Il DDL Cirinnà spiegato a tutti (capre comprese)

In questi giorni ho letto tante cavolate sul DDL CIRINNÀ inventate da alcuni personaggetti famosi come Mario Adinolfi, Alessandra Mussolini, Roberto Formigoni, Matteo Salvini e amichetti vari, che cercano di fare una propaganda sbagliata utilizzando argomenti che non rientrano nel disegno di legge.

Ho deciso di fare un post molto semplice, comprensibile a TUTTI, per spiegare questo contestatissimo DDL anche alle capre che fanno finta di non capire. Il Decreto Legislativo della Senatrice Monica Cirinnà si basa due concetti principali:

  1. Unione Civile
  2. Stepchild Adoption

Due persone maggiorenni (per lo Stato Italiano devono aver compiuto il diciottesimo anno di età) consenzienti possono costituire un’unione civile, ovvero un rapporto di convivenza legato da vincoli affettivi ed economici, indipendentemente dal sesso biologico dei membri della coppia. Non ha la stessa valenza di un matrimonio ma la coppia acquisisce dei diritti e dei doveri nei confronti del proprio partner, come la mutua assistenza o diritti naturali di eredità in quanto coniuge, costruendo una famiglia a tutti gli effetti. È giusto parlare di unione perché è un legame di affetto reciproco fra due persone, ma il termine matrimonio non c’entra nulla con questo tipo di rapporto perché è una parola specifica che indica l’istituto giuridico (o il sacramento) con cui si legalizza l’unione fra un uomo e una donna che diventano rispettivamente marito e moglie. Basta conoscere la lingua italiana per capire che nel Testo Cirinnà si parla SOLO di unioni civili e NON di matrimonio gay. Semplice, no?

Il secondo punto è quello che fa incavolare tutti quegli ipocriti sostenitori della famiglia tradizionale e di eventi stupidi come il Family Day, ovvero la stepchild adoption che, tradotto letteralmente dall’inglese, significa “adozione del figliastro”. È semplicemente la possibilità per la persona convivente di poter adottare il figlio biologico del proprio partner. Non si parla di adozioni in orfanotrofio da parte di coppie omosessuali o di pratiche che sono vietate dal nostro ordinamento, ma è un’ulteriore tutela per il cittadino minorenne: qualora il genitore biologico venisse a mancare improvvisamente, il/la compagno/a diventa il suo tutore legale. NON vengono menzionati l’utero in affitto, i donatori di sperma anonimi, la procreazione assistita, la maternità surrogata o altro. Che piaccia o no è già famiglia

Perché essere contrari a un disegno di legge semplice, innocuo e quasi ovvio per una società civile e moderna come la nostra? Non c’è nessun pericolo: i rapporti eterosessuali continueranno a esistere, così come le famiglie tradizionali – quei bei nuclei in cui regna l’amore e tutti i suoi componenti si mettono a far colazione cantando a tavola, magari dentro a un mulino con le galline che girano per la cucina. Nessuno ha il diritto di creare famiglie di serie A e famiglie di serie B perché una famiglia è semplicemente un gruppo di persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela e di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, definizione in cui non è specificato nessun sesso in particolare.

Se Lilo spiega all’extraterrestre Stich cosa vuol famiglia – “Ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato” – concludo prendendo spunto da questa citazione esprimendo il mio totale sostegno al DDL CIRINNÀ perché la famiglia è prima di tutto il luogo dell’amore, il posto in cui ti senti al sicuro, il legame che ti fa sentire parte di qualcosa più grande di te.
LINO

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