Ann è Ann

Dopo aver recensito La spada di Paros, torno a parlare di Yumiko Igarashi e del suo Ann è Ann, un’opera leggera in cui si respirano tutti gli stereotipi di una certa tipologia di shojo anni’80 – che per me non è una cosa negativa ma mi è piaciuta molto! XD

Ann Bridal è una tredicenne americana, figlia di genitori separati, il cui unico scopo nella sua vita è far ritornare insieme i coniugi Bridal per riavere la famiglia felice e unita di un tempo. La ragazzina, per riuscire nell’intento, mostra la Ann che piace ai genitori, adattando la propria personalità alle esigenze del momento, e questo causa la nascita di una doppia identità: la Ann di New York, città dove vive durante l’anno con la madrAnn è Ann Yumiko Igarashi GP Publishing manga shojo  (1)e stilista, è una ragazza moderna, che segue la moda e ha dei modi di fare abbastanza da maschiaccio per rivendicare il suo essere indipendente; la Ann del Texas, dove generalmente passa il periodo estivo nel ranch del padre, è una principessa dotata di lunghi capelli biondi ondulati (grazie una parrucca), che indossa solo vestiti graziosi e che si comporta come la classica brava donna di casa. A causa del pessimo andamento scolastico, Mr. Bridal assume un’insegnate privata, Miss Mary, che scoprirà il segreto della “recita della figlia perfetta” e che sarà una persona molto importante nella vita di Ann.

I due genitori di Ann sono fra i peggiori che si possano avere: egoisti e viziati, pensano solo a se stessi e alla nuova vita che vogliono crearsi, rinchiudendo Ann in un istituto per Buone Signorine. Nessuno vuole prendersi cura della tredicenne perché rappresenta un ostacolo per il futuro e l’unica vera interessata al benessere è proprio Miss Mary che la porterà con sé e la sua compagnia teatrale. Ann deve decidere cosa fare della sua vita: rimanere la ragazzina ricca di città, che va a cena e fa i servizi fotografici di moda con l’amico/amante Bowie, oppure diventare una brava mogliettina che cucina e coccola il marito? Non vado avanti nel raccontarvi la storia se no rischio di cadere nello spoiler!

La trama non è originale ma tipica degli shojo di quel tempo, presentando dialoghi spesso ripetitivi, nessun approfondimento psicologico, un susseguirsi veloce degli eventi e degli elementi melodrammatici. Ann viene rifiutata dalle persone che ha sempre amato, ma la voglia di rivincita è così grande che vuole dimostrare ai suoi genitori che lei riesce a vivere anche da sola, contando sulle sue forze, puntandosi verso  l’obiettivo della sua vita che è quello di salire sul palco di Broadway. Il sacrificiAnn è Ann Yumiko Igarashi GP Publishing manga shojo  (2)o e la forza di volontà, tanto amati dai giapponesi, si mischiano anche con il romanticismo perché Ann conoscerà l’amore (corrisposto) ma che finisce male (sto zitto.. sto zitto!).

La stereotipizzazione degli americani, da parte delle mangake giapponesi, è favolosa: le donne, a parte Miss Mary, sono tutte bionde e con gli occhi chiari; le ragazze, anche se scappano di casa o vengono maltrattate, sono sempre ben vestite e non si sporcano mai; infine abbiamo i nomi che sono eccezionali come Bluebell, Lollipop e Bowie.. ma secondo i giapponesi, gli occidentali si chiamano così?! XD

Non dimentichiamoci che lo stile della Igarashi è uguale da quasi trent’anni e fino a oggi propone i suoi personaggi che sembrano tutti imparentati fra di loro, con giovani donzelle dai tratti delicati, capelli al vento e occhi pieni di lacrime (piangono sempre, sia se sono felici perché si sposano sia se sono tristi perché sparano al cavallo che le porta al castello), fiori e atmosfere dolci da romanzi rosa, il figaccione di turno con cui alla fine la protagonista si mette insieme (ovviamente dopo aver superato tante situazioni che mettono alla prova il sentimento.. generalmente c’è la stronzetta che ostacola l’ammmore) e l’ingenuità delle protagoniste femminili che non si accorgono del torto che gli stai facendo nemmeno se tenti di affogarla, mettendole la testa dentro il ruscello.

Dalla descrizione appena fatta potrebbe sembrare che An wa An non mi sia piaciuto, ma non è così, anzi ho amato questa atmosfera, un po’ trash, degli anni ’80 ma soprattutto i vestiti che l’autrice ha disegnato: la Ann newyorkese ha un taglio che ricorda Cindy Lauper e si veste come le popstar del tempo, Miss Mary segue una moda più street con jeans e tante maglie con stampe di forme geometriche tipiche dell’epoca e Miss Bridal è la nuova donna manager cittadina che detta le mode (sembra uscita dalla Forrester Creations di Beautiful). Ah! Mi ero scordato anche i leggins colorati della sala prove alla Physical di Olivia Newton-John e la maglia con scollo largo di Flashdance.

Ann è Ann è pubblicato in Italia da GP Publishing in due grossi volumi con illustrazioni a colori, rifacendosi alla riedizione della Fairbell, anche se in Giappone fu originariamente serializzato sulla rivista Nakayoshi di Kodansha e poi raccolto in tre volumetti.

Consigliato? A chi ama gli anni ’80 e vuole qualcosa di leggero, a chi piace l’ambientazione da telefilm americano e a chi non odia le bionde dai buoni sentimenti.

LINO

 

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9 pensieri su “Ann è Ann

  1. hanayaoi ha detto:

    Non l’ho letto, e nonostante sia abbastanza schizzinosa quando si tratta di shojo, devo dire che l’idea di una ragazza che viene a creare di immagini così diverse e distanti di se, per cercare di non alienarsi il favore dei genitori separati, è uno spunto abbastanza interessante e a suo modo originale.

  2. Millefoglie ha detto:

    Ma lo sai che questa trama mi ricorda tantissimo un film che ho visto diverse volte da ragazzina? XD Il film parlava di due gemelle che erano state divise in seguito al divorzio dei loro genitori. Poi capita che si incontrano in un campeggio e decidono di far tornare insieme mammina e papino. Le due erano una tutta precisina e l’altra un maschiaccio. La madre lavorava con gli abiti da sposa e il padre aveva un ranch, per di più! °___° Ho cercato su Wikipedia e si chiama Genitori in Trappola, con Lindsey Loan che fa entrambe le protagoniste xD

    Mettendo da parte il film…devo dire che la spada di Paros mi ispira di più, ma perchè in genere il fantasy mi incuriosisce di più 🙂

  3. nyu81 ha detto:

    Anche a me è piaciuto nonostante io guardi sempre di traverso il look anni 80.. ahahah!
    Più che gli abiti, odio tantissimo le acconciature col ciuffo di capelli alto un metro! :p

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