Pubblicato in: Graphic Novel

Poco raccomandabile

Amo le storie che traggono ispirazione da fatti realmente esistiti perché m’incuriosiscono e spesso vado a cercare maggiori informazioni se non conosco il trema trattato. È il caso di questa graphic novel francese di Chloé Cruchaudet che affronta questioni importanti come l’identità di genere e la sessualità in un periodo storico difficile come quello del Primo Novecento europeo.

La trama di Poco raccomandabile è ispirata al libro La garçonne et l’assassin: Historie de Louise et de Paul, déserteur travesti, dans le Paris des années folles di Fabrice Vigili e Danièle Voldman, l’autrice riesce a dar vita a una bande dessinée di forte impatto che ha conquistato anche il Festival di Angoulême vincendo il Prix du Public Cultura ma soprattutto conquistando il Grand Prix de la Critique dell’ACBD (Association des journalistes et critiques de bande dessinée) nel 2014.

Vi metto già in guardia: la recensione contiene tanti spoiler quindi se non volete rovinarvi la sorpresa, non continuate oltre. In caso contrario… buona lettura!

Mauvais genre racconta la tormentata storia d’amore fra Louise Landy e Paul Grappe, dal loro primo incontro nella Paris della Belle Époque alla distruzione finale della relazione sentimentale. Paul e Louise sono due ragazzi che si conoscono in un locale e fra un ballo e una passeggiPoco raccomandabile Chloé Cruchaudet Coconino Pressata, nasce la passione che li spinge al matrimonio. Purtroppo i due sposini non possono godersi le gioie della nuova vita coniugale perché Paul è costretto a partire per il fronte dove verrà a contatto con l’orrore della guerra di trincea. Dopo aver escogitato un trucco per evitare il campo di combattimento (provocandosi infezioni a un dito tagliandoselo da solo), gli viene comunicato che dovrà ritornare al fronte ma nella notte Louise aiuta il marito a scappare dall’ospedale militare, trovando rifugio in una camera d’albergo dove dovrà vivere in clandestinità per evitare la fucilazione. Grazie all’aiuto della moglie, che lo trucca e gli insegna nozioni base di femminilità, Paul diventa Suzanne, presentata ufficialmente come la coinquilina di Louise.

Suzanne trova lavoro come sarta nella stessa azienda di Louise e se all’inizio il travestimento è una necessità per sopravvivere, pian pianino la sua nuova personalità inizia a impossessarsi del vecchio Paul: Suzy è in realtà il vero Paul?  Lo squilibrio psicologico del protagonista diventa maggiore quando il suo alter ego femminile diventa la regina del Bois de Boulogne, un bordello a cielo aperto dove libertini e persone alla ricerca del brivido facile, spesso dell’Alta società, cercavano esperienze sessuali di tutti i tipi. In questo turbinio di droga e sesso, Paul-Suzy trascina pure Louise, per farle vedere cosa vuol dire essere una donna moderna nella Parigi folle degli anni venti, finendo però a essere geloso di lei.

Dieci anni dopo la fine della guerra arriva l’amnistia per i disertori, Paul può riappropriarsi della sua identità maschile e abbandonare i panni di Suzanne. Ma la regina della seduzione, l’essere più ambito del Bois e colei che è una donna ma allo stesso tempo un uomo capace di soddisfare ogni appetito sessuale, è più forte del vecchio Paul. La povera Louise si era già accorta della metamorfosi del marito, però ha sempre ignorato tutto perché era convinta che s’immedesimasse troppo nella parte per non essere scoperto. La crisi d’identità e l’alcolismo portano Paul alla pazzia, fin quando Louise mette fine allo strazio del marito: durante una delle sue allucinazioni, prende una pistola e gli spara. La donna non finirà mai in carcere perché il reato viene considerato come legittima difesa ma soprattutto perché Louise è incinta.

Quella di Paul Grappe è una storia amara, uno scherzo (quello del travestimento) nato per gioco ma finito in tragedia. L’uomo è rimasto vittima di se stesso e delle orribili esperienze vissute in guerra, così traumatizzato dall’orrore della vita in trincea da incominciare un cammino verso l’oblio. Le cicatrici della durezza del Primo Conflitto Mondiale vanno a intersecarsi con la confusione di genere perché se da una parte Paul si sente uomo e non vuole essere considerato come un omosessuale, dall’altra, interpretando per ben dieci anni la parte di Suzanne, finisce così tanto per immedesimarsi in lei che quando ha l’occasione di ritornare alla normalità, non è felice perché  si sente privato di qualcosa. Lo smalto, il rossetto e tutti gli accessori femminili diventano un’ossessione della quale non può fare a meno: essere Suzanne è una rinascita. È una persona totalmente diversa da quella che doveva servire la patria, lei è la regina del peccato, una persona di potere, diventando “qualcuno”. Non si capisce chiaramente se la sua sofferenza finale sia data dal suo non poter più essere Suzanne o dai frequenti stati di allucinazione che lo assillavano, però il processo di autodistruzione è un’esperienza che accomuna molte persone che non si trovano a proprio agio nel corpo che la natura gli ha dato.

Chloé Cruchaudet ci racconta la sofferenza di quest’uomo in modo crudo, quasi freddo e senza girare troppo intorno alle questioni, disegnando una storia poco romanzata ma bella perché vera. Lo stile delle pagine è stupendo, con illustrazioni che sembrano degli acquarelli nelle quali prevalgono solo il colore nero e tutte le sfumature del grigio. È una scelta voluta perché non viene rappresentata la Ville Lumière della Belle Époque fra champagne, can-can e teatri, ma viene messa in scena una Parigi buia, cupa, triste, al limite fra la normalità e le perversioni nascoste della notte.

Questa meravigliosa bande dessinée si trova in italiano grazie a Coconino Press, marchio di Fandango editore, e ve la consiglio tanto, soprattutto se volete una lettura di uno certo spessore narrativo.

LINO

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Autore:

Blogger a tempo perso, single e attaccato morbosamente al suo cane. Acido, critico e un po’ pessimista. Dice sempre quello che pensa e non sa mordersi la lingua. Appassionato di Fumetti, Manga, Libri, Musica, Cinema, Animali, Star System, Gossip, Fashion Icons. Ha un debole per i peluches e per tutte le cose carine ma inutili.

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