Col nostro sangue hanno dipinto il cielo

“Non è triste fingere di amare qualcuno? –

L’amore è un prodotto come un altro. Se fosse una cosa seria non lo userebbero per vendere i cd”

Se non avessi letto il nome sulla copertina del racconto, avrei pensato che l’autrice di Col nostro sangue hanno dipinto il cielo fosse una giovane giapponese, soprattutto per i dettagli dell’universo degli Host di Tokyo, un mondo sconosciuto e che può essere capito solo in parte da noi occidentali.

Eleonora C. Caruso è una giovane scrittrice italiana, classe 1986 (come me!), che ha iniziato a scrivere per passione dandosi alle fan fiction sui suoi eroi preferiti. Ha già pubblicato un romanzo intitolato Comunque vada non importa per la casa editrice Indiana e con questo racconto lungo ambientato in Giappone, inaugura la collana Scintille di Speechless Books, che si propone come una nuova raccolta di storie scritte da autori italiani emergenti o esordienti con particolari qualità narrative.Eleonora C Caruso Col nostro sangue hanno dipinto il cielo Speechless Books

Shun è un host di venticinque anni che lavora all’interno del Parfume, un host club frequentato da uomini e donne che sono alla ricerca di un “amore immaginario”. Il compito di un host (oppure di una hostess) è quello di fare da escort ma senza la richiesta di rapporti sessuali perché è un ruolo più da compagnia: si parla flirtando con il cliente e ci si può lasciare andare a piccole effusioni che non vadano oltre a una carezza o a un bacio. Il nostro protagonista mezzo sangue (termine con cui i giapponesi identificano le persone che hanno origini occidentali) è uno degli host più richiesti del club di Shinjuku perché riesce a dare alle sue clienti “le cose che non si aspettano dagli altri uomini” come un complimento o qualche parola di conforto, poiché queste donne “pagano per sentirsi amate”.

La Tokyo che viene descritta non è quella allegra di tanto shojo manga ambientati a Shibuya, ma è una città affamata di affetto, così triste e umanamente svuotata di quei sentimenti che dovrebbero riempire la quotidianità di una persona.  La capitale giapponese ha uno stile di vita così frenetico che non c’è più nemmeno il tempo per innamorarsi,  ricorrendo all’uso di queste figure professionali per vivere il sogno di un amore perfetto. Shun sa di vendere delle illusioni, capendo di vivere anche lui una vita finta perché non è altro che un prodotto di questa società vuota, ritrovandosi in questo meccanismo in cui viene usato come un bene materiale a scadenza poiché ormai a venticinque anni non sei più adatto per fare l’host.

Il ragazzo vive passivamente la sua vita e il malessere interiore, quel senso di vuoto e apatia che prova nella routine giornaliera, si manifesta anche fisicamente provocandogli ulcere gastriche e continue nausee causate dal troppo consumo di alcol durante l’orario di lavoro. In una società in cui si tende a essere tutti uguali e incoraggia le persone a una spersonalizzazione individuale, anche l’incontro con una persona come Toru, che potrebbe cambiargli la vita positivamente, diventa un fatto irrilevante a cui Shun non s’interessa.

La Caruso ci fa riflettere, ci porta in questo mondo in cui nessuno è speciale e tutti sono “niente”: in una società dove comanda chi ha più soldi, dove si può comprare perfino la felicità (seppur apparente), perché non si potrebbe comprare pure l’amore? Non può essere un sentimento che non esiste ed è stato (ab)usato troppo da un certo tipo di letteratura?

Questo racconto lungo, che con la sua apatia ti lascia dentro volontariamente un senso di vuoto, è disponibile in free download su http://www.speechlessmagazine.com (date un’occhiata alle pagine social su Facebook e Twitter di Speechless Magazine), e in pochi minuti verrete trasportati nel cinismo dei personaggi di Eleonora che non vi lasceranno indifferenti – potrete pure odiarli per il loro eccessivo negativismo!

Vi lascio segnalandovi la scheda di Goodreads così potete leggere altri pareri oltre al mio. La mia unica curiosità è se ci sarà un sequel per sapere se… Shun parte per Parigi? 😉

Consigliato 🙂

LINO

Annunci

5 pensieri su “Col nostro sangue hanno dipinto il cielo

  1. millefoglie94 ha detto:

    Il mondo degli host e delle maid m’ha messo sempre una grandissima tristezza. Non capisco cosa ci trovino di bello e carino le ragazze occidentali che fanno le maid da noi…bah.
    Oltre questo, l’iniziativa di questi racconti sembra interessante, così come il racconto in questione. Grazie per il post! ;D

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...