Pubblicato in: Società

Omogenitorialità – Adozioni gay

È strano che io parli di omogenitorialità in un paese come l’Italia in cui ancora non c’è una legge che tuteli le convivenze delle coppie di fatto, indipendentemente dal fatto che i due conviventi siano eterosessuali o omosessuali, ma in quest’ultima settimana ho sentito parlare tanto del diritto di un bambino ad avere un padre e una madre.

La questione nasce dal fatto che un uomo di religione islamica aveva chiesto l’affidamento esclusivo del figlio avuto con una donna italiana, che ora convive con la sua compagna, perché non la riteneva una figura materna adatta alla crescita del bambino. La richiesta è stata respinta. La Suprema Corte ha parlato di pregiudizio: crescere in una famiglia omosessuale non è dannoso per un bambino perché non ci sono certezze scientifiche o dati che dimostrino che l’avere due genitori dello stesso sesso sia dannoso per la crescita psico-fisica del figlio.

Famiglia arcobaleno

Lo so, mi sto andando a ficcare in un argomento abbastanza difficile, ma cercherò di spiegare la mia posizione a favore dell’adozione anche per le coppie omosessuali secondo il mio punto di vista e senza l’utilizzo di citazioni colte prese da manuali di psicologia o da testi sacri.

Per non trasformare questo post in una tesi di laurea, devo mettere da parte gli attacchi verso l’Italia “conservatrice”:  per esempio i commenti moralisti fatti da una certa parte cattolica che tira fuori la parola “famiglia” quando gli fa comodo e cerca di salvaguardare la sicurezza dei bambini (devo ricordare grossolanamente tutti i casi di pedofilia? Dai, non voglio fare commenti trash – anche se andrebbero fatti) o le dichiarazioni di alcuni personaggi politici fra cui quella simpaticona di Paola Binetti, che è rimasta ancora ferma al 1950, in cui afferma che è documentato il fatto del pericolo suicidio nei figli adottati da persone dello stesso sesso, o la sua amichetta Rosy Bindi, omofoba quanto una leghista, peccato che sia di sinistra.

Premetto che odio la frase con cui molti cercano di spiegare la loro posizione pro-adozione gay ovvero “meglio con una coppia gay che in un orfanotrofio” perché sembra che si dica che lo stare con due persone dello stesso sesso non è come stare in una vera famiglia ma è sempre meglio che niente. L’adozione, oltre che un atto giuridico per cui una coppia ha l’impegno di prendersi cura di un altro essere umano sia dal punto di vista economico sia da quello educativo, è soprattutto un atto d’amore. Se essa è fatta con la giusta consapevolezza e non solo per il gusto egoistico di volere un figlio a tutti i costi, rappresenta la capacità di una persona nel saper amare e dare se stesso anche a qualcun altro che magari non è nemmeno biologicamente suo figlio.

Non credo molto alla questione che nella crescita di un bambino ci voglia per forza una figura maschile e una femminile: il fatto che una coppia eterosessuale sia composta da una mamma e da un papà, non è sinonimo di buona famiglia. Quanti bambini devono crescere senza un genitore perché è morto o semplicemente ha abbandonato il nucleo famigliare? Quanti crescono affidati alle cure di una nonna o una zia? Quanti crescono senza le due figure più importanti per un essere umano fin dai suoi primi anni di vita?

Tanti.

Personalmente conosco tante persone cresciute senza una figura paterna e/o materna e posso affermare che non sono diventate persone con squilibri psichici.

Genitori gay

Quello che un bambino deve avere sono due cose fondamentali:  Amore e Educazione. La prima si deve tradurre nel voler crescere il proprio figlio come uno dei progetti principali della propria vita, il punto focale della propria esistenza, dargli vari strumenti con cui affrontare la vita anche senza di te, fornirgli un bagaglio di valori, educarlo ai sentimenti e aprirlo alla vita; la seconda è una questione più sociale nel senso che il genitore dev’essere capace d’insegnare cosa è moralmente giusto e cosa no, fargli capire quali sono i suoi diritti e i suoi doveri, spiegargli che lui è un membro della società in cui vive e in quanto tale dev’essere capace di relazionarsi agli altri.

Perché due madri non possono essere capaci di fare questo?

Perché due padri non possono insegnare queste cose?

Le famiglie eterosessuali sono tutte così perfette?

Da quello che vedo in giro non mi sembra che la classica famiglia tradizionale abbia fatto tanti progressi.

Tutti possono amare e tutti sanno amare. È solo una questione d’amore.

Dopo queste mie idee sull’omogenitorialità, spero di non essere mandato in esilio. Al massimo portatemi nel salotto di Canale5 della nostra Barbarella nazionale a scontrarmi con qualche fascistona come Daniela Santanché o Alessandra Mussolini, comodamente seduto su una poltrona di pelle rossa.

LINO

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Autore:

Blogger a tempo perso, single e attaccato morbosamente al suo cane. Acido, critico e un po’ pessimista. Dice sempre quello che pensa e non sa mordersi la lingua. Appassionato di Fumetti, Manga, Libri, Musica, Cinema, Animali, Star System, Gossip, Fashion Icons. Ha un debole per i peluches e per tutte le cose carine ma inutili.

14 pensieri riguardo “Omogenitorialità – Adozioni gay

  1. Io in linea di massima sono favorevole all’adozione anche perche ci sono tanti bambini soli che sarebbero felici di avere una famiglia pero da una parte mi chiedo cosa può significare per un bimbo crescere in una famiglia gay. Mi riferisco al momento in cui gli altri amichetti con mamma e papà inizieranno sicuramente a fare battutine e discriminare. Non so… Forse non siamo ancora pronti. Ignoranza.

    1. Quando ero piccola i miei genitori non avevano molti soldi e io ero cicciottella: i miei compagni mi hanno dato addosso, soprattutto fra gli 11 e i 13 perché secondo loro ero vomitevolmente grassa e sfigata (no vestiti firmati). Non ero stata adottata, non avevo un credo diverso dal loro, la mia pelle era pallida quanto la loro e parlavamo la stessa lingua… ah, beh, io per loro ero anche una secchiona supponente perché parlavo solo in italiano e non in dialetto. No, per i leghisti in ascolto, non sto parlando del sud Italia: sono bresciana, miei non-cari. Il mio vero difetto? Essere all’epoca molto remissiva. Quindi, vedi, se i compagni hanno annusato l’odore della paura possono trovare qualunque scusa per prenderti a calci in faccia da mane a sera. QUALUNQUE

      1. ne avevamo già parlato nel post di Carolina e anche io sono stato oggetto di “bullismo” per vari motivi. Purtroppo penso che la gente sia cattiva e prova piacere in questa cosa.. è per quello che preferisco passare tempo con il mio cane

        1. Non so se la gente è cattiva, so che l’Homo sapiens è più vicino al violento scimpanzé che al bonobo rilassato e sessuomane, per cui certi soggetti dal basso profilo evolutivo se non sentono che sei aggressivo tendono a volerti schiacciare. Col tempo, purtroppo, si impara che la giornalata sul naso preventiva con questi scimmiotti mal evoluti è necessaria. Ovvio che cani e gatti sono più intelligenti e meno, mooolto meno violenti intimamente

  2. Credo che parlare ora di adozioni da parte di coppie gay/lesbiche in uno stato come l’Italia sia inutile, la comunità LGBT non ha neppure uno straccio di diritto (o meglio la Corte di Cassazione ce ne riconosce, ma il Vaticano ed i politici se ne infischiano e cercano di oscurare le sentenze).

    1. ma infatti la mia prima frase era “è strano che io parli di..” ma volevo dare il mio punto di vista senza troppi concetti da manuali di psicologia, solo esternando di quello che penso veramente

  3. Concordo con te, Lino. Ai bambini servono amore ed educazione. Serve che i genitori, più che desiderare di averli, ci tengano proprio a formarli. Perché quello che vedo e che mi sconforta in tante famiglie è una aberrante sciatteria dell’animo e del pensiero. Tutti vogliono un figlio, pochi vogliono partire per la missione pluridecennale alla scoperta del suo universo, data astrale indefinita fra l’insonnia per dargli la pappa e l’insonnia perché son le 02.00 di notte e non è ancora rientrato

  4. “Tutti possono amare e tutti sanno amare. È solo una questione d’amore.” Con questa frase hai risposto a tutto, sul perché è stupido negare una famiglia comunque essa sia formata. 😉

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