Cronache di Gerusalemme

Guy Delisle è stata una rivelazione! Non si può non amare quest’uomo!

Erano mesi che lo tenevo sott’occhio e sinceramente non capisco il perché ancora non mi fossi ancora messo a leggere qualche suo lavoro. Ero ancora incatenato allo stereotipo dello stile manga che non mi faceva apprezzare i lavori di altri autori di altre nazionalità, che hanno molto da raccontare. Finalmente posso dire di essermi liberato da quel vincolo solo orientale e di apprezzare il fumetto in generale.

Delisle è un fumettista canadese amato per il suo stile di scrittura considerato come graphic journalism che mostra il fumetto come opera giornalistica ed è stato premiato come Migliore Opera nel 2012 al famoso Festival di Angoulême (lo stesso che nel 2011 ha premiato Il blu è un colore caldo, di cui ho già parlato nel blog).

In Cronache di GerusalemmeChroniques de Jérusalem, l’autore ci racconta la sua vita quotidiana insieme alla famiglia, per sostenere il lavoro della moglie Nadège, membro di Medici senza frontiere, vivendo nella parte est della città, più precisamente a Beit Hanina cioè un vecchio villaggio arabo annesso a Gerusalemme nel 1967, dopo la cosiddetta Guerra dei sei giorni. Leggendo il volume ci troviamo di fronte a una terra vittiGuy Delisle Cronache di Gerusalemme Rizzoli Lizardma degli eventi e martoriata dal continuo scontro fra popoli che si considerano diversi in nome della religione, ma Delisle cerca soprattutto di raccontare la vita normale e ordinaria di uno straniero che si trova a vivere in un paese pieno di contraddizioni: visioni laiche e ultraortodossia rappresentate dai tre gruppi principali come arabi, cristiani ed ebrei (tralasciando i piccoli gruppi etnici sparsi per il paese), la crescita di città di stampo occidentale ma l’esistenza di piccoli villaggi nomadi, i checkpoint con perquisizioni e la polizia sempre pronta all’attacco ma anche l’aspetto fashion delle spiagge e della libertà di Tel Aviv e i locali dedicati a una clientela internazionale.

È molto bello seguire Guy Delisle nelle sue gite culturali in cui ci porta alla scoperta delle principali città ma anche di posti particolari come Hebron, città della Cisgiordania, in cui è installata una sorta di “griglia” per difendersi dall’abitudine dei coloni di lanciare oggetti sulla gente oppure una strada divisa da una linea gialla in cui da una parte camminano gli arabi e dall’altra gli ebrei. Il fumettista ci parla anche di usi e costumi locali come il Ramadan, la Pesach (la Pasqua ebraica), lo Shabbat, le varie processioni religiose, siti storici famosi come la Spianata delle moschee, senza dimenticare il modo che hanno di vivere il Giorno della memoria in cui la città s’immobilizza completamente per due minuti (perfino gli aerei!). Purtroppo Guy Delisle si trova anche a vivere da “spettatore” il bombardamento di Gaza da parte dell’esercito israeliano noto alla comunità mondiale come l’ Operazione Piombo Fuso.

Ammetto che la prima lettura di questa graphic novel è stata difficile, e mi sono sentito abbastanza confuso (come l’autore stesso) perché la situazione che c’è in quella terra sottoposta alla diplomazia e al giudizio della comunità internazionale è.. un gran casino! Detta proprio senza filtri. Il concetto principale che ho capito è che il fatto che convivano culture diverse non è una cosa sempre positiva perché ci sono personalità di spicco che strumentalizzando la situazione e non apprezzando la diversità,  vogliono imporre il proprio punto di vista.

L’opera di Delisle non è solo racconto della realtà ma grazie alla sua ironia, si ride spesso e molti momenti della sua quotidianità di papà casalingo servono anche per alleggerire l’atmosfera del fumetto.

Mi è piaciuto molto questo volume perché lo trovo anche didattico e serve per capire, con occhi imparziali e senza alcun giudizio, la situazione di un paese che è sempre pronto a esplodere.

Consigliato.

LINO

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8 pensieri su “Cronache di Gerusalemme

        • acutequeernerdworld ha detto:

          allora raccontami di cosa parla per invogliarmi all’acquisto.. sai, essendo disoccupato faccio delle scelte precise e non ho voglia di sprecare soldi.. ho una lista lunghissima di roba da leggere

          • Marco Stizioli ha detto:

            Beh, c’è sempre la biblioteca.
            Io ho letto millemila libri e fumetti grazie al Sistema bibliotecario della provincia di Brescia.
            Li puoi ordinare anche da altre biblioteche.
            Se sono in provincia di Brescia e Cremona,
            non paghi niente.
            http://opac.provincia.brescia.it.

            Comunque, Watchmen parla della caduta dei supereroi.
            E’ più psicologico che di azione.
            E’ figo.
            “La particolarità innovativa che differenzia principalmente Watchmen dai fumetti di genere che lo hanno preceduto, è quella di presentare i supereroi protagonisti più nell’aspetto umano e “quotidiano” che in quello straordinario e avventuroso, “decostruendo” l’archetipo del supereroe convenzionale. Ecco che allora vengono descritti i loro problemi etici e personali, le difficoltà di relazione tra i componenti del gruppo, i loro difetti e le loro nevrosi, spesso riconducibili a particolari avvenimenti del loro passato. Inoltre, nessuno di essi – con una sola notevole eccezione – possiede alcun superpotere: sono persone comuni che hanno deciso di fare il mestiere, comune nell’universo di Watchmen, del “giustiziere mascherato”.”
            Wikipedia lo descrive meglio di me 😀

  1. Millefoglie ha detto:

    anche io sto cominciando a leggere fumetti occidentali solo da un annetto (e ne ho letti comunque pochi). Il mio problema non è tanto il tratto, quanto il fatto che per le serie di supereroi americane non so dove mettere le mani prima perchè sono un gran macello @.@ serie d’avventura come piacciono a me sembrano invece scarseggiare nel panorama italiano (o sono i fumettari che le nascondono XD). Diciamo che mi piacerebbe saperne di più però 🙂

    ma bando alle ciance e complimenti per la recensione 😀 sicuramente la storia e la situazione di questi paesi sono davvero affascinanti e la situazione è spinosissima. Lo sguardo di uno straniero, se è una persona intelligente, è di sicuro un ottimo punto di vista per cercare di capirci qualcosa senza farsi influenzare troppo da altri fattori e dalla politica locale e non ^^

    • acutequeernerdworld ha detto:

      ecco a me i supereroi americani proprio non piacciono! Se vuoi leggere graphic novel belle devi soprattutto rifarti al catalogo della Rizzoli Lizard o della Bao Publishing. Io non le prendo in fumetteria ma generalmente su Amazon e IBS a causa dei prezzi elevati, anche se c’è da dire che le edizioni sono bellissime! mica quelle dei manga. Delisle è bravissimo e infatti vorrei adesso prendere Pyongyang o Cronache Birmane, però prima ho Persepolis e altre graphic da leggere XD

      • Millefoglie ha detto:

        Io non saprei dirlo sinceramente XD ho visto diversi film a tema super eroi e non mi sono dispiaciuti, anche se non mi hanno fatta urlare al miracolo. Vorrei provare la versione cartacea proprio per capire se possono piacermi sul serio oppure no ^^
        Tengo sempre d’occhio queste due case editrici, anche se ho molto poco >.< Della Bao ho tutti i volumi di ZeroCalcare. In effetti fanno delle edizioni davvero belle! 🙂

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