile.

Gli artisti kpop sono delle vere e proprie macchine da guerra, spesso spremuti fino all’osso per far più soldi possibili: Cantano live (spesso aiutati dal pre-rec), ballano e parlano più lingue (oltre al coreano, generalmente il giapponese e l’inglese, ma ultimamente si sta puntando anche al mercato cinese). Inoltre recitano al cinema e/o in teatro, partecipano a serie televisive, diventano testimonial di diversi prodotti, firmano linee di abbigliamento, scrivono libri o diventano blogger di successo.

Iniziamo con la mia personalissima TOP 5 delle canzoni kpop che amo di più.

1. GIRLS’ GENERATION: OH! 

Datemi kpop, cheerleaders e atmosfera cute/kawaii e mi conquisterete! XD Le ho Conosciute con il lancio internazionale di The Boys, le otto ragazze – Taeyeon (la leader), Hyoyeon, Seohyun, Yoona, Tiffany (la mia bias), Sooyoung, Sunny e Yuri – sono coloro che hanno dato vita al mio amore per il kpop. Le SNSD sono una delle girlband più famose che ci sia in circolazione, tanto da essere considerate in Corea come girlgroup nazionale, e sono quasi perfette! *modalità fanboy attivata* Altre canzoni degne di note sono: Mr. Taxi, Catch me if you can, Party, Run devil run, Galaxy supernova, I got a boy e Check.

2. WONDER GIRLS: I FEEL YOU 

Sono considerate le regine del kpop ma ammetto che non mi piacevano molto fin quando non sono ritornate quest’anno con un concept totalmente diverso. Reboot, il nuovo album, è una bomba ed è tutto ispirato agli anni ottanta, periodo che personalmente amo tanto. Ye Eun, Yubin, Hye Rim e Sunmi hanno proposto un comeback che non si limita alla solita perfomance cantata e ballata ma si presentano come una vera e propria band, ricordandomi Jem & le Holograms. Musica vintage con elementi di modernità, look con costumi sgambati rubati a Olivia Newton-John in Physical, I feel you è sensuale sia nella musica sia nel testo. Dell’album meritano menzione anche Candle, Oppa, One black night e Back.

3. HYUNA: RED

Miss Hyuna Kim non ne vuole sapere di essere zuccherosa come alcune sue colleghe ma lei stessa si definisce una bad girl che sa quello che vuole. Ha varie carriere parallele (iniziata da giovanissima nelle Wonder Girls) ed è apprezzata sia come solo artist sia come rapper delle 4Minute. Canta sia canzoni pop sia hip-hop, è un’ottima performer e in questa canzone quando rappa mi ricorda Nicki Minaj! Lei è TOP e questo video è quello in cui la sua bellezza viene esaltata di più degli altri. XD Segnalo French kiss e Ice cream come solita; Crazy, Volume up, Is it poppin e Whatcha doin’ today con le 4minute.

4. 2NE1: I AM THE BEST

Penso che sia la canzone kpop più conosciuta anche all’estero, usata in vari programmi televisivi e sdoganata da Emma Stone in un’intervista televisiva. La leader CL ultimamente è ovunque (dai VMA’s alla Fashion week milanese) insieme all’ormai inseparabile Jeremy Scott della maison Moschino che la usa come sponsor vivente alle sue creazioni e come musa. Le 2NE1 furono scoperte in occidente da Will I Am dei Black Eyed Peas che promise il loro lancio a livello internazionale, mai avvenuto (a parte un duetto nell’album del produttore americano). I am the best è un masterpiece del kpop e del gruppo mi piacciono pure I love you, Ugly, Scream e Crush.

5. AFTER SCHOOL: SHAMPOO

Non sarà il loro successo più famoso ma questa canzone dolce e carina, con melodia anni novanta, la preferisco ad altri loro singoli e video super sexy e danzerecci. L’accademia di danza che ricorda Fame!, i completini presi da un dance movie e un insegnante gnocco, sono gli ingredienti di un video semplicissimo. Le ragazze del dopo scuola mancano da un bel po’ sulla scena per problemi della casa discografica, anche se sono veramente tanti i fan che le aspettano. Adorabile è la sub-unit Orange Caramel formata da Nana, Raina e Lizzy, che si presenta come un gruppo più divertente e spensierato, mettendo da parte la sensualità tipica di queste girlband. Altre canzoni che meritano di essere ascoltate sono Because of you, Diva e Bang! Come AS; Lipstick, Aing, Shanghai romance e My copycat come OC.

Le canzoni sarebbero tante e ho cercato di spremere tantissimo, lasciando fuori Ailee, Sistar, Girl’s Day, Kara, AOA, Gfriend, Lee Hi, T-ara, Miss A e tante altre. La mia TOP 5 è finita e ho cercato di limitarmi molto! XD Sono curioso di sapere la vostra nei commenti, sempre se vi piace il kpop! XD

LINO

Pubblicato in: Music

Immanuel Casto: Da grande sarai fr**io

Al mio primo ascolto ho pensato: “Immanuel sei un fott**o genio!” e ammetto di aver avuto un po’ la pelle d’oca perché questa canzone che si presenta con un titolo provocatorio in realtà è un inno al coming out per la comunità LGBT.

Spesso quando si legge qualcosa inerente a Immanuel Casto, ci aspettiamo che si tratti di una delle sue “porcate” che conosciamo (…e che ci piacciono!), ma stavolta non è così perché il Re del porn groove mi ha piacevolmente sorpreso! Da grande sarai fr**io, l’ultimo singolo scritto con Fabio Canino, non è una canzone nata per divertire ma per fare riflettere, ed è pure il secondo singolo di The Pink Album, ultimo lavoro discografico che sarà disponibile dal 25 settembre.

Messi da parte gli espliciti riferimenti sessuali a cui ci ha abituato in molti singoli, in questa ballad elettropop Casto s’impegna raccontando la storia di accettazione comune a tante persone, iniziando proprio dall’infanzia – Attenzione! Gender! Propaganda Gender! XD non ditelo ad Adinolfi e alle Sentinelle in piedi! XD – in cui un bambino è se stesso, ignaro del mondo dei pregiudizi degli adulti. Crescendo imparerà che la vita per lui non sarà una passeggiata perché spesso sarà considerato come un“diverso” ma Immanuel lo rassicura dicendogli che c’è passato pure lui.

Il video è molto semplice, con il cantautore che recita in vari ruoli del mondo omosessuale come il nerd, il bear barbuto, il fighetto fino ad arrivare al suo alter ego drag. Io non voglio aggiungere altro a parte ribadire la mia ammirazione per questa canzone e lasciarvi con il video e il testo della canzone!

TESTO

“È palese a tutti, è una pura ovvietà / inutile negarlo, lo sa anche il tuo papà / danzi in cameretta con la tua manina al vento / l’ho capito al volo, mi è bastato un momento.

Da grande sarai fr**io / è scritto nelle stelle / il dolore arriva ma tu tanto sei già diva.

Da grande sarai fr**io / ma non si può dire / oggi a Pordenone nasce un piccolo busone.

Cresci, sogna, balla e canta / cresci e sboccia, mia piccola sfranta / che c’è di male se il glitter t’incanta

Da grande sarai fr**io / da grande sarai fr**io / e non è un reato / niente di sbagliato.

Col tuo grembiulino stirato e perfetto / con un poster di Justin Bieber sul tuo letto / e ripensi a lui poco prima di dormire / lo scrivi sul diario e cambi il nome al femminile.

Da grande sarai fr**io ma tanto gay è bello / dai libero sfogo a quell’istinto ricchioncello

Da grande andrà meglio ma tu ancora non lo sai / piccolo uranista non fermarti mai.

Cresci, sogna, balla e canta / Cresci e sboccia, mia piccola sfranta / che c’è di male se il glitter t’incanta

Da grande sarai fr**io / da grande sarai fr**io / e non è un reato / niente di sbagliato.

E ti chiedi perché / se ne accorgono tutti / tutti tranne te /e imparerai che / per nascondere il dolore basta un po’ di correttore.

Conosci a memoria tutti i programmi tv / guardi tutto tranne il calcio, tuo papà non ne può più / come reagirà quando dopo cena / gli dirai che per Natale tu vuoi Barbie Sirena?

Da grande sarai fr**io e lo stai per scoprire / fidati di me può far paura da morire / ma non stare zitto in un paese che t’ignora /esci allo scoperto quando verrà l’ora.

Da grande sarai fr**io / da grande sarai fr**io / e non è un reato / niente di sbagliato.

Da grande sarai fr**io / da grande sarai fr**io / e non è un reato / ci sono passato.”

LINO

Pubblicato in: Cinema

Città di carta

“A Margo piacevano così tanto i misteri che alla fine lo è diventato anche lei.”

Ammetto di essere andato al cinema a vedere Città di carta con molta diffidenza per i troppi elementi in comune con l’adattamento cinematografico di un altro libro di John Green: Colpa delle stelle (The fault in our stars) non mi è piaciuto molto perché si è presentato come il solito polpettone drammatico adolescenziale visto e rivisto. Inoltre i miei dubbi erano alimentati sia dagli sceneggiatori (sempre il duo Neustadter e Weber) sia per l’attore principale Nat Wolff, già visto nella precedente pellicola nei panni di Isaac, l’amico cieco.

Quentin Jacobsen (Nat Wolff) è il classico secchione a cui piace studiare – il suo sogno è di diventare un medico – e divide il suo tempo con gli amici di sempre Ben (Austin Abrams) e Marcus (Justice Smith). Fin da piccolo Quentin ha una cotta per la sua viCittà di carta Paper Towns John Green Cara Delevingne Nat Wolffcina di casa Margo Roth Spiegelman (Cara Delevingne), vecchia compagna di giochi che crescendo si è allontanò da lui, diventando l’idolo della scuola per il suo essere bella e misteriosa. Una notte, poco prima della Cerimonia del Diploma, Margo entra in camera di Quentin attraverso la finestra e gli chiede di aiutarla in una piccola vendetta contro il suo ragazzo che andava a letto con una delle sue migliori amiche e tutti gli altri che lo sapevano ma preferivano restare zitti. Trascorsa la notte di follia, Quentin crede che tutto ricomincerà e che la sua love story finalmente avrà un happy ending ma Margo è scompare. Quentin, non crede che sia scappata per attirare l’attenzione della gente e, con l’aiuto di Ben e Marcus, inizia a cercarla attraverso degli indizi lasciati da lei stessa. Inizia così una caccia al tesoro che porterà i tre amici a passare molto tempo insieme prima di separarsi definitivamente per andare al college e a un viaggio on the road alla ricerca di Margo che ha trovato la sua città di carta

Vi aspettate un bell’happy ending? Non ne sarei così sicuro perché il personaggio interpretato da Cara Delevingne è uno di quelli che odi per il suo essere abbastanza… psicopatico! Penso che sia una delle ragazze più odiose nella mia classifica personale di personaggi femminili, avvicinandosi al mio odio personale per Joey Potter (Katie Holmes) in Dawson’s creek e Marissa Cooper (Mischa Barton) in The O.C. XD Inoltre Quentin riuscirà a trovarla o l’ha persa per sempre? Andate al cinema e lo scoprirete! – preferibilmente in orari in cui ci siano ragazzine piene di ormoni (con cui ho litigato in sala perché non stavano mai zitte), che quando Ansel Elgort (Gus di Colpa delle stelle) appare per un piccolo cameo, iniziano a urlare e a battere i piedi per l’emozione…

Distribuito dalla 20th Century Fox, per la regia di Jack Schreirer, Paper Towns mi ha piacevolmente sorpreso perché è (erroneamente) presentato come un film d’amore per teenager, che cerca di sfruttare la scia dell’amore sfortunato di Hazel e Gus, ma in realtà è un film che parla soprattutto del valore dell’amicizia e dell’importanza di essere se stessi. Il viaggio viene usato come metafora di vita e di crescita: i ragazzi partono per cercare Margo ma in realtà finiscono per rendersi conto di essere cambiati, di essere cresciuti, di avere sogni e aspirazioni diversi, senza però tradire la propria amicizia. Per la cultura americana, il college rappresenta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, in cui i ragazzi lasciano la propria casa e tutto il resto per costruirsi un futuro. Quentin, Ben e Marcus andranno in università diverse e non si vedranno per tanto tempo ma quel legame che li lega dall’infanzia, la sincerità e la bellezza dell’amicizia, riuscirà a sopravvivere anche a quest’altra prova della vita.

Consigliato? Assolutamente sì, a metà fra un road movie e un racconto di formazione, assistiamo a una caccia al tesoro dove la principessa non vuole essere né salvata né trovata. E il cavaliere che farà? Forse ha capito che ha perso tempo a dare troppa attenzione alla dama sbagliata. 😉

LINO

Pubblicato in: Music

Nostalgic Wave in Music: Sigle, Trash e Anni Novanta

Continua il viaggio nella nostalgic wave , iniziato ieri con i cartoni animati e/o anime, parlando di musica e di canzoni-simbolo del passato!

L’idolo dell’infanzia è Cristina D’Avena che ha cantato tutte le sigle dei miei cartoni animati preferiti, canzoni di cui ricordo tuttora i testi e che riascolto con piacere. Ogni volta cCristina D'Avena Kiss me Licia Love me Liciahe usciva una Fivelandia o Cristina e i suoi amici in tv iniziava la tortura ai miei genitori per andare alla caccia della cassettina desiderata. Oltre alle sigle dei cartoni, della D’Avena ho amato anche tutte le colonne sonore sia dei telefilm dedicati a Kiss me LiciaLove me Licia, Licia dolce Licia, Teneramente Licia e Balliamo e cantiamo con Licia – sia le serie televisive in cui era la protagonista – Arriva Cristina, Cristina, Cri Cri e L’Europa siamo noi.

Oltre alle canzoni della D’Avena, da piccolo amavo tantissimo ballare e rimanevo affascinato dalle dive che si esibivano nei varietà della televisione italiana, focalizzandomi su alcune icone che oggi chiameremmo trash o comunque amate soprattutto dalla comunità LGBT: Heather Parisi (Cicale e Disco Bambina), Lorella Cuccarini (La notte vola, Liberi liberi e Io ballerò), Viola Valentino (Comprami), Amanda Lear (Tomorrow), Sabrina Salerno (Boys boys boys), Ivana Spagna (Easy lady e Call me), le Ragazze Cin Cin (Cin cin) e, l’ho lasciata appositamente per ultima, la fantastica e bravissima Raffaella Carrà con tutto il suo repertorio! *cin cin cin cin ricoprimi di baci, cin cin cin cin assaggia e poi mi dici, cin cin cin cin diventeremo amici…*

Piccola menzione va anche alla dance anni novanta contenuta nelle varie compilation estive come Hit Mania Dance (ma anche quelle del Festivalbar), di cui ricordo soprattutto pezzi come The summer is crazy di Alexia, What is love di Haddaway, Rhythm is a dancer degli Snap!, Sweet dreams (are made of this) degli Eurythmics, All that she wants degli Ace of base, Sweet Harmony di The Beloved, Would I lie to you di Charles & Eddie e Please don’t go di Double You.

Tutta questa premessa serve a confessare i miei cinque peccati musicali, quelli indimenticabili, che hanno traviato la mia esistenza (come fece Sailor Moon per i cartoni animati). Pronti?

  1. AMBRA ANGIOLINI: T’appartengo
  2. SPICE GIRLS: Wannabe
  3. BRITNEY SPEARS: …Baby one more time
  4. CHRISTINA AGUILERA: Genie in a bottle
  5. CELINE DION: My heart will go on

Adesso potete pure abbandonare il blog e vergognarvi di seguirmi su tutti i social network! XD XD XDBritney Spears Baby one more time

Alle elementari ero completamente pazzo dell’ex-ragazza prodigio della scuola di Gianni Boncompagni e cercavo di non perdermi neanche una puntata di Non è la RAI, trasmissione creata ad hoc per il sottoscritto pieno di balletti, stacchetti musicali e tanta roba inutile, fino a quando nel 1994 fu presentato il singolo T’appartengo che divenne un’ossessione tanto da sapere a memoria la coreografia fatta da Ambra in trasmissione. Ho tuttora la cassetta originale conservata in una scatola, un reperto storico che ha più di vent’anni!

Triste per la fine del programma con le ragazze sgallettanti in playback e che piangevano davanti alla telecamera, ci pensò una girlband venuta dall’Inghilterra a farmi impazzire nuovamente… le mitiche Spice Girls! C’è veramente bisogno di parlare di Wannabe? Il primo album Spice si consumò a furia di riavvolgere il nastro della cassettina originale comprata da Ricordi (oggi si chiama Feltrinelli) e le seguì fino all’abbandono da parte di Geri Halliwell, con l’album delle quattro disperate e il definitivo scioglimento che distrusse il mio giovane cuore. Ovviamente io ero del team Baby Spice/ Emma Bunton e cercavo di avere tutto di loro: album, singoli, magliette, figurine, l’orrendo film (con tanto di bus in cui Emma aveva un’altalena al suo interno) e i chupa-chups con le loro foto. L’anno di Spice World, quello di Spice up your life, le cinque inglesine più amate del mondo vennero in tour a Milano e mio padre non mi portò facendomi piangere per mesi (e ancora oggi non l’ho perdonato).

Dopo le Spice Girls mi drogai di tutto quel teen pop inglese che trasmetteva l’MTV UK Chart pieno di personaggi finiti nel dimenticato ma arrivò la verginella pura d’America a risanare il mio cuore frantumato: Ladies and Gentlemen, the legendary Miss Britney Spears! Le treccine con i pon pon rosa, la divisa da scolaretta sexy e una canzone pop orecchiabile e pulita, furono gli ingredienti vincenti di un’icona che seguì fino a quando non si peChristina Aguilera XTINA fighters Genie in a bottlerse per strada nel suo blackout personale. Iniziai con Baby one more time, passando per Crazy (nel video c’era Melissa Joan Hart, l’attrice che interpretava Sabrina, vita da strega) e per Ooops!…I didi t again, amandola definitivamente in I’m a slave 4 U.

Nel frattempo una vecchia amica della Spears conosciuta anni prima al Mickey Mouse Club cercò d’imporsi sulle scene come nuova reginetta del teen pop, grazie a una voce nettamente superiore e all’aspetto della tipica ragazza bionda americana della porta accanto. Christina Aguilera in Genie in a bottle si strusciava sulla spiaggia e, al contrario della collega, rivendicava già una sessualità più spinta sia per il testo della canzone e sia per le moine che faceva alla telecamera. L’eterna rivale di Britney s’impose sulla scena internazionale grazie al riconoscimento delle sue doti vocali da parte di tutta la critica musicale, finendo per voler mostrarsi come la bad girl del pop con il suo secondo album Stripped.

Terminiamo la carrellata con una bella canzone smielata sfornata da Celine Dion che fu colonna sonora di tutti gli innamorati del tempo (chissà se poi i loro amori naufragarono come il Titanic). My heart will go on portò la Dion nell’Olimpo delle dee della musica rendendola famosa in tutto il mondo. Erano gli anni di Jack & Rose, in cui tutti andavano al cinema a piangere guardando Titanic e le ragazzine erano impazzite per Leonardo Di Caprio… insomma, tutti volevamo una storia d’amore come la loro, non pensando che alla fine lui muore assiderato: romanticismo macabro. La canzone divenne un tormentone ma il peggio venne quando a scuola mi fecero suonare una versione pacchiana con il flauto dolce per le lezioni di musica o quando mi fissai che dovevo rifarla al pianoforte come la versione originale di James Horner che si sente nel film.

Tirate fuori gli scheletri dagli armadi e ditemi le vostre canzoni del passato!

LINO

Pubblicato in: Animation

Nostalgic wave: I cartoni animati dell’infanzia

Nerdini miei come state?? Sì, lo so, sono una cattiva persona perché vi ho abbandonato per più di un mese – l’ultimo post risale al 15 luglio scorso – ma ho la giustificazione: sono al mare e sto oziando alla grande sul divano e/o in spiaggia! XD Passo le mie giornate a dormire e a guardare video k-pop su Youtube, oltre che a saltuarie serate di movida locale obbligatoriamente portato da amiche vogliose di party!

Ritorno con un meme carinissimo dedicato al passato, creato dalla mia amica blogger Hana – puro anni ottanta! – e ripreso da Caroline che si è concentrata sugli anni novanta… iniziamo con i cartoni animati che ho amato da bambino. L’ordine è casuale.Sailor Moon Mercury Mars Jupiter Venus Uranus Neptune Pluto Milord

Il primo che è doveroso nominare in questa classifica è sicuramente quello che rovinò per sempre la mia esistenza: la bella guerriera che veste alla marinara, signore e signori, miss Sailor Moon – titolo originale Bishojo Senshi Sailor Moon. Tratto dalla fortunata mano di Naoko Takeuchi, la storia di Bunny (Usagi), principessa che veniva da un regno lontano, e delle sue amiche combattenti (ovviamente io ero del team Sailor Venus), mi fece passare gli anni dal 1995 al 1997, letteralmente attaccato al televisore, disperandomi quando mi perdevo una puntata a causa del pomeriggio scolastico. Il trauma più forte legato a questa serie fu la penultima puntata della prima serie, intitolata La resa dei conti, in cui le cinque guerriere Sailor sono pronte per lo scontro finale ma Venus, Mercury, Jupiter e Mars vengono uccise per proteggere la Principessa Serenity: lacrime senza fine e mia madre incredula che mi chiedeva se stessi male. XD

Sulla scia delle combattenti alla marinara, m’innamorai di Una portaUna porta socchiusa ai confini del sole - Magic Knight Rayearth socchiusa ai confini del sole – titolo originale Magic Knight Rayearth – che fu trasmesso nel 1997, alla fine della quinta serie di Sailor Moon, ma che conoscevo già per il fumetto delle CLAMP pubblicato da Star Comics. Quarantanove episodi, divisi in due serie, che raccontano la storia di tre ragazze – Luce (Hikaru), Marina (Umi) e Anemone (Fu) – che in gita scolastica alla Tokyo Tower, si trovano catapultate a Cefiro al cospetto del potente Clef per salvare la Principessa Emeraude, rapita dal perfido Zagato. Le tre guerriere non sono altro che i leggendari Cavalieri Magici che, attraverso i loro Managuerrieri (Rayearth, Ceres e Windam), dovranno riportare la pace nel regno. L’ho sempre considerato più maturo di SM, forse per l’ambientazione fantasy e le situazioni cruenti che ho capito solo quando sono cresciuto.

Abbandoniamo le donne combattenti per buttarci nell’adolescenza smielata con Piccoli problemi di cuore – titolo originale Marmalade Boy – tratto dal famosissimo manga di Wataru Yoshizumi. Chi non conosce questo cartone animato può pure abbandonare la lettura del blog perché, insieme a Sailor Moon, è un pilastro dell’animazione anni novanta. La vita della giovane Miki viene sconvolta quando i suoi genitori le comunicano di voler divorziare, scambiandosi i partner con un’altra coppia conosciuta alle Hawaii. Durante una cena, la ragazza conosce l’altra coppia e il loro figlio, Yuri (Yu), con cui si troverà costretta a condividere lo stesso tetto. Comedy adolescenziale con gli stereotipi tipici del genere: amore ostacolato, amicizia, paranoie della protagonista (peggio di Dawson&Joey), relazione alunna-professore, invidia, gelosia e happy ending.Piccoli problemi di cuore - Marmalade Boy

Dai turbamenti adolescenziali, passiamo alla tragedia e alla sfiga tipica delle produzioni degli anni ottanta con la mitica Dolce Candy, una fra le protagoniste più tristi e sfortunate della storia dei cartoni animati. Mi avvicinai ai suoi codini biondi a causa di mia madre che era una fan della serie perché la Casa del Pony le ricordava il collegio in cui fu rinchiusa da piccola, e ricordo tuttora l’angoscia che mi trasmetteva (sarà colpa di Candy se oggi soffro di ansia?). La dolce bionda protagonista trascorre l’infanzia nell’orfanotrofio gestito da Miss Pony e Suor Maria, insieme all’inseparabile Annie e al procione Klin, per poi essere presa in adozione dalla Famiglia Andrew. Nella sua vita avrà varie relazioni amorose e si realizzerà professionalmente come infermiera durante la prima guerra mondiale ma l’epilogo è tragico. *****SPOILER***** Candy è così sfigata che rimarrà da sola! Dopo tutto quello che passa, neppure uno straccio di finale allegro. Questo è sadismo puro. *****FINE SPOILER*****

Rimaniamo negli anni ottanta per citare l’ultimo cartone animato di questa brevissima lista ed è doveroso parlare del cagnolino più simpatico e imbranato che ci sia: il dolcissimo Spank! Nei sessantatré episodi che compongono Hello Spank – titolo originale OHello Spank Cartoni animatihayo! Spank – viene raccontata l’amicizia fra Spank e Aika (Aiko), che si trasferisce nella città dello zio che la ospiterà dopo la partenza della madre per Parigi. Il dramma non manca neppure qui infatti la ragazza perde sia il padre, scomparso in mare durante una bufera, sia Puppy, la sua amata cagnolina, a causa di un incidente stradale. Nonno Jem, un vecchio marinaio, le affiderà un grosso cucciolo di cane bianco con le orecchie nere, che inizialmente viene rifiutato da Aika. Sono esilaranti le gag di Spank, ingenuo e pasticcione, e il suo amore per Micia (la siamese di Serina), ma la cosa che ricordo più con affetto e il modo di chiamare la sua padroncina “iaia”.

La carrellata dei principali cartoni animati finisce qua perché questo post potrebbe diventare lunghissimo ma bisogna precisare che amavo soprattutto erano le orfanelle o ragazze maltrattate, tristi, sfigate e chi più ne ha più ne metta (Anna dai capelli rossi, Milly un giorno dopo l’altro, Papà Gambalunga, Georgie), alcune atlete come Mila Azuki e Hilary, le maghette piene di buoni sentimenti dotate di bacchetta super fashion (L’incantevole Creamy, Sandy dai mille colori) e le produzioni americane tratte da linee di giocattoli come i Mini Pony, Jem e le Holograms e Lady Lovely.

Quali sono i vostri cartoni dell’infanzia? Ditemelo nei commenti… sono curioso! Dopo quest’attacco di nostalgia, vi anticipo che non sarà l’unico nostalgic wave perché le mie amiche blogger ne hanno preparati altri!

LINO

Pubblicato in: Cinema

Jem e le Holograms trent’anni dopo

Dentro il mio cuore so già che… sarà una cagata pazzesca! Ma quando vedo qualcosa che si riferisce alla trasposizione live di Jem & The Holograms mi esalto pure io perché mi ricordo che da bambino impazzivo per la rockstar dai capelli cotonati rosa e gli orecchini plasticosi a forma di stella!

Chi non conosce la sigla cantata da Cristina D’Avena?! “Il mio nome è Jem, sono una cantante… bella e stravagante… canto il rock’n’roll…” – se non la conoscete, potete pure abbandonare il mio blog XDJem e le Holograms film live action

Finalmente sono usciti sia il primo poster ufficiale sia il trailer in italiano del film che sarà girato da Jon M. Chu, già regista di G.I. Joe – La vendetta e di Never say never (“film-documentario” sulla biografia di Justin Bieber), prodotto da Universal Pictures e che uscirà il prossimo 23 ottobre negli Stati Uniti (ovviamente non c’è ancora una data per l’Italia).

Per chi non ha ancora capito di cosa stia parlando, Jem è una serie animata americana molto famosa dalla metà degli anni ottanta, nata dalla collaborazione fra Hasbro, nota azienda di giocattoli che mise in commercio tutte le fashion dolls dedicate al cartone, e Sunbow Production. Jerrica Benton riesce a diventare Jem grazie a Energy, un potente computer che trasforma la ragazza in una popstar, coinvolgendo anche la sorella Kimber e le amiche Aja e Shana, con cui forma la rock band tutta al femminile delle Holograms. Purtroppo il padre delle sorelle Benton è morto, lasciando in eredità una casa discografica in rovina, la Starlight Music, e l’orfanotrofio di cui si occupava, che verrà aiutato dai soldi guadagnati dalle ragazze. A contrapporsi alle Holograms, c’è il trio delle Misfits, gruppo creato da Eric Raymond, ex socio del padre di Jerrica, formato da Pizzazz, Roxy e Stormer.

Purtroppo già dal trailer si capisce che il live action non sarà fedele alla serie originale per tanti motivi:

  • È ambientato ai giorni nostri quindi scordatevi tutto il mondo sbrilluccicante degli anni ottanta, le pailettes e il glam rock, poiché le nuove Holograms hanno criniere colorate peggio dei My Little Pony e vestitini punk-fashion da sembrare tutte cugine di Avril Lavigne;
  • La musica è un orecchiabile pop-rock che ricorda le canzoni di tutte le lolite passate per Casa Disney;
  • Il cattivo della situazione diventa una Lei e aggiunge una “a” al suo nome;
  • Non c’è traccia delle Misfits, se non marginalmente;
  • Mi sembra che ci sia nell’aria l’ennesimo pippone, che piace tanto agli americani moralisti, su come inseguire i propri sogni senza abbandonare le proprie radici.

Riuscirà questa nuova Jem catapultata trent’anni dopo, nell’era di Youtube, dello streaming, dei social network e della pirateria musicale, a conquistare il cuore dei vecchi fan? AMMETTIAMOLO: per quanto si possa pensare che sia un prodotto per teenager (sono inorridito anch’io nel sentire Story of my life degli One Direction come sottofondo del trailer), chi aspetta le Holograms sono in realtà quelli che erano bambini ai tempi del cartone animato, poiché le bambine di adesso manco sanno chi sia Jem, a loro basta Violetta!

IL CAST: Aubrey Peeples (Jem),  Stefanie Scott (Kimber), Hayley Kiyoko (Aja), Aurora Perrineau (Shana), Ryan Guzman (Rio), Juliette Lewis (Erica) e Molly Ringwald (Mrs Bailey). Ammetto di non conoscere nessuno a parte le ultime due attrici!

Nonostante tutto, io sono curioso e quando avrò nuove notizie importanti, magari sulla colonna sonora, vi scriverò tutto!

LINO

Pubblicato in: Le Journal, Politica, Società

Siamo una generazione non abituata al lavoro

La polemica mi è stata servita su un piatto d’argento: i giovani sotto i trent’anni non vogliono impegnarsi. E chi lo dice? Gli organizzatori di quella minchiata chiamata EXPO 2015 che, come sapete tutti, si svolgerà nel capoluogo lombardo dal 1 maggio al 31 ottobre – quindi nel dettaglio l’agenzia Manpower che si occupa di cercare il personale.

Non volevo parlarne ma quando leggo certe cose, mi gira troppo il ca**o – diciamolo pure senza problemi, le buone maniere le lascio ai life coach di Real Time.

Alcuni titoli di testate giornalistiche:

  • Corriere della Sera: “Turni scomodi per lavorare all’Expo. Otto su dieci ci ripensano.”
  • Il Fatto Quotidiano: “Expo 2015. 645 giovani rifiutano contratto di lavoro a 1300 netti al mese.”
  • TgCom24: “Expo, in fuga dall’impiego estivo. Otto giovani su dieci rifiutano il lavoro.”
  • Huffington Post Italia: “Turni scomodi per i 600 giovani reclutati. L’80% ci ripensa.”
  • Il Giornale: “Se i nostri giovani rifiutano il lavoro e poi si lamentano”

Eccoli i nostri ‘cciovani italiani sempre così FANNULLONI anzi, come diceva la nostra amica Fornero, questi ragazzi così CHOOSY.EXPO Milano 2015 logo e slogan

Noi giovani (mi ci metto nel mezzo anch’io) rifiuteremmo questa incredibile esperienza per vari motivi:  sarebbero solo sei mesi di contratto, si dovrebbe lavorare anche il sabato e la domenica, coinciderebbe con l’estate e il contratto di apprendistato di 1200/1500 euro al mese sarebbe troppo da povery per le nostre aspettative… quindi ragazzi andiamo tutti a Ibiza a fare baldoria! Yeah!

Questo è l’ennesimo tentativo di gettare fango sulla generazione odierna di giovani che agli occhi di tanti politici, intellettuali e saccenti del cavolo, sarebbero colpevoli di non essere modesti e di non tirarsi su le maniche per lavorare… peccato che spesso chi sentenzia è gente benestante che ha avuto la strada spianata o l’azienda di famiglia in cui infilarsi senza problemi.

Partiamo dal fatto che questa notizia sia una stronzata a metà (ci sarà sempre qualche cretino che si sarà rifiutato), ma voi credete seriamente che, con la crisi che c’è, un giovane disoccupato si lascerebbe scappare l’opportunità di lavorare per sei mesi consecutivi a 1300 euro netti al mese? È possibile che su 27mila candidati, e ripeto che sono 27000 CANDIDATURE (chissà la mia dov’è finita…), non riescano a trovare 600 persone da mettere nell’organico? Ma se riescono a trovare facilmente i volontari (cioè per me schiavi) che lavorano gratis, non è strano che quando si deve pagare qualcuno (in questo caso molte persone) si cercano tanti motivi per non assumerlo?

Siamo obiettivi, secondo voi realmente per un contratto di apprendistato vi darebbero 1300 euro quando spesso nei centri commerciali o nelle aziende te ne offrono 400 per un full time di quaranta ore? A me sa di bufala, senza dimenticarci che abbiamo superato la seconda metà di aprile ed è molto tardi per iniziare corsi di formazione per gli addetti da mettere al lavoro il primo maggio.

Mi sono un po’ stancato di questo dito puntato alla mia generazione (e a quella dopo), noi che vorremmo solo vivere in ville hollywoodiane fra feste in piscina e soldi del papà. La verità è un’altra: sanno tutti che l’organizzazione dell’Expo è stata fatta alla carlona con i padiglioni ancora lasciati a cielo aperto e i soldi finiti ancora prima d’iniziare i lavori, quindi per spostare l’attenzione con chi ce la prendiamo? Con i nostri giovani che piangono miseria ma non vogliono lavorare, categoria facile da colpevolizzare perché così spostiamo l’attenzione dai problemi principali di questa manifestazione mondiale.

Non voglio prolungarmi nella polemica perché devo portare fuori il cane, cosa più interessante di leggere certe robacce che scrivono persone che si fanno chiamare giornalisti, ma mi chiedo, anzi, vi chiedo: dove sono le mie candidature? Se v’interessa io per 1300euro netti al mese vengo a lavorare all’Expo, compresi i festivi e sei giorni su sette a settimana, però casualmente non mi avete mai richiamato per un colloquio… non è che siete anche voi troppo choosy nei confronti dei vostri candidati?

LINO

Pubblicato in: Frasi & Citazioni

Gli anni vuoti

“ Vorrei più di quanto avrò, questo lo so già adesso. E rimpiangerò il troppo tempo sprecato, questi anni vuoti, che potrebbero, dovrebbero essere i più belli e i più dolci… quanto tempo ho sprecato sul letto a pensare! In altri momenti, invece, credo di poter cambiare, penso che riuscirò a diventare autonomo, intraprendente.

Il mio sogno è uno solo, quello classico della ragazzina che legge Debby: incontrare il grande amore. In quel caso sacrificherei tutto, anche gli studi che ora sono tutta la mia vita. Dovrebbe essere una persona come me, che la pensasse come me, in cui potermi riconoscere, che avesse già scelto tutto quello che vuole e aiutasse me a diventare un uomo […]

Il Principe Azzurro: se uno deve limitarsi a immaginarselo, è logico che se lo immagini, oltre che intelligente e simpatico, bellissimo. Ma quando arriva davvero, nella realtà, il fisico non importa, contano più altre cose.

Io sogno un rapporto unico, che duri tutta la vita […]

Ma se il Principe Azzurro non lo incontro per niente? Non mi illudo: io mi innamoro sempre in modo così improvviso e struggente, eccessivo, che non potrò mai essere ricambiato, mai.”

Tratto da Ragazzi che amano ragazzi di Piergiorgio Paterlini, 1991, Giangiacomo Feltrinelli Editore

LINO