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Splendore di Margaret Mazzantini

“Tutte le relazioni d’amore nascono da una mancanza, ci immoliamo a qualcuno che semplicemente sa accomodarsi in questo spazio aperto e dolorante per farne quello che vuole: farci del bene oppure distruggerci.”

Margaret Mazzantini è uno dei nomi più famosi della narrativa contemporanea, resa celebre dai romanzi Non ti muovere (grazie anche al film con Sergio Castellitto e Penelope Cruz) e Venuto al mondo, ed è sempre nelle prime posizioni dei libri più venduti. Sinceramente non avevo mai letto nulla di questa scrittrice e, spinto dalle critiche positive ai suoi romanzi, mi sono dato alla lettura di Splendore.

Il libro racconta la storia d’amore di Guido e Costantino, due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia, poiché abitano nello stesso palazzo, e li segue fino all’età adulta, anzi sarebbe meglio dire fino alla vecchiaia. Ci troviamo nella capitale, la Roma degli anni ’70, quella che stava andando incontro alla modernità ma che ancora era attaccata ai valori classici della famiglia. Guido è il figlio unico di una famiglia benestante che non gli fa mancare nulla, a parte l’affetto dei suoi genitori, e vive all’ombra della carismatica Georgette, la madre italo-belga; invece Costantino è il figlio del portiere dello stabile, originario della Puglia e di umili origini. Se il primo è un adolescente inquieto, curioso e che non si limita a vivere la vita come una marionetta degli adulti, il secondo è più tranquillo, serio e sempre riconoscente alla sua famiglia.

Al liceo si ritrovano in classe insieme e una gita scolastica in Grecia li avvicina sempre più, facendo capire ai due ragazzi che la loro non è una semplice amicizia. Da questo momento, in cui prendono coscienza della loro vera natura, sarà un continuo incontrarsi di nascosto per amarsi ma allo stesso tempo allontanarsi per vivere ognuno la propria vita in modo diverso. Vivranno vite parallele, avranno le loro mogli e le rispettive famiglie, ma l’amore vero, quello che ti strappa il cuore e ti soffoca la notte non lasciandoti dormire, cercherà di superare la routine di una vita apparentemente normale.Splendore Margaret Mazzantini Mondadori

Sono tempi diversi quelli narrati dalla Mazzantini, dove l’amore omosessuale era ancora considerato una malattia e non semplicemente un sentimento come gli altri. Il dramma interiore che vive soprattutto Costantino, che si divide fra l’essere un padre modello e il suo desiderio di amare il vero amore della sua vita, è quello che molte persone ancora oggi vivono, intrappolati nelle loro finte case perfette, ma avendo relazioni clandestine all’oscuro di tutti. Guido si allontana da quel ragazzotto provinciale, lasciandosi catturare dalla bellezza di Londra, la città della stravaganza per eccellenza, e vuole ricominciare senza l’altro ragazzo, liberandosi dallo spettro della madre, ormai deceduta, che era il suo unico punto di riferimento.

Purtroppo le ragioni del cuore non sempre seguono quelle del cervello e, per quanto uno si possa allontanare fisicamente dall’altro, la mente improvvisamente può riportarti ai ricordi di tempi migliori come quelli di una vacanza al mare, dove potevi vivere il tuo amore alla luce del sole o di attimi di passione esplosi dai forti sentimenti repressi nella grigia routine quotidiana.

La scrittura di Margaret Mazzantini è passionale e impulsiva, proprio come il suo Guido che è la voce narrante del romanzo. Ci descrive un amore difficile, ostacolato dal costume italiano, dalla paura di una società che ha nei confronti di ciò che non conosce. Quello che vuole dire è che amare non è determinato dal dualismo uomo-donna ma è una cosa così naturale, insita nell’uomo, innata, che va oltre al sesso e agli schemi che gli esseri umani si fanno nella loro testa.

Ho odiato profondamente i due uomini della storia, perché così “umani”, incastrati nelle proprie paranoie e nella sofferenza più becera, schiavi di un mondo che non li vuole, che sanno amare ma allo stesso tempo sanno far soffrire anche la persona a cui tengono di più. L’amore diventa cattivo e malsano, puro egoismo che si esprime in rapporti sessuali veloci in hotel di periferia, un sentimento che ti rende ancora più avido perché ti mancano le sue carezze, le sue parole di conforto, i suoi sorrisi e i suoi baci. Sembra che il binomio amore-sofferenza sia la caratteristica principale di tante storie d’amore, come se il sentimento più nobile, decantato dai più grandi poeti e letterati, non possa essere un sentimento positivo: in apparenza è come una rosa, la più bella fra tutte in quel giardino chiamato vita, ma se distogli l’attenzione dai suoi petali, vedrai tutte quelle spine che la sorreggono.

L’autrice ci porta alla ricerca del proprio Io interiore, cioè del nostro splendore, e per quanto una persona possa scappare da se stesso, a un certo punto della vita dovrà fermarsi a riflettere e ad analizzare la sua esistenza, perché ci viene data una sola vita, un’unica occasione per splendere.

L’amore può far male ma la vita ancora di più, devi essere anche capace di spegnerti e accettare la fine del tuo splendore.

LINO

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Autore:

Blogger a tempo perso, single e attaccato morbosamente al suo cane. Acido, critico e un po’ pessimista. Dice sempre quello che pensa e non sa mordersi la lingua. Appassionato di Fumetti, Manga, Libri, Musica, Cinema, Animali, Star System, Gossip, Fashion Icons. Ha un debole per i peluches e per tutte le cose carine ma inutili.

7 pensieri riguardo “Splendore di Margaret Mazzantini

  1. Molto bella la tua analisi Lino!
    Io amo molto la Mazzantini, è una delle mie scrittrici preferite e ho letto tutti i suoi lavori ma mi trovo d’accordo con te riguardo a questo ultimo lavoro.
    Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più sull’argomento, considerando che il libro si propone come un inno all’amore incondizionato ma poi si trasforma in un triste legame di sofferenza e tormento. I caratteri più tetri della relazione tra i due protagonisti sono stati a mio avviso drammatizzati allo sfinimento. Al lettore sembra quasi che l’amore trai i due sia un’inesauribile fonte di dispiacere invece che un vanto del proprio sentimento. Per carità io sono abituato alla teatrale drammaticità dei romanzi della Mazzantini, tutti ne sono influenzati, nessuno escluso ma la cosa che mi piace del suo stile è che alla fine di tutto questo percorso tortuoso si cela comunque un’insegnamento importante per la vita. Se avrai occasione prova alti suoi lavori, io sicuramente ti consiglio “Non ti muovere” e “Venuto al mondo”, quest’ultimo è un bel mattone da mandare giù ma secondo me ne vale sicuramente la pena.

      1. Grazie mille caro ❤
        Venuto al mondo merita tantissimo, è uno dei miei preferiti tra le sue opere. Se ti sei già approcciato alla Mazzantini anche con i film allora sei già a buon punto. Non ti muovere è abbastanza tosto ma anche quello mi piace moltissimo, trovo che il film sia riuscito molto bene e Castellitto e la Cruz hanno recitato molto bene.

  2. Aggiunto alla mia infinita lista, come sai ho letto solo Venuto al mondo e anche io come te con Splendore ho odiato la protagonista… ma ho amato il libro, è tutto così sbagliato ma tragicamente vero in quel libro… Ho altri tre libri della stessa autrice che mi aspettano in libreria, devo affrontare Non ti muovere prima o poi!

      1. Sìsì, ho sbagliato ad esprimermi, leggila in questo modo: così come tu hai odiato il protagonista di Splendore io ho odiato la protagonista di Venuto al mondo… Però lo consiglio, soprattutto per lo stile di scrittura!

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