Rica’tte Kanji?! Una novellina a Tokyo

Dopo aver recensito Barba di perle, mi ritrovo a parlare positivamente di un altro bel volume pubblicato da Renbooks, abbastanza unico per il suo genere grazie a uno stile particolare. Rica’tte Kanji?! Una novellina a Tokyo è un manga che appartiene al genere yuri, realizzato con uno stile Pop, che non si trova spesso nelle produzioni giapponesi, richiamando più il fumetto occidentale – americano, anche se devo ammettere che lo stile di Rica Takashima può essere tranquillamente definito kawaii.

Rica’tte Kanji parla delle avventure, in chiave soprattutto comica, della giovane Rica, una ragazza ingenua che da un piccolo paesino di campagna si traferisce nella grande Tokyo con la scusa degli studi universitari. Per la ragazza, la capitale giapponese rappresenta anche una nuova vita per la scoperta di quel mondo LGBT che leggeva solo nelle riviste che arrivavano nella libreria di proprietà dei suoi genitori. Tokyo vuol dire sopRica'tte Kanji una novellina a Tokyo Rica Takashima Renbooks manga yuri LGBTrattutto Ni-chome, un quartiere del distretto di Shinjuku considerato il centro della comunità gay, e soprattutto libertà di essere se stessa facendo il suo debutto al club Lilies che diventerà il suo punto di riferimento e in cui conoscerà la barista Mariko, la sciupafemmine Michiru ma, soprattutto, Miho, una studentessa della facoltà d’arte tessile, che diventerà la sua compagna.

L’autrice ha voluto creare un fumetto leggero e comico, che non affrontasse i temi del coming out e delle coppie dello stesso sesso sempre dal punto di vista della discriminazione e dell’omofobia. In questo volume è tutto bello, divertente e senza dolore, perché l’intento dell’autrice era di raccontare una storia non drammatica come di solito narrano tanti fumetti del genere, perché c’è tanta voglia di normalità in queste pagine: in fondo quello che fa Rica non è diverso da quello che fanno tante ragazze, cioè innamorarsi e creare la propria indipendenza, solo invece che cercare il principe azzurro, è alla ricerca di un’altra principessa!

Questo manga mi ha fatto ridere tante volte perché amo la protagonista che, con la sua ingenuità, si ritrova sempre in situazioni involontariamente comiche perché. Mi piace molto Rica perché non è la classica oca che, scoprendo un nuovo mondo fatto di locali e di shopping, passa da un letto all’altro, ubriaca, con donne diverse, anzi ha uno scopo importante nella sua vita che è di lavorare con i bambini, studiando e impegnandosi molto per laurearsi alla facoltà di assistenza all’infanzia. Oltre alla protagonista, quello che mi piace di quest’opera è la sensazione di libertà che si respira per tutta la lettura: libertà di essere se stessi e di amare chiunque si voglia, che sembrano concetti banali ma per nulla da sottovalutare in un mondo come il nostro che fa ancora distinzione fra ciò che la società reputa “normale” o “diverso”.

L’universo di Rica Takashima è un bel regalo di Natale soprattutto se avete amiche omosessuali, ma anche per chiunque abbia voglia di leggere una graphic novel diversa ma divertente, per persone che non hanno problemi ad accettare che l’amore è anche fatto da due donne. L’edizione Ren è, come al solito, bellissima e curata, con tanto di note di approfondimento sugli usi e costumi tipici della cultura giapponesi (sapevate che il Natale è come una specie di San Valentino in cui le coppie passano la Vigilia insieme mangiando la Christmas cake?).

Come al solito.. consigliato!

LINO

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2 pensieri su “Rica’tte Kanji?! Una novellina a Tokyo

  1. Orlando ha detto:

    Oddìo, l’hai chiamata “graphic novel” anche tu… Nuoooooooh!!! 🙂
    Ok, a parte le questioni di definizione, anch’io ho apprezzato moltissimo questo manga proprio per gli stessi motivi che descrivi così bene nella tua recensione.
    Mi è piaciuto sia lo stile pop e scanzonato del disegno che quell’alone di ottimismo, determinazione e positività che si respira. La storia è bella e piacevole così com’è, senza necessità di parti particolarmente “drammatiche”!
    Penso che sia positivo che ci siano anche storie che mostrano l’omosessualità per quello che è, ossia semplicemente una delle possibili formi dell’affettività e della sessualità.
    Ancora complimenti per la recensione.

    • acutequeernerdworld ha detto:

      Grazie per i complimenti! Orlando sei uno degli utenti che quando commenta lo fa così bene da fare quasi un post a parte, senza scrivere frasi banali e argomentando bene! è sempre un piacere averti sul mio blog

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