Il blu è un colore caldo

“Solo l’amore può salvare questo mondo.

Perché dovrei vergognarmi di amare?”

Rieccomi a parlare della nona arte, i miei amati fumetti, soprattutto di un volume che sta dominando le classifiche di vendita dei libri più venduti in Italia in queste settimane, nonostante sia una graphic novel: Il blu è un colore caldo di Julie Maroh. Per chi segue di solito il mio blog, questo titolo non è nuovo perché l’ho già citato nella mia recensione del film La vita di Adele, vincitore della Palma d’oro al Festival del cinema di Cannes di quest’anno.

Alle persone che, purtroppo, hanno visto prima il film invece di leggere l’opera originale, do un consiglio: scordatevi quell’orribile adattamento di tre ore che non ha saputo catturare la bellezza e la semplicità della narrazione dell’autrice.

La storia è incentrata sul percorso di crescita fatto dalla protagonista Clemèntine, dai quindici anni fino alla sua morte prematura. Non ho anticipato niente, nessIl Blu è un colore caldo Julie Maroh Rizzoli Lizarduno spoiler, poiché la prima frase ad aprire il racconto è “Amore mio, quando leggerai queste pagine, avrò già lasciato questo mondo”. Attraverso la lettura del diario lasciato da Clemèntine a Emma, la ragazza dai capelli blu, veniamo a conoscenza di come una timida adolescente affronta i cambiamenti della sua vita, soprattutto nella sfera affettiva e sessuale, e della crescita del rapporto d’amore fra le due ragazze. Tutto inizia per caso, in un pomeriggio qualunque, quando Clem rimane affascinata da questi capelli blu e la ragazza in questione diventa una specie di ossessione che vive nei suoi sogni. In seguito, avrà modo di conoscerla grazie a una serata passata per locali gay insieme al suo amico Valentin. STOP, il resto della storia non ve la racconto se no faccio Spoiler davvero!

È una storia di crescita e di scoperta di se stessi ma soprattutto c’è la costante ricerca della propria felicità: questo non avviene magicamente con la conoscenza di Emma, ma c’è un percorso interiore della protagonista fatto d’insicurezza, di vergogna e di rabbia nei confronti di una società che la fa sentire diversa.

Molti di noi non hanno mai avuto la sensazione di sentirsi soli al mondo e di essere sbagliati?

Non si sono chiesti se ci sono persone simili a loro?

Possono aver pensato di essere delle che persone “malate” ma, spero, che siano arrivate alla consapevolezza che tutto è normale e che forse quello che è sbagliato sta nelle cose che la maggior parte della gente reputa normale. Probabilmente quello che ci rende felici è qualcosa che agli occhi degli altri può non piacere ma capire cosa vogliamo veramente, lasciando stare cosa ne pensa la gente, è un percorso fondamentale per diventare adulti che vogliono trovare la propria identità.

Julie Maroh scrive in modo “delizioso” e, secondo me, autobiografico: i dubbi e i tormenti, ma anche le emozioni positive, sono descritte così bene che ti fa pensare che Clemèntine non sia altro che l’autrice stessa e che attraverso la scrittura di questa graphic novel, abbia voluto dare un taglio al passato, presentandosi come donna con un’identità specifica!

Il tratto della Maroh è molto bello e morbido e sta molto bene con questa scrittura “intimista” da diario personale ma l’unica pecca è di ricadere in alcuni cliché del filone drammatico. La perdoniamo, è giovane ed è la sua prima opera, e la bellezza sta soprattutto nella spontaneità nel descrivere i sentimenti della protagonista, senza troppa prosa letteraria. Non male però per un’esordiente aver vinto il premio del pubblico nel 2011 al Festival di Angoulême e di vedere il suo primo lavoro ai vertici delle classifiche, tradotto in tantissimi paesi stranieri e con una trasposizione cinematografica!

Questo volume, pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard, è consigliato anche alle persone che solitamente non leggono fumetti e che non hanno problemi ad accettare che l’amore non ha un colore specifico.

LINO

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8 pensieri su “Il blu è un colore caldo

  1. Orlando ha detto:

    Lo ritiro oggi dalla fumetteria e presto le leggerò. E ti farò sapere ^^
    …però, lasciami dire, manga, manhwa, “graphic novel”… sempre FUMETTI sono e ce ne sono solo di due tipi: quelli belli e quelli brutti 😀
    Un abbraccio!

    • acutequeernerdworld ha detto:

      ti do ragione! magari quando sei più piccolo e ti avvicini a questo mondo, ti viene più facile leggere i manga perché sono più famosi, però veramente c sono tanti fumetti che meritano di essere letti!

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