PIL di Mari Yamazaki

Nerdini non sono impazzito! Questo non è un post di economia perché PIL non vuol dire prodotto interno lordo ma è il nome di una band punk degli anni ’80, i Public Image Limited, amata dalla protagonista di questa meravigliosa graphic novel giapponese.

PIL è un volume unico di Mari Yamazaki, una mangaka famosa per la serie di successo Thermae Romae (pubblicato in Italia da Star Comics in sei volumi), che ci parla del rapporto fra un’adolescente dall’animo ribelle e il nonno che ha il brutto vizio di spendere i soldi per cose inutili.

Anni ‘80, Nanami Hatano è una sedicenne che vive con l’anziano Tokushirô, il nonno materno che cresce la nipote dopo che la madre ha scelto di continuare il suo sogno di diventare una famosa cantante lirica e girare per il mondo. La teenager è un’appassionata di musica punk e sogna di andare a vivere a Londra, meta di molti giovani alternativi, ma inizia a svolgere vari lavoretti per far quadrare i conti del nonno spendaccione. A scuola, NanaPIL Mari Yamazaki Rizzoli Lizardmi viene sempre ripresa per il suo aspetto poco curato, soprattutto per i capelli (i giapponesi sono molto fissati con l’ordine nell’aspetto fisico e nell’uniforme scolastica) e per la sua frangetta che supera il limite delle sopracciglia: se “i capelli sono la cornice del viso”, lei decide di non averne bisogno e prende la decisione estrema di rasarsi a zero! Il nonno rimane senza parole per la scelta della nipote e le impone di portare una parrucca, che puntualmente la ragazza leva quando è fuori di casa o dall’istituto privato che frequenta.

Questo meraviglioso manga josei è uno slice of life molto tenero ma anche divertente! Il divario generazionale dei due protagonisti crea delle situazioni comiche irresistibili e mostra che, nonostante i caratteri molto diversi (e i tanti anni che li separano), l’affetto che provano è così profondo che crea tanta complicità.

Per tutta l’opera si respirano gli anni ottanta (periodo che amo particolarmente) e il fascino del punk che andava tanto di moda ai tempi dalla musica, vista spesso come “frastuono e urli”, alla moda delle magliette bucate e delle creste colorate.

Mari Yamazaki sembra molto coinvolta nel racconto perché, come ammette lei stessa nella postfazione, Nanami è stata costruita pensando alla sua adolescenza turbolenta da vera punk girl che sognava Londra e che finì per trasferirsi a Firenze per studiare presso l’Accademia di Belle Arti, scappando da un Giappone che le stava stretto.

Pubblicato in Giappone sulla rivista josei Office You di Shueisha, in Italia è stato proposto da Rizzoli Lizard nelle sue solite meravigliose edizioni di cui non ho mai niente da ridire! Il volume si rifà all’edizione francese della Casterman ed è impreziosito da un’introduzione scritta da Jiro Taniguchi, autore di cui ho già parlato nel blog per opere come Allevare un cane e Al tempo di papà.

Rizzoli ha già confermato che porterà altre opere dell’autrice a cominciare da Giacomo Foscari. Io spero che questa casa editrice porti altri lavori di mangaka snobbate (ingiustamente) dalle case editrici italiane, per esempio dei bei volumi unici di Kyoko Okazaki e/o Kiriko Nananan.

Consigliato a pieni voti! 🙂

LINO

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4 pensieri su “PIL di Mari Yamazaki

  1. millefoglie94 ha detto:

    Letto e apprezzato! 🙂
    È una lettura molto carina e scorrevole! Ammetto però che, secondo me, il prezzo è un po’ troppo alto per il contenuto. Una lettura del genere l’avrei vista di più al solito prezzo da volume unico di fumetteria (sui 6,90 per intenderci). Il formato “graphic novel” è un po’ sprecato secondo me. A parte le mie lamentele sui costi dell’edizione, mi è piaciuto abbastanza, anche se preferisco Thermae romae della stessa autrice, più per una questione di argomento trattato che di stile però 🙂 spero portino altri suoi lavori per davvero, anche se non tutti mi interessano (tipo quello su Jobs che mi lascia del tutto indifferente).

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