Conchita Wurst canta Heroes a Sanremo 2015

Se lei è nei paraggi, la polemica è subito servita su un piatto d’argento! Conchita Wurst, vincitrice dell’Eurovision song contest 2014 con Rise like a phoenix, è arrivata sul palco dell’Ariston rigorosamente dopo la mezzanotte per non urtare la sensibilità di quelle menti pure cheConchita Wurst canta Heroes a Sanremo 2015 si sarebbero sentite offese dalla Drag con la barba.

La cantante austriaca si è esibita sulle note di Heroes, il suo ultimo singolo, presentandosi con un nuovo taglio di capelli e un vestito lungo, con molta grazia e femminilità (che molte donne non hanno).

Durante la prima serata di Sanremo abbiamo dovuto sopportare il mega spot sulla famiglia tradizionale: gli Aniana vantano sedici figli e si basano sui valori di religione, patria e famiglia. Che bel quadretto, che sarà piaciuto tanto a Mario Adinolfi e a tutti i suoi amici omofobi che si battono per la tutela di questa istituzione e che hanno urlato allo scandalo per la partecipazione della Wurst. Siamo sinceri, ma a noi, che ce frega della famiglia più numerosa d’Italia? Aveva un senso se uno dei suoi membri fosse un cantante famoso, ma questa marketta (rigorosamente con la kappa, come piace a Chiambretti) non è servita a nulla se non a tranquillizzare le sentinelle che ci proteggono dai cattivoni che voglio sovvertire l’ordine sociale.  Insomma, la mia conclusione è che i coniugi Aniana o non avevano il televisore in camera o non conoscevano i semplici strumenti anticoncezionali.

Ritornando alla diva con la barba, Conchita è stata di un’eleganza magnifica, ha cantato e portato il suo messaggio: tutti devono essere se stessi, indipendentemente dalla loro immagine, e nessuno ha il diritto di dirti cosa essere e cosa fare. Lo sanno tutti che è un personaggio nato per provocare, come ha affermato lei stessa, poiché Conchita Wurst è nata come Drag queen e la barba non è altro che una metafora sulla libertà di essere. La cantante austriaca ci tiene a portare il suo messaggio d’amore in tutto il mondo, perché fino a oggi ci sono persone che rischiano la vita solo per una sessualità diversa dall’eterocrazia che vige nella maggior parte delle società.

“Non importa da dove vieni o come ti mostri, conta chi sei ed io sono questo”

Penso di avere un gusto sadico per andarmi a leggere le polemiche ma soprattutto i “simpatici” aggettivi con cui molte persone etichettano questa cantante… Scherzo della natura, mostro, schifo umano, persona malata, abominio, creatura del diavolo e tante altre dolci paroline che non sto a riportarvi! Si lamentano pure che pagano il canone Rai per un’ospite del genere… beh, sapete che io lo pago per finanziare programmi come quella stupidata dei pacchi o per il contenitore pomeridiano di Caterina Balivo? Non so cosa sia peggio! 😄 Se una cosa non vi piace, esiste il telecomando e si può usare per cambiare canale.

Ma che glie frega a Conchita, che sa di portare scompiglio e che viene invitata ovunque, dalle sfilate di moda di Jean Paul Gautier alle cerimonie più famose come quella dei Golden globes, facendo una piccola sosta anche al Crazy horse di Parigi. Mi stavo dimenticando che sarà la presentatrice dell’Eurovision 2015 e a maggio uscirà il suo album di debutto!

La sua ospitata sanremese ha superato il 50% di share, ancora di più della meravigliosa Charlize Theron, e  tutti i canali d’informazione parlano di lei.

CONCHITA WINS

Parafrasando alcune frasi del testo di Heroes, dovremmo abbattere i muri che ci circondano e di usare l’amore come un grido di battaglia, sul quale danzeremo per diventare gli eroi di noi stessi.

La sua esibizione e l’intervista la potete trovare sul sito della Rai. Io invece vi lascio il video ufficiale di Heroes! 🙂

Adinolfi, sentinelle in piedi e tutti i derivati, fatevene una ragione: l’odio non vi porterà da nessuna parte.

LINO

Mean Girls Reunion

Ho sempre sognato di poter dire “mi dispiace se le persone sono gelose di me, non ci posso fare niente se sono popolare” come Gretchen. Purtroppo ero brutto e grasso e non potevo entrare nelle Barbie con Regina George e le sue amiche, al massimo potevo fare lo sfigato con Rachel Berry nel Glee Club.

Proprio qualche giorno fa, parlando di Halloween, vi avevo deliziato con una citazione di uno dei miei film preferiti e oggi ho rivisto il cast completo di Mean Girls dieci anni dopo! Sì, le Barbie, Cady e Miss Norbury si sono riunite per un servizio fotografico per uno speciale del settimanale americano Entertainment Weekly dedicato alle reunion di otto cast famosi (fra cui Ghostbusters e La casa nella prateria).

Conoscerete già la trama del film di Mark Waters, tratta dal libro Queen bees & wannabees di Rosalind Wiseman, e se non l’avete mai visto… male, molto male!

Mean Girls reunion cast

Da sinistra: Lacey Chabert (Gretchen), Lindsay Lohan (Cady), Tina Fey (Miss Norbury), Rachel McAdams (Regina) – sdraiata: Amanda Seyfried (Karen)

Quando ho visto la foto ho pensato:

FANTASTICHE

FAVOLOSE

In verità ce ne sarebbe un’altra con Tina Fey e Lindsay Lohan che si abbracciano ma Lilo è uscita così male che preferisco non inserirla. Insomma, ennesimo delirio da fan, dopo quello di ieri su Hunger Games. Perdonatemi nerdini, lo so che dovrei incrementare la mia vita sociale. 😄

Vi lascio e ricordatevi poche e semplici regole: Il mercoledì ci vestiamo di rosa, non possiamo portare la canottiera per due giorni di seguito e i jeans o la tuta solo il venerdì. 😉

LINO

La curvy philosophy di Meghan Trainor

“Every inch of you is perfect from the bottom to the top”

A dirci che ogni parte del nostro corpo è perfetta, è Meghan Trainor, il fenomeno americano del momento che da giugno è nella top ten della classifica americana, raggiungendo più volte la numero uno con la sua All about that bass.

Finalmente anche le radio italiane si sono accorte di questa giovane cantautrice americana che vanta già due album alle spalle e un’importante carriera come scrittrice di canzoni per artisti come i Rascal Flatts e… udite udite… Raffaella Carrà! Io sono shockato dal sapere che lei ha scritto Replay per la nostra RAFFA NAZIONALE! 😄

Già altre artiste hanno provato a sdoganare il concetto di bellezza nella loro musica. Poco tempo fa avevo parlato di Try di Colbie Caillat e della sua battaglia a favore della bellezza naturale, ma prima di lei Christina Aguilera ci ha regalato Beautiful, un inno contro la discriminazione e un invito ad amarsi per come si è realmente. Su quest’ultima avrei qualcosa da ridire perché se nel periodo di promozione di Your Body e dell’album Lotus andava in giro affermando quanto si sentisse bene nelle sue curve, poi l’abbiamo ritrovata nell’edizione americana di The Voice figa come agli esordi… This is the SHOWBIZ! 😄

All about that bass, con una melodia spensierata che ricorda i ritmi doo-wop e “laccheggianti” di Hairspray, parla dell’imperfezione fisica, un problema che diventa il principale nemico di molti giovani, soprattutto in un mondo fatto di social network, selfie e modelli a limite della salute fisica.

“I see the magazines working that Photoshop / We know that shit ain’t real”

Meghan propone il suo modello curvy, con un video dominato da colori pastello, soprattutto il rosa, e elementi che definiremmo kawaii come cupcakes, zucchero filato, veli colorati e una scenografia che ricorda la casa di una bambola.Meghan Trainor All about that bass cover

La sua lotta contro le skinny bitches non è nulla di aggressivo o noiosamente moralista, ma è un invito a fregarsene di quegli stereotipi che assillano la nostra quotidianità. E come dare torto a sua madre che le consiglia di non preoccuparsi perché, come dico sempre pure io, i ragazzi hanno bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi! Se sei magra scheletrica, scivoli via! 😄

“Yeah, my momma she told me don’t worry about your size / She says, boys they like a little more booty to hold at night”

Chi non si è mai sentito imperfetto guardandosi allo specchio? Chi non ha mai pensato di non essere all’altezza per una determinata situazione? Ma… chi non si è mai sentito “inferiore” nei confronti di un/una ragazzo/a che trovava attraente?

Nella mia scarsa esperienza di vita, posso solo dirvi di lasciar perdere di seguire modelli irraggiungibili come donne taglia 38 e quarta di seno o uomini che hanno degli addominali così perfetti che sembrano disegnati da una fabbrica di tavolozze di cioccolato, perché sono palesemente finti grazie a Photoshop.

Anch’io sono stato “vittima” di questo sistema che ci vuole tutti perfetti, mettendo da parte momentaneamente il mio vero IO per seguire qualcosa che potesse piacere agli altri, e ringrazio di essere cresciuto senza social come Instagram, basati solo sull’immagine, se no chissà che fine avrei fatto. Se prima potevo avere dei sensi di colpa nell’assaggiare qualcosa fuori dall’orario dei pasti, oggi mi fermo volentieri davanti a una vetrina colorata con i cupcakes, entro e me li magno senza rimorso, alla faccia di tutte le f***ing skinny bitches che sopravvivono con un’insalatina al giorno.

Io e Meghan possiamo tranquillamente affermare che…

CURVY IS THE NEW BLACK 😉

Vi lascio con il divertente video della Trainor e vi ricordo che anche nel nostro paese è disponibile l’ep Title con All about that bass e il prossimo singolo Dear future husband!

Meghan Trainor è assolutamente promossa!

LINO

Colbie Caillat – Try

“Take your make up off / Put your head down / Take a breath / Look in the mirror, at yourself / Don’t you like you? / ‘Cause I like you”

Con queste semplici parole, termina la nuova canzone di Colbie Caillat che sta facendo il giro del mondo per il suo significato e l’impatto visivo del video.

La cantante pop-folk americana cerca di parlare alle donne sulla bellezza stereotipata a cui tutte mirano perché imposta dalla società. Try, il titolo della canzone, parla di un argomento che da sempre ossessiona un po’ tutti, non solo le donne, la ricerca della perfezione esteriore e l’ossessione nell’essere sempre al passo con i tempi. Colbie vuole farci riflettere parlandoci di bellezza naturale, senza alcun artificio, mostrandoci che ognuno può essere bello perché la vera bellezza è dentro ognuno di noi.Colbie Caillat Try Gypsy heart side a cover

Il video è molto semplice mostrandoci tante donne, tutte diverse per età, origine etnica e corporatura, che cantano la canzone e progressivamente si liberano del trucco e di altri accessori per far vedere come sono “al naturale”. C’è la ragazza cicciottella, quella afro-americana che odia i suoi capelli, la signora anziana che non accetta i segni dell’età e, quella che per me ha fatto più scalpore, la donna che si leva la parrucca e rimane con il cranio nudo. La stessa cantante si libera di extensions e ciglia finte, si strucca davanti alla telecamera annullando anche il filtro di Photoshop applicato al video, anche se c’è da dire che Colbie Caillat è fortunata perché è bella anche senza bisogno di un mascherone di make-up.

Molti di voi potranno obiettare dicendo che è un concetto trito e ritrito, e non posso dargli torto ma a me piace pensare che nel mio mondo del fantabosco delle puff-fragole questo video colpisca, anche in minima parte, le persone a lasciar stare quest’ossessione che spesso ha portato le persone ad avere comportamenti sbagliati, come l’anoressia o la bulimia, o a ricorrere a un utilizzo massiccio della chirurgia estetica.

Colbie Caillat non vuole fare nessuna polemica gratuita, ma è solo un punto di vista differente al mondo eccessivo ed esagerato dello showbiz.

LINO

Conchita Wurst, la diva con la barba

In questi giorni tutti parlano di Conchita Wurst, la cantante che rappresenta l’Austria alla cinquantanovesima edizione dell’Eurovision contest, con la ballad Rise like a phoenix, ed è il personaggio che sta dividendo l’opinione pubblica.

Conchita attira per questo suo essere molto femminile, fasciata in bellissimi abiti da vera diva, e la presenza di questa barba ben curata. Questa peluria tipicamente maschile contrasta con il volto truccato con ciglia finte e eyeliner e i capelli setosi ondulati. Quando si presenta sul palco della semifinale a Copenaghen, il pubblico è euforico! Infatti non mi sorprende nemmeno sapere che è una delle finaliste che potrebbe vincere la gara canora.

Trovata pubblicitaria da parte dell’Austria o vera ammirazione dei suoi connazionali sulle sue doti vocali tanto da portarla in questa vetrina mediatica?

Sarò un po’ cattivello, ma per me entrambe! Non si può non apprezzare la voce della Wurst che ricorda molto Celine Dion e le dive che cantano canzoni romantiche con una voce bella e pulita, però mi viene da pensare che l’Austria, quel piccolo staterello non molto lontano da noi, per uscire dall’anonimato abbia voluto puntare su qualcosa d’effetto che non tutti avrebbero apprezzato. Conchita Wurst Rise like a phoenix Eurovision Festival 2014 Austria

La cantante in realtà si chiama Tom Neuwirth, ragazzo di venticinque anni (classe 1988), non si definisce né transgendertransessuale perché Conchita non è altro che il suo alter ego drag queen, dichiarando che non ha la minima intenzione di cambiare sesso perché nella sua vita privata ama essere un ragazzo, e preferisce essere considerato un “imitatore di una donna”. Ha creato questo personaggio per un’espressione artistica personale per solo divertimento, ma soprattutto come risposta alle discriminazioni che subiva da adolescente: bisogna accettare che tutti devono vivere la propria vita come si vuole, senza essere limitati da qualcuno che non ti accetta perché non gli piaci o ti ritiene inferiore. Ovviamente anche il nome da drag è qualcosa di accuratamente studiato perché se Wurst sta per il membro maschile e Conchita per la vagina, il termine “Wurst” è usato in Germania e Austria per esprimere un’espressione del tipo “non me ne frega nulla”.

Se dalla comunità LGBT mondiale può essere vista come la nuova paladina dei diritti di tante persone che non hanno voce, certi paesi omofobi come la Russia e la Bielorussia, non vedono di buon occhio la partecipazione della Diva con la barba. Questa “Schifosa pervertita con uno stile di vita di sodomia lussuriosa” (mica ci vanno leggeri i russi!) potrebbe rovinare le menti delle persone di quei paesi che hanno valori salutari basati sulla famiglia uomo-donna, lontani dalla filosofia liberale europea. La cosa sorprendente è stata la petizione presentata per sabotare l’artista austriaca firmata da ben 15mila persone.. Insomma siamo tutti degli europei pervertiti e dovremmo imparare da Putin che ha introdotto il reato di propaganda omosessuale limitando con sanzioni severe la comunità LGBT russa (sono ritornati nell’ottocento).

Bell’esempio di civiltà ma soprattutto di COERENZA giacché il gruppo musicale russo più famoso al mondo è un duo che giocava a fare le scolarette lesbo baciandosi sotto la pioggia e palpandosi in tutte le esibizioni.. vi ricordate le t.A.T.u. e della hit All the things she said? Le ragazze furono le rappresentanti russe all’Euro Festival di qualche anno fa, arrivando al terzo posto in finale.

Riconosco che sia inutile che faccia la ramanzina agli altri paesi quando sotto le foto della cantante, pubblicate sui social network delle più famose testate giornalistiche italiane, ci sono commenti del tipo “fai schifo”, “dovrebbero spararti” o “frocione di merda”.. che tristezza.

Tralasciando la coerenza dei contestatori e l’apertura mentale degli italiani, speriamo che Conchita possa diventare un modello positivo di diversità e non solo un fenomeno da baraccone che ritorna nell’oblio a fine Festival.

Mia cara, adesso hai una bella responsabilità! 😄

Intanto vi lascio il video della canzone portata all’Eurovision 🙂

LINO

Taglia e cuci di Marjane Satrapi

“Sparlare degli altri è tonificante per il cuore..”

Con questa premessa Marjane Satrapi c’invita a passare un pomeriggio tra signore perché in Taglia e cuciBroderies possiamo curiosare, senza disturbare, a un momento d’intimità in cui queste amiche, di tutte le età, si confidano su tanti argomenti come l’amore, il matrimonio e il sesso, lontane da orecchie maschili. Il momento giusto della giornata, per questa lunga seduta di tonificazione del cuore, è quello in cui Marjane prepara il samovar [1] del pomeriggio e/o della sera.

Ce n’è per tutti i gusti, per esempio Parvine racconta che, quando era una ragazzina di tredici anni, fu costretta a sposarsi con un uomo molto più grande di Taglia e cuci Marjane Satrapi Rizzoli Lizardlei (che aveva “solo” 56 anni in più di lei..) perché scelto dai suoi genitori aristocratici poiché era un buon partito e delizia le amiche con l’episodio della sua fuga dalla casa-prigione, scappando dal bagno, e chiedendo l’aiuto della zia. Oppure c’è Amineh che parla del suo passato matrimonio con un oppositore del regime che emigrò in Germania, lasciandola sola in Iran con la promessa di venire a riprendersela. Purtroppo questo non avvenne, la donna fece i bagagli e partì verso il continente europeo credendo di fare una gradita sorpresa al coniuge (ragazze, non fate mai questa cosa.. avvisate!).

Non manca nulla, si parla di tradimento, di matrimoni d’interesse, di divorzi negati, di filtri d’amore e di chirurgia estetica, ma soprattutto di uomini a 360 gradi: ci sono quelli che non vogliono andare contro il volere della madre, altri che amano intrattenersi con più donne contemporaneamente, e altri ancora a cui piacciono altri uomini e si sposano una donna per copertura.

Nessuna delle invitate al samovar può scampare al racconto di un’esperienza inedita alle amiche, e ci si ritrova davanti a tante confessioni in pieno stile Satrapi: la scrittura tagliente dell’autrice non lascia indifferente e usa la sua solita buona dose di sarcasmo per sdrammatizzare anche le situazioni più tristi. Il racconto agrodolce che si va a tracciare, è la caratteristica principale che amo delle opere di quest’autrice, come già notai nel meraviglioso Persepolis (di cui vi consiglio la lettura).

Una graphic novel in cui molte donne si ritroveranno soprattutto per gli argomenti trattati, ma godibile anche dagli uomini che vogliono curiosare nell’universo femminile. L’edizione italiana è a cura di Rizzoli Lizard, che come al solito fa dei volumi bellissimi, e potete mettere quest’opera sulla vostra pink library perché le esperienze raccontate dalle donne di Marjane Satrapi, non hanno nulla di diverso dalle testimonianze pubblicate nelle rubriche di molti magazine femminili.

LINO

[1] Il Samovar è un contenitore metallico usato per scaldare l’acqua che, sulla parte alta, presenta una piccola parte per sostenere e scaldare una teiera. In poche parole il momento del samovar è come il Thé delle cinque per gli inglesi, detto molto grossolanamente.

Clamp: L’uomo per me

Quando ho finito di leggere L’uomo per me, ho ringraziato di non essermi fatto condizionare dalle recensioni di certe critiche saccenti che lo avevano subito demolito e consigliato ai fan più accaniti delle Clamp. Io non ho mai amato eccessivamente queste donne, se non per alcune opere della mia infanzia / adolescenza andata come Magic Knight Rayearth e Card Captor Sakura, però bisogna ammettere che chi ama i manga non può non sapere chi siano.. Per chi non le conoscesse, le Clamp è un gruppo di fumettiste composto da quattro donne – Mokona, Tsubaki Nekoi, Nanase Ohkawa e Satsuki Igarashi – che collaborano alla realizzazione di tante opere di successo, ognuna con la propria funzione (dal disegno allo storyboard, fino alle cose più tecniche e noiose).L'uomo per me Clamp GP Publishing

L’uomo per meWatashi no suki na hito è un volume abbastanza atipico perché è composto da dodici brevissime storie autoconclusive, caratterizzate da un manga di sette pagine e un micro saggio che chiude la storia. Generalmente l’essay finale è una sorta di diario delle autrici in cui spiegano da dov’è nata l’ispirazione per quella determinata storia.

Cercherò di spiegare brevemente i vari capitoli:

  1. Differente: tutte almeno una volta nella vita hanno sentito la necessita di essere diverse dal solito ma soprattutto di cambiare se stesse, per affrontare dei momenti di difficoltà in modo differente dal carattere conosciuto da tutti.
  2. Carino: le autrici fanno un vero e proprio approfondimento semiologico dell’aggettivo “carino” attraverso una ragazza che non ama questo termine perché troppo abusato e considerato come uno strumento di diplomazia nelle conversazioni, ma se il ragazzo che ti piace, te lo dice guardandoti negli occhi, qualcosa cambia..
  3. Mi manchi: racconta l’insicurezza di una ragazza che riesce a vedere poco il proprio fidanzato a causa di un lavoro che lo tiene occupato – quante donne si sono ritrovate a dire “Scegli, o me o il lavoro!”.
  4. Più giovane: il dubbio più famoso di sempre.. L’età conta in amore? Ma soprattutto se l’uomo è più piccolo della donna, è una relazione destinata a finire per l’immaturità del primo?
  5. All’improvviso: l’amore arriva quando meno te lo aspetti, magari per un collega di lavoro che ti è sempre stato antipatico ma che in fondo non conoscevi bene.
  6. Insieme: una relazione è ancora più bella se si trovano degli hobbies in comune. Generalmente sono le donne che cercano di adattarsi alle passioni maschili, ma spesso può sembrare una specie di sottomissione.
  7. Bella: è il giorno dell’appuntamento e la sera prima avevi pianificato l’outfit perfetto per essere la più bella di tutte? Sei fortunata perché piove! Devi ripensare a tutto, scegli un’alternativa (con cui ti senti la più cessa del mondo) e arrivi pure in ritardo al luogo dell’incontro. Ma agli uomini interessa così tanto la presentazione esteriore come alle donne?
  8. Insicurezza: l’essere innamorati è una cosa che dona molta felicità alle persone ma spesso ci si chiede quanto durerà questa meravigliosa sensazione. Arriverà mai una fine? E si passerà dalla gioia alla tristezza e al dolore? Purtroppo il cuore e i suoi cambiamenti sono imprevedibili.
  9. Coraggio: in Giappone, al contrario dell’Italia, nel giorno di San Valentino è la donna che si dichiara al ragazzo, che a sua volta ricambierà circa un mese dopo nel White Day. Il 14 febbraio diventa il giorno del coraggio in cui le donne rivelano i propri sentimenti alla persona del cuore.
  10. Quotidianità: quando si convive sotto lo stesso tetto da tanto tempo, si condivide la vita di tutti i giorni. La quotidianità può diventare una gabbia che soffoca se non hai accanto la persona giusta, oppure può portarti alla decisione finale di sposarti e voler vivere quella routine per sempre con il tuo lui.
  11. Lontani: un altro quesito che ci tormenta da sempre, insieme a quello della quarta storia.. l’amore a distanza può esistere? Ci si può fidare del proprio partner lontano?
  12. Matrimonio: era quasi inevitabile che il volume terminasse con la coronazione del sogno di tante donne cioè indossare l’abito bianco ed essere portata all’altare. Ma se il giorno del tuo matrimonio ti vengono in mente i dubbi più disparati, come se lui sia la persona giusta o se sarai capace di mantenere questo impegno, ti dai alla fuga o ti prepari all’entrata trionfante?

Quest’opera delle Clamp è una guida per tutte le donne, da avere nella propria libreria accanto ai dvd di Sex & the city e ai romanzi di Sophie Kinsella. Spensierato, divertente e molto autobiografico, racconta situazioni in cui un po’ tutte le ragazze si sono trovate ad affrontare: il sentirsi inadeguata per un ragazzo, l’essere innamorata di una persona ma metterne in dubbio i suoi sentimenti, l’amore che deve sostenere alcune prove per la propria sopravvivenza e tanto altro. Ovviamente le autrici a fine volume hanno fatto una dedica speciale alle loro lettrici.

Durante la lettura mi sembrava certe volte di avere fra le mani un tipico magazine femminile, forse perché in Giappone è stato pubblicato su una rivista per ragazze più adulte, la Young Rose di Kadokawa Shoten.

In Italia invece è arrivato grazie a GP Publishing in occasione dell’anniversario per il ventennale di attività delle Clamp, in un’edizione molto bella e curata, con la prima storia interamente a colori.

È un manga che consiglio soprattutto al pubblico femminile, ma non per questo non può essere letto da un ragazzo. Purtroppo, molte situazioni, un uomo le potrebbe trovare assurde se non addirittura stupide perché gli uomini e le donne NON sono uguali, soprattutto nel modo di affrontare l’affettività.

LINO

Questo non è il mio corpo

Un lettura che ti colpisce peggio di un pugno nello stomaco è questo bellissimo manga Josei di Moyoco Anno, autrice versatile apprezzata sia in patria sia all’estero, che ama spaziare in tutti i generi manga – dallo shojo manga di genere majokko (“maghetta”) con Sugar Sugar Rune a quello più fashion di Jelly Beans per non tralasciare il josei alternativo amato dalla casa editrice Shodensha come la commedia Happy Mania – e che è famosa per essere la moglie di Hideaki Anno (sì, è lui, l’uomo che ha creato Neon Genesis Evangelion!).

Shibou toiu na no fuku wo kite (tradotto in italiano “Vivendo in un abito chiamato grasso”) narra la storia di Noko Hanazawa, una office lady – termine con cui in Giappone s’identificano le donne impiegate nel settore terziario non sposate – che lavora in un’azienda dQuesto non è il mio corpo Moyoco Anno Manga San Kappa Edizioniove non viene trattata bene per il suo aspetto fisico. Fidanzata da ben otto anni con Saito, la ragazza è una donna debole che si rifugia nel cibo per sopportare la sua realtà lavorativa pesante, circondata da colleghe perfide e tutte maniache dell’aspetto fisico. Noko scopre che il suo ragazzo intrattiene una relazione parallela con Mayumi, ma paradossalmente è Saito a interrompere la relazione con la protagonista! Da questo momento inizia il processo di autodistruzione di Noko, che la porterà a voler perdere ben trenta kili per riconquistare il ragazzo con cui stava fin dai tempi delle superiori, convinta che magrezza sia sinonimo di bellezza. Fin dove si spingerà la protagonista per sentirsi bella e accettata dalla società che la vorrebbe perfetta come una modella?

La cosa che mi ha più colpito della storia è il modo con cui la mangaka descrive l’agonia di Noko: crudo, freddo, quasi distaccato, con uno stile di disegno minimale, quasi a volerci dare anche visivamente quel senso di cattiveria e bruttezza che pervade il manga. Questo binomio di magrezza-bellezza è lo stesso che opprime la nostra società occidentale, sempre alla ricerca della perfezione ma bisogna stare attenti perché siamo esseri umani con i propri limiti e Noko ci mostra come si possa vivere “tranquillamente” in una routine quotidiana fatta da abbuffate e vomiti. Le malattie causate da una cattiva educazione alimentare – binge eating disorder, bulimia, anoressia e obesità – sono presenti in tutti i media fra le pagine dei giornali e delle riviste o nei talk televisivi le televisioni ma soprattutto vivono nascoste fra le quattro mura domestiche.

Questo non è il mio corpo è un volume unico pubblicato in Italia da Kappa Edizioni all’interno della collana Manga San (quando questa casa editrice proponeva manga interessanti) ed è un valido esempio di come la narrativa a fumetti possa essere non solo intrattenimento ma anche un mezzo di sensibilizzazione per temi difficili.

Con quest’autrice non esistono vie di mezzo: o la ami o la odi. Personalmente l’ho trovata superficiale e poco convincente in opere come Happy Mania (Edizioni Star Comics) e Chameleon Army (Flashbook Edizioni), ma questo volume è consigliato a pieni voti! 🙂

LINO

Che noiosi questi finti modesti!

Alzi la mano chi non è minimamente preoccupato per la prova costume!

C’è qualcuno che si è iscritto adesso in palestra e sta facendo diete drastiche per recuperare tutto quello che non ha fatto durante l’anno?

Io no, ho uno strano rapporto con il cibo, vorrei essere magro ma alla fine me piace magnà! Spero di mettermi in costume il più tardi possibile perché non sono pronto psicologicamente, e ho bisogno di un po’ di auto convincimento ad accettarmi per come sono – Cavolo! Non posso nemmeno più usare la scusa di Christina Aguilera che si ama con le sue rotondità, poiché è dimagrita tantissimo!

Cosa c’è di più irritante delle persone di bell’aspetto, che magari lavorano nel mondo dello spettacolo, che hanno il coraggio di dire che non si piacciono?

Qualche giorno fa, steso sul mio divano con il telecomando in mano, facevo zapping e m’imbatto nell’intervista di uno degli uomini più belli del momento.. vi dice nulla David Gandy? Se il nome del modello non vi è familiare, vi ricordo la pubblicità del D&G Light Blue in cui c’è questo ragazzotto in costume bianco che sale su una barchetta in mezzo al mare dove l’aspetta la nostra top model Bianca Balti. Avete capito a chi mi riferisco? Bene, al massimo cercatevelo! 😄

David Gandy spot Dolce and Gabbana Light Blue

Il punto principale è che quest’uomo ha avuto il coraggio di dire di non piacersi e di non sentirsi un sex symbol..

In quel momento avrei voluto lanciare il telecomando contro la televisione perché odio la gente che fa la finta modesta.

Ma porxx di quella pupazzina, come puoi dire una cosa del genere?? Se tu non stai bene con te stesso, cosa deve dire un ragazzo normale?! Continuavo a pensare “ma guarda questo qua! Chissà la fila che c’ha fuori e la differenza con me, che sembro un ippopotamo in letargo sdraiato in tuta sul divano!”

Che brutto essere considerato un sex symbol ed essere il testimonial di una maison famosa come Dolce & Gabbana..

Come le VIP di casa nostra che ammettono di avere una forma fisica perfetta mangiando di tutto (si va dai piattoni di pasta all’amatriciana al fast food) e facendo poca attività fisica.. lo so donne che in questo momento vorreste dire tante parolacce, ma anch’io, come voi, non credo che Melissa Satta o Raffaella Fico siano così belle non facendo nulla!

C’è un problema: perché se io seguo i loro consigli, mangiando tutto quello che voglio e avendo un atteggiamento positivo verso la vita, non ottengo gli stessi risultati di un Tronista della De Filippi? Cos’è che sbaglio?

Eh vabeh, siamo tutti brutti e non accettiamo il nostro corpo.. loro però in costume fanno una figura un pochino diversa dalla mia.. chissà perché.

LINO

Demi Lovato – Stay Strong

Domenica scorsa ho acceso per caso la televisione e mi sono trovato davanti a Demi Lovato: Stay Strong, un documentario Demi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (1)trasmesso da MTV, sui problemi che ha attraversato la piccola star di casa Disney.

Non voglio parlare di Demi Lovato da Lovatics o da giornalista musicale (per questo esistono siti specializzati, fan page e community varie) ma voglio concentrarmi sull’’imposizione di determinati canoni di bellezza da avere a tutti i costi. Purtroppo Demi non è stata la prima popstar a essere vittima di questo sistema, in precedenza Britney Spears, Lindsay Lohan, Christina Aguilera e tante altre protagoniste dello star system internazionale, avevano dato (o danno tuttora) il meglio di sé ai patiti di gossip.

Per chi non la conoscesse, Demetria Devonne Lovato è un’attrice e cantante americana, classe 1992, che,  insieme a Miley Cyrus e Selena Gomez, fa parte del trio d’oro  delle teen-popstar della Disney. Si è fatta notare al grande pubblico per la parte di Mitch Torres nel Disney Channel Original Movie Camp Rock insieme ai Jonas Brothers, e da quel momento è stato un percorso tutto in salita: pubblica il suo primo album Don’t forget, da cui vengono estratti tre singoli – Get back, La la land e Don’t forgetche ottiene un ottimo successo; le viene dato un telefilm tutto suo, come Miley-Hannah Montana e Selena-Maga di Waverly, chiamato Sonny tra le stelleSonny with a chance;  recita accanto alla migliore amica di sempre, Selena Gomez, in programma protezione principessePrincess protection programm in cui interpreta la Principessa Rosalinda;  incide un secondo album, Here we go again, che debutta direttamente al numero uno della Billboard200 e, infine, recita in Camp Rock 2: The Final Jam, il finale della serie.

Dopo essere andata in tour con i fratelli Jonas, interrompendo la sua partecipazione alla loro tournée, nell’ottobre 2010 la stellina della Disney, quella che sembrava la più pulita, quella che dava meno problemi (al contrario della ribelle Miley), la ragazzina semplice con il sorrisone a 360 gradi, dichiara di entrare in Rehab.Demi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (2)

Lo speciale di MTV segue on the road la cantante, in alcuni momenti tipici della sua vita, come quando festeggia il Giorno del Ringraziamento o fa visita al Timberline Knolls, l’istituto di riabilitazione, nell’Illinois, in cui ha trascorso tre mesi per curare i suoi disordini alimentari (bulimia e anoressia), l’autolesionismo e i disturbi della personalità. La cosa che mi ha colpito di più è la sincerità con cui parla di tutto quello che ha passato, ma soprattutto ammette che tuttora non li ha superati e che combatte tutti i giorni contro sé stessa. Questa sincerità quasi disarmante, tipica della sua giovane età, insieme a questa voglia di raccontarsi a cuore aperto, anche come segno di correttezza verso i suoi fan e le ragazze che la vedono come un modello da seguire, le ho trovate molto significative, e non una mossa commerciale, come dicono i maligni per denigrarla. Infatti, l’opinione pubblica ha accolto queste confessioni positivamente, perché la ragazza può essere fonte d’ispirazione per le persone che devono affrontare problemi simili ai suoi.

Ritengo Demi un esempio positivo giacché ha ammesso di avere sbagliato e di non nascondersi, come hanno fatto molte sue colleghe, attraverso i loro manager – Non so quante di quelle galline di Hollywood riuscirebbero ad ammettere a tutti gli americanDemi Lovato Stay Strong Unbroken Skyscraper Disney  (4)i di essere riuscita a vomitare per ben cinque volte al giorno..

Parlando sempre dei disordini alimentari, sembrerebbe troppo facile incolpare i mass media, dichiarando che molto di quello che ha subito, è stato causato dall’essere stata costantemente sotto l’occhio di tutti in un’età così problematica,  in cui già a tredici anni ti mettono in testa lo stress di “essere morbida”.

Il 2011 è stato l’anno del suo ritorno sulle scene con la bellissima Skyscraper , contenuta nel nuovo album Unbroken, e speriamo che la ragazza non si perda di nuovo per strada, perché il talento, quello vero, a lei non manca per nulla!

LINO