Tsugumi di Banana Yoshimoto

“Non so perché, ma avevo la sensazione che l’amore, per quanto lo si doni, per quanto si lasci aperto il rubinetto del proprio cuore, non si esaurisce mai.”

Non avevo mai letto un libro di Banana Yoshimoto fino ad oggi, e sinceramente non saprei spiegarvi il motivo poiché è un’autrice molto conosciuta e in libreria sono presenti tante sue opere. Dopo aver letto La luna e il lago di Hinako Ashihara, ispirato a Honeymoon di quest’autrice, ho chiesto consiglio alla mia amica Caroline se sapeva con quale opera era meglio iniziare e mi elencò un paio di titoli fra cui Tsugumi.

L’autrice giapponese, che in realtà si chiama Mahoko, ci porta in un piccolo paese di mare (la penisola di Izu) per raccontarci la storia d’amicizia fra Maria Shirakawa e Tsugumi Yamamoto, e il ricordo che ha dell’ultima estate delle ragazze trascorsa insieme nel paesino in cui han vissuto fin da piccole. Maria, l’Io narrante della storia, è la figlia di una relazione “sbagliata” con un padre che vede solo nei weekend (perché lavTsugumi Banana Yoshimoto Feltrinelli Letteratura Giapponeseora a Tokyo e non riesce a ottenere il divorzio dalla prima moglie) e vive con la madre presso la Pensione Yamamoto. Zia Masako, la madre di Tsugumi, oltre a essere la proprietaria della struttura alberghiera insieme al marito Tadashi, è la sorella minore della madre di Maria, e la donna ricambia l’ospitalità nel vivere nella  dépendance lavorando nella cucina della pensione. Se Maria è una ragazza disponibile, tranquilla e che non crea nessun problema, non si può dire lo stesso della cugina: anche se fisicamente è bella, il carattere non l’aiuta, presentandosi come una persona che definiremmo una “serpe”. Cattiva, arrogante e maleducata, usa la bocca per ferire volutamente gli altri e, a causa della grave malattia che le fu diagnostica in tenera età, con cui le avevano pronosticato una vita breve, è cresciuta sotto una campana di vetro in cui ogni suo desiderio è un ordine.  A diciannove anni Maria si trasferisce con la madre a Tokyo, dove le due donne potranno vivere finalmente in una vera famiglia insieme al padre, che nel frattempo è riuscito a divorziare ufficialmente dalla moglie precedente. Superati gli esami di ammissione all’università della capitale giapponese, il modo frenetico che hanno di vivere i “cittadini” è molto diverso per una semplice “campagnola” come lei, e spesso le manca così tanto il mare da non riuscire a dormire la sera e cadere nella nostalgia. Maria torna al piccolo paese per trascorrere l’ultima estate alla Pensione Yamamoto che chiuderà a causa della costruzione di un grande albergo moderno, conosceranno Kyoichi (che non vi svelo chi è) e tutto finirà con una sincera e toccante lettera/testamento che Tsugumi lascia a Maria..

Apparso per la prima volta a puntate sull’edizione giapponese di Marie Claire e pubblicato in volume nel 1989, Tsugumi è uno dei più grandi successi di Banana Yoshimoto, tanto d’aver goduto anche di una trasposizione cinematografica nel 1990 diretta da Jun Ichikawa.

Nell’opera sono presenti tutti i temi cari all’autrice come la sottile linea fra la vita e la morte, l’amicizia, l’amore e la sofferenza, ma soprattutto si respira tanta nostalgia. Il fatto di ambientare la storia in un piccolo paese dona l’idea del “non c’è niente di speciale”: le passeggiate sulla spiaggia insieme al cane Pochi, camminare a piedi nudi a tarda notte, essere circondati dal profumo della salsedine trasportato dal vento ma soprattutto essere sempre circondati dal mare, il personaggio indiretto di quest’estate che non tornerà più.

Oltre all’amicizia c’è spazio anche per i rapporti genitori e figli, perché se Tsugumi ha una posizione privilegiata nei confronti della sorella Yoko a causa della malattia, Maria cerca la tranquillità famigliare che non può avere a causa di un padre lontano e di una madre considerata come una ruba-mariti. Inoltre le due ragazze vogliono affermare loro stesse in termini diversi: Maria s’iscrive all’università dove non riesce a integrarsi perfettamente, invece Tsugumi vuole dimostrare che lei non è solo la ragazzina malaticcia che si stanca facilmente e attraverso a gesti violenti cerca di dimostrare che è sbagliato sottovalutarla.

Consigliato a chi vuole leggere un romanzo scritto bene ma non pesante e a chi ama questo tipo di racconto che ricorda la sceneggiatura di certi shojo manga che nell’elemento del “ricordo”, abbinato a una bilanciata tristezza, costruiscono l’intera storia senza però scadere nel melenso. A me è piaciuto molto

LINO

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14 pensieri su “Tsugumi di Banana Yoshimoto

  1. Millefoglie ha detto:

    Anche io ho letto pochissimo di Banana Yoshimoto 🙂 Ho letto Chie-chan ed Io. Sinceramente…ricordo davvero poco, se non qualche scena. Non mi aveva colpita particolarmente nè nel bene nè nel male.
    Di sicuro proverei qualche altro suo romanzo ^^

  2. Orlando ha detto:

    Ho conosciuto i libri della Yoshimoto man mano che apparivano le prime edizioni italiane e dei suoi primi libri pubblicati da noi Tsugumi è decisamente il mio preferito.
    Non è un capolavoro della letteratura mondiale, ma è un libro pieno di piccole cose importanti e di sentimenti profondi e comprensibili.
    E’ l’unico libro della Yoshimoto che ho riletto più volte e ogni volta me lo sono gustato con grandissimo piacere.
    Anch’io consiglio sempre questo libro a chi non ha mai letto nulla della scrittrice Giapponese.
    Altri suoi libri che amo sono “Kitchen”, “Sonno Profondo” e “Lucertola”.

    • acutequeernerdworld ha detto:

      i primi due sono in programma! tsugumi mi é piaciuto tanto anche se, come dici tu, non é il capolavoro della letteratura mondiale ma le emozioni sono così umane che tutti le abbiamo provate

  3. nyu81 ha detto:

    Ho letto qualcosa della Yoshimoto ma col tempo mi è diventata un po’ antipatica!
    Ho trovato molti dei suoi romanzi monotoni e ripetitivi ma Tsugumi è il mio preferito fra quello che ho letto finora!
    Ho trovato carino anche Amrita.

  4. hanayaoi ha detto:

    Finora non ho mai letto nulla di banana Yoshimoto, ma la tua recensione ieri e quella di Caroline oggi mi hanno proprio fatto venir voglia di provare qualcosa…
    Anche la scelta dell’immagine sulla cover è suggestiva…

  5. Diego ha detto:

    Esprimo il mio modestissimo e opinabilissimo parere: Tsugumi è stato l’apice, in termini qualitativi, della produzione letteraria della Yoshimoto.
    E’ un romanzo perfetto.

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