Pubblicato in: Cinema

La teoria del tutto

“Per quanto possa essere dura la vita… finché c’è vita, c’è speranza!”

Lo scorso sabato sono ritornato al cinema dopo mesi di assenza e mi sono dedicato a un film “impegnato” che mi è piaciuto tantissimo: La teoria del tutto, film biografico su Stephen Hawking. Il film del regista James Marsh non è un soggetto originale ma l’adattamento cinematografico del libro Verso l’infinito (Travelling to infinity: my life with Stephen) di Jane Wilde Hawking, ex moglie dello scienziato. Ammeto che avevo paura di trovarmi davanti a un film noioso, che si focalizzasse troppo sull’aspetto scientifico e soprattutto sulla fisica, ma sono stato piacevolmente sorpreso, soprattutto per l’interpretazione dei due attori protagonisti.

Stephen Hawking (Eddie Redmayne) è un giovane studente appassionato di cosmologia e studia nella prestigiosa Università di Cambridge dove, con un altro piccolo gruppo di studenti, cerca l’equazione per spiegare come sia nato l’universo. Nonostante si dedichi anima e corpo nello studio, c’è tempo pure per l’amore e a una festa universitaria conosce colei che sarà la compagna di tutta la sua vita: Jane Wilde (Felicity Jones), studentessa di Lettere con specializzaLa teoria del tutto The theory of everythingzione in francese e spagnolo. I due ragazzi sono totalmente diversi perché se Jane è la classica brava ragazza, di buona famiglia e con una grande fede religiosa, Stephen conduce una vita più disordinata, libera e considera la cosmologia come la sua religione – “La cosmologia è la religione per atei intelligenti”. La loro storia d’amore evolve positivamente fino alla comparsa della malattia degenerativa che condizionerà per sempre la vita di Stephen: durante un ricovero ospedaliero, gli viene diagnosticata l’atrofia muscolare progressiva, malattia neurologica che è anche una rara forma della malattia del motoneurone. Jane non si fa condizionare dalla malattia del compagno e sposa Stephen, creando una famiglia con ben tre figli e assistendo il marito fino al crudele destino che lo costringerà sulla sedia a rotelle e alla perdita dell’uso della parola. Se Stephen cerca la teoria sull’origine e sulla fine dell’universo, Jane inizia a sentirsi stanca di quella vita di soli sacrifici e trova conforto nel coro della chiesa dove conosce Jonathan (Charlie Cox), l’insegnante di musica. Dopo varie vicende più o meno dolorose, Stephen decide di lasciare Jane e di proseguire il lavoro di ricerca con Elaine, ma anni dopo si rincontreranno alla cerimonia in cui la Regina Elisabetta onorerà Stephen con il titolo di Cavaliere dell’ordine britannico.

The theory of everything è un film che riesce a integrare perfettamente romanticismo, verità storica e scienza, senza mai risultare pesante, colpendo al cuore: non si può rimanere indifferenti alla forza di volontà di un uomo che non vuole lasciarsi sconfiggere dalla malattia, senza fermarsi mai nello studio, ma allo stesso tempo  non si può non dimenticare il ruolo importante della moglie, che sacrifica la sua vita in nome dell’amore e della scienza, tenendo in piedi una famiglia intera sulle proprie spalle e vivendo una vita che non si era immaginata. Le interpretazioni di Eddie Redmayne e Felicity Jones sono coinvolgenti, con una forte espressività e grande pathos, insomma… da Oscar!

Presentato al trentaduesimo TFFTorino Film Festival, Il film è candidato a cinque Premi Oscar – miglior film, miglior attore protagonista, migliore attrice protagonista, migliore sceneggiatura non originale e migliore colonna sonora – e ha già vinto due Golden Globe per l’attore protagonista e la colonna sonora.

Consigliato? Sì, senza dubbio! L’amore di questa coppia è qualcosa che scalda il cuore e dona speranza anche a chi è pessimista e non crede che possano esistere sentimenti così forti.

LINO

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Autore:

Blogger a tempo perso, single e attaccato morbosamente al suo cane. Acido, critico e un po’ pessimista. Dice sempre quello che pensa e non sa mordersi la lingua. Appassionato di Fumetti, Manga, Libri, Musica, Cinema, Animali, Star System, Gossip, Fashion Icons. Ha un debole per i peluches e per tutte le cose carine ma inutili.

5 pensieri riguardo “La teoria del tutto

  1. Non so se andrò a vedere questo film, e le mie remore, in un certo senso, sono diametralmente opposte alle tue prima della visione: ho paura che si punti troppo sulla storia d’amore, e, magari, su un romanticismo un po’ “romanzato”, piuttosto che sulla personalità di Hawking e il suo contributo alla scienza moderna. Insomma, un film per approfondire un aspetto della fisica su cui so poco (per non dire nulla), mi interesserebbe; una storia d’amore, mah…
    P.S. Io lavoro tutto il giorno a contatto con dei Fisici, ed in particolare uno di loro, approfitta di ogni appiglio per farmi qualche “lezioncina” di Fisica… anni di vicinanza forzata, devono avermi deviato…

  2. Questo lo voglio proprio vedere! 🙂 la tua recensione mi ha convinta ancora di più ^^ in campo scientifico sono una capra, quindi sono contenta che il film possa raggiungere un po’ tutti.
    P.s: sono dal cellulare quindi non vedo il blog nel suo formato web, ma il violetto mi garba moltissimo *^*

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