Citrus di Ayuko

L’adolescenza e l’ambiente scolastico sono argomenti usati nell’ottanta percento degli shojo manga, spesso utilizzati in modo banale rifugiandosi nel solito cliché del genere – ragazzina insicura che s’innamora del figo di turno che la ignora fino a quando magicamente perderà la testa per lei. In questa vasta produzione ho letto una miniserie di Ayuko che ha saputo usare il mood tipico dello shojo, creando una storia agrodolce sull’adolescenza.

Ammetto che avevo molti pregiudizi su Citrus perché i precedenti lavori dell’autrice portati in Italia, i volumi unici Goodbye my life e After the tempest, in late summer, non mi erano piaciuCitrus di Ayuko  (1)ti per nulla e non comprai nemmeno il terzo titolo, Non ucciderò più le uova, poiché la curiosità era stata stroncata dalle letture precedenti… però quest’opera è stata proprio una delizia!

La vita quasi perfetta di Shiho Kurata viene bruscamente interrotta dall’arrivo di Nanami Koba, durante l’ultimo anno di scuola media nella piccola cittadina di campagna di Kinoto. Le due ragazze sono completamente diverse: la prima è dolce, timida e ha trovato la sua ragione di vita nella passione per il pianoforte, l’altra invece è introversa, fredda e non parla con nessuno. Shiho, con l’incarico di capoclasse, porta la nuova arrivata a visitare la scuola ed è proprio in quest’occasione che Nanami mostra il suo carattere cinico, disprezzando tutti quelli che vivono nel paese e demolendo il suo sogno futuro di aprire una scuola di pianoforte. La ragazza di Tokyo fa di tutto per auto-emarginarsi e non riesce a stringere rapporti con nessuno dei compagni di classe, ma quest’atteggiamento non è altro che il frutto di esperienze passate che l’hanno portata a non fidarsi delle persone.

Durante la lettura dei due volumi assistiamo alla crescita delle due protagoniste di Citrus: Shiho mette da parte le lacrime cercando d’impegnarsi seriamente nello studio del pianoforte e inizia a interessarsi a Soma Iwasaki, un ragazzo problematico accusato di furto nella classe e con una storia familiare drammatica alle spalle; Nanami accetta il divorzio dei suoi genitori e deve decidere se riprendere la carriera di modella che ha dovuto abbandonare per ritornare a Tokyo.

Ayuko diCitrus di Ayuko  (2)pinge una storia di crescita e formazione con tanta delicatezza che sembra quasi una poesia. Se gli occhi sono invasi da uno stile morbido ed essenziale, dal punto di vista narrativo subentra lo sguardo malinconico dell’autrice, che spesso affida ai suoi personaggi pensieri ed emozioni che tanti di noi hanno già provato. La paura del futuro e di fare le scelte sbagliate, sono sensazioni comuni a tutte e due le ragazze, anche se in maniera diversa: se Shiho spesso si lascia affogare dalla malinconia e da pensieri spinti da una “sindrome dell’abbandono”, Nanami esprime tutto con aggressività cercando di distruggere tutto quello che ha intorno.

Ammetto di essermi rivisto tanto in Shiho, soprattutto nelle sensazioni d’inquietudini e d’insicurezza, nella ricerca della perfezione e del voler fare quello che gli altri si aspettano che tu faccia, nella malinconia del guardare al futuro, nella paura di finire un periodo preciso della propria vita per doverne ricominciare un altro da zero.

“Che l’adolescenza sia agrodolce è una bugia… è solo aspra e amara… ma ciò nonostante un giorno, di sicuro, ci ricorderemo di quei giorni aciduli… che ci hanno riempito il cuore.”

Questo shojo manga è stato pubblicato inizialmente a puntate su Betsuma di Shueisha e poi raccolto in due volumetti proposti in Italia da Flashbook Edizioni, nella classica edizione curata da fumetteria.

Consigliato? Io direi proprio di sì, soprattutto per il risvolto psicologico che a molti può portare alla mente ricordi del proprio passato. Io lo consiglierei anche agli scettici che non amano il genere shojo, soprattutto se hanno voglia d’introspezione semplice ma non banale.

LINO

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Un pensiero su “Citrus di Ayuko

  1. Hana Hanabi ha detto:

    Finora non mi è dispiaciuto nessuno dei volumi di Ayuko, pubblicati dalla Flashbook. C’è una delicatezza di fondo, e complessivamente non mi sembra che scada mai nel banale, risultando sempre una lettura piacevole. Buona giornata, caro! ❤

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