Skandalon

Dopo la mezza delusione della graphic novel Si dà il caso che di Fumio Obata, oggi vi parlo di un’altra lettura molto… deludente.

Attratto dal nome dell’artista Julie Maroh, famosa per Il blu è un colore caldo, mi sono buttato sulla sua opera successiva, forse con troppe aspettative. Due aspetti fondamentali: il primo è di abbandonare la dolcezza della struggente storia d’amore fra Cleméntine ed Emma ma soprattutto la seconda cosa è quella dimenticate l’ingenuità della prima opera importante d’artista internazionale, perché Skandalon si propone come una storia totalmente diversa.

Il titolo scelto dall’autrice non è altro che una parola greca che significa “scandalo” e porta in scena un personaggio che vive di scandali ed eccessi: Tazane è una famosa rockstar francese diventata un’icona per i giovani per la sua personalità ribelle e fuori dagli schemi – ama semplicemente dare alla gente quello che loro si aspettano da lui. I suoi atteggiamenti vSkandalon Julie Maroh Rizzoli Lizardiolenti, l’arroganza e tutto il gossip che sta dietro alle sue spalle, non fanno altro che crescere la sua immagine da poeta maledetto fra i suoi fans in deliro, ma allo stesso tempo raccoglie critiche negative dall’opinione pubblica guidata dai media. Di quel ragazzino che voleva parlare attraverso le sue canzoni, che in realtà si chiamava Cédric, non è rimasto nulla ma viene mangiato dal terribile meccanismo dello show business e dalla filosofia  “the show must go on”, fatto di musica, show, droga e alcol. Un fatto in particolare fa precipitare la situazione: in un after show, dietro le quinte di un concerto, Tazane abusa sessualmente di una sua fan. L’opinione pubblica si divide fra fans innocentisti e giornalisti che scatenano una vera guerra mediatica. La band si scioglie e Tazane scompare, ritrovandolo dopo un po’ di tempo a New York nel degrado e alla ricerca di una dose di eroina.

Julie Maroh cerca di proporci una storia che non è stata capace di gestire e ci dà un protagonista che è entra nel circolo vizioso di un processo di autodistruzione, cercando di farci ricordare miti musicali come Jim Morrison. Il tema di Skandalon è interessante ma affrontato velocemente, senza alcuna introspezione ma solo con momenti di allucinazione in cui Tazane si perde e si risveglia sconvolto. La fine della graphic novel è talmente ridicola che volevo lanciare il volume contro il muro.

A dimostrare il fatto che la Maroh credesse di fare un’opera grafica con temi esistenziali, ci si mette anche la postfazione adove l’autrice va a scomodare psicologi, antropologi, sociologi e filosofi per conferire un carattere intellettuale al suo lavoro. Mi parla della teoria dello stato di guerra e del contratto sociale del filosofo inglese Thomas Hobbes, del concetto di cultura e d’istinto sessuale per l’antropologo Claude LéviStrauss, del Mito di Edipo, della teoria del desiderio mimetico di René Girard e altre cose che sono messe lì tanto per far vedere “quanto so’ figa, quanto so’ acculturata”. La postfazione vorrebbe spiegare il fumetto come rappresentazione di alcune queste teorie… tesoro, limitati a disegnare e a sceneggiare una storia decente, che alla filosofia ci pensano altri.

L’unica cosa bella è come al solito l’edizione italiana di Rizzoli Lizard, perchè anche lo stile grafico dell’autrice è poco curato. Che Julie Maroh sia un’artista un po’ sopravvalutata grazie al successo della sua opera precedente? Non saprei rispondere, quando mi dedicherò alla lettura di City & Gender, pubblicato da Renbooks (ovviamente quando riuscirò a trovarlo perché la casa editrice non è famosa per la facile reperibilità dei suoi libri), potrò capire se è uno dei nuovi talenti della bande dessinée o un fenomeno di passaggio.

BOCCIATO.

LINO

Annunci

4 pensieri su “Skandalon

  1. Hana Hanabi ha detto:

    Di Julie Maroh ho letto solo “Il blu è un colore caldo” e anche in quel caso sono rimasta sostanzialmente delusa: ottima tutta la prima parte, con la descrizione dell’inizio della storia di Clementine e Emma e un’approfondita introspezione psicologica; nel finale, dopo il time skip, tutto mi è sembrato affrettato, per non dire anche un po’ superficiale, oltre che piuttosto stereotipato (alla “Love Story” per intenderci). Proprio per questo non credo che proverò altre sue opere, e circa la domanda su talento o fenomeno di passaggio, credo sia uno di quei casi in cui un autore è salito alla ribalta per la tematica trattata, piuttosto che per come è stata poi effettivamente sviluppata.

  2. millefoglie94 ha detto:

    Io non sono razzista, ma diffido degli autori francesi 😄 E’ più forte di me! Non so spiegare il motivo, ma appena leggo un nome francese come autore tendo a scartarlo (non sempre eh! C’è un libro francese che mi piace molto ed un altro che devo ancora leggere e che mi sembra parecchio figo). Il blu è un colore caldo non mi ispirava, ma poi ne avevo sentito parlare molto bene in giro e mi ero detta che si poteva provare. Non l’ho ancora fatto, ma più cerco informazioni in giro e più cala l’interesse. Di questo qui so già che, a pelle, odierei il protagonista, quindi non ce la farei proprio 😄
    Poi se c’è pure di mezzo tutta questa fuffa filosofica, ancora peggio. Mettiamoci pure che non amo le storie ambientate nel mondo dello spettacolo ed il gioco è fatto 😛

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...