Pubblicato in: Cinema

La Famiglia Belier

Spesso quando guardo film che vengono da oltralpe sono dubbioso perché i nostri “cugini” francesi hanno una cultura cinematografica “particolare” che spesso non riesco a farmi piacere, trovando molti loro lavori abbastanza spocchiosi e noiosi, ma con La Famiglia Belier è stata tutt’altra storia. La locandina recita “Un film che vi farà bene!” ed è una garanzia: una commedia divertente ma con tanti spunti di riflessione!

La Famille Bélier è un film di Éric Lartigau, campione del box office dello scorso periodo natalizio francese – è uscito il 17 dicembre 2014 – diventando campione d’incassi e portando al cinema una famiglia poco ordinaria e una giovane promessa del cinéma français.

Paula (Louane Emera) è una sedicenne che vive in Normandia in una fattoria dove producono formaggi, insieme alla sua famiglia. La particolarità dei Bélier è che tre membri su quattro sono sordi, tranne la protagonista che è la “vLa Famiglia Belier Louane BIMoce” dei suoi genitori e del fratello in tutte le situazioni della vita quotidiana, dal mercato in cui vendono i loro prodotti a una semplice visita medica. La ragazza, che frequenta il liceo, è più matura delle sue coetanee perché oltre allo studio, deve occuparsi dei suoi cari e lavorare nell’azienda di famiglia, sacrificando l’essere un’adolescente come tutte le altre. Durante la scelta per un corso scolastico, Paula viene presa nel coro dove l’insegnante, M. Thomasson (Éric Elmosnino), si accorge del suo talento e la sprona a migliorare fino a proporle di partecipare al concorso canoro di Radio France a Parigi che potrebbe cambiarle totalmente l’esistenza. Attratta dalla musica, la ragazza cerca di conciliare le lezioni di canto con il lavoro nella fattoria ma fallisce: messa alle strette, confessa ai genitori la decisione di voler dedicarsi alla musica e di partire per la capitale francese. I genitori si sentono traditi e non accettano che la figlia li abbandoni, soprattutto perché lei è l’interprete ufficiale dei Bélier. Paula accantona il progetto ma la sera prima del concorso, il padre non riesce a rimanere indifferente al sogno della figlia e si mettono in viaggio per Parigi…

La famiglia Bélier usa il tema della sordità come una risorsa piena di comicità e di amore, accantonando l’occhio morboso dei “normali” che vedono nelle disabilità, un limite a condurre una vita come la loro. Non c’è tempo per fossilizzarsi sul pietismo della diversità perché loro si sentono parte integrante della realtà in cui vivono poiché essere sordi non vuol dire essere scemi, e spesso il tutto viene smorzato dai siparietti fra la madre Gigi (Karin Viard) e il padre Rodolphe (François Damiens): la parte comica viene montata soprattutto fra la fusione dei gesti e la traduzione di Paula, che spesso evita appositamente di dire quello che pensano realmente i suoi genitori!

Il tema dell’affetto familiare va a confrontarsi con quello principale del film cioè la crescita e il passaggio all’età adulta, incarnato da Paula che ama follemente la sua famiglia ma capisce che è giusto che lei pensi a se stessa e provi a cercare la sua strada. Non è un caso che la canzone che porta al concorso sia Je vole di Michel Sardou che nelle sue liriche canta “Mes chers parents, Je pars / Je vous aime mais Je pars / Vous n’aurez plus d’enfant / Ce soir / Je n’m’enfuis pas Je vole / Comprenez bien, Je vole…” (“Miei cari genitori, io vado via / Vi voglio bene ma vado via / Non avrete più una bambina / Stasera / Io non fuggo io volo / capite bene, io volo…”), un messaggio diretto all’amata famiglia, cercando di spiegare che il suo non è un addio ma solo il bisogno di prendere il volo verso il futuro.

È proprio una giovane ragazza a dare il volto all’adolescente che cerca di spiccare il volo, Louane Emera, giovane star francese, classe 1996, famosa per aver partecipato alla seconda edizione di The Voice: la plus belle voix nel team di Louis Bertignac, celebre chitarrista e produttore musicale francese (famoso per aver prodotto, arrangiato, scritto i testi e suonato la chitarra nel primo album di Carla Bruni), ma esclusa dalla finale perché eliminata alla semifinale proprio dopo aver cantato Quelqu’un m’a dit della Bruni XD Dopo aver aperto lo showcase di Jessie J a Parigi, lo scorso 2 marzo è uscito l’album di debutto Chambre 12 trainato dal singolo Avenir, ma è con il ruolo di Paula Bélier che conferma la sua fama d’artista sia in patria sia fuori dai confini francesi, vincendo il Most Promising Actress ai César Awards 2015.

Il film è nelle sale cinematografiche italiane dal 26 marzo grazie a BIM Distribuzione e vi consiglio di vederlo perché troverete pochi film che riescono a mescolare intelligentemente comicità e dramma, che tocca nel profondo dove non pensavate di essere vulnerabili e vi farà scappare una lacrima – ammetto che io e mia madre ci siamo trattenuti e non siamo affogati in un lago di lacrime solo per pudore! XD

Ottimo cast, valori positivi e chansons françaises classica del pluricitato Michel Sardou. Consigliato a pieni voti.

LINO

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Autore:

Blogger a tempo perso, single e attaccato morbosamente al suo cane. Acido, critico e un po’ pessimista. Dice sempre quello che pensa e non sa mordersi la lingua. Appassionato di Fumetti, Manga, Libri, Musica, Cinema, Animali, Star System, Gossip, Fashion Icons. Ha un debole per i peluches e per tutte le cose carine ma inutili.

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