Mulan

Prima delle sopravvalutate sorelle di Frozen, c’erano già altre principesse Disney indipendenti e coraggiose, capaci di prendere in mano la propria vita senza essere salvate dal Principe Azzurro di turno. Mulan è senz’ombra di dubbio una di queste.

Questo Classico Disney uscì nel 1998 ma l’ho recuperato solo “da grande” perché a quei tempi persi un po’ l’interesse per i cartoni animati e altre cose simili, a causa della classica frase “ma non sei troppo grande per queste cose?” ripetuta da genitori e parenti vari.

La storia di Mulan si basa sul personaggio di Hua Mulan, protagonista del poema La ballata di Mulan, una leggendaria eroina cinese che si arruolò nell’esercito usando il nome del fratello minore e rimase sul campo di battaglia per più di dodici anni. I registi Tony Bancroft e Barry Cook reinterpretano quest’antica fiaba cinese nel trentaseiesimo Disney classic che presenta per la prima volta una principessa di origine asiatica.Mulan e la nonna

Fa Mulan è una ragazza allegra e maldestra (che non brilla per grazia e femminilità) e che non riesce a essere la “donna di buone maniere” che renderebbe tanto orgogliosi i suoi genitori in vista di un futuro matrimonio. Purtroppo il Regno della Dinastia Sui, di cui fa parte il suo villaggio, è minacciato dal violento Shan Yu, il capo spietato degli Unni, che mira ad arrivare alla Grande Muraglia per sconfiggere l’esercito cinese e impadronirsi di tutto. Ogni famiglia del regno deve fornire un maschio da mandare in guerra ma la famiglia Fa non ha nessun uomo in famiglia a parte Zhou, il padre di famiglia, troppo debole per riuscire a sopravvivere a un’altra guerra. All’insaputa dei suoi genitori, Mulan decide di onorare la sua famiglia partendo per la guerra contro Shan Yu, fingendosi uomo: taglia i capelli, ruba l’armatura del padre e scappa da casa durante la notte. Da questo momento Mulan si chiamerà Ping e sarà accompagnata in quest’avventura da Mushu, un simpatico draghetto rosso, e CriKee, un grillo portafortuna.

L’addestramento al campo militare è faticoso, sia dal punto di vista fisico sia per i compagni rozzi che si ritrova, con cui non riesce a legare, diventando bersaglio di piccole vendette. Ping viene sottovalutato anche dal Capitano Shang, figlio dell’Imperatore Li, che dopo la morte del padre guiderà la missione contro Shan Yu. Ping/Mulan non è forte fisicamente ma ha grandi doti intellettive che le permettono di attuare delle strategie che salveranno lei e i compagni, fra cui la valanga che sconfiggerà (momentaneamente) l’esercito di Shan Yu. Ping è ferito e necessita subito di cure e Shang fa la terribile scoperta: il ragazzo della famiglia Fa è in realtà una donna e questa è una cosa disonorevole per l’esercito cinese, da punire con la morte. Il comandante risparmia la vita a Mulan ma la ragazza viene abbandonata fra le montagne innevate… riuscirà la tornare a casa, nonostante sia sola con un cavallo e una ferita sanguinante? E l’esercito di Shan Yu è stato completamente sconfitto? L’imperatore e il regno sono al sicuro?

“Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e più bello di tutti”

Mulan è un film da vedere perché è uno di quei capolavori d’animazione che non fanno più con una protagonista che è un inno al femminismo: sceglie il suo destino e non ha bisogno di un uomo al suo fianco per raggiungere il suo obiettivo perché vuole dimostrare a tutti che può farcela da sola. Non perde tempo a struggersi d’amore per qualcuno o a pensare ad abiti principeschi e sinceramente ho trovato più indipendente lei di una che canta dentro a un castello di ghiaccio con un abito scintillante! 😄Mushu draghetto rosso di Mulan

Consigliato a pieni voti e vi ricordo che la canzone Reflection, l’unica che Mulan canta nel film, non è altro che il primissimo singolo di Christina Aguilera, che esplose dopo con la hit Genie in a bottle! Ovviamente esiste anche una versione italiana della canzone intitolata Riflesso e cantata da Syria.

LINO

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